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Nome: Marina
Sempre attiva ed entusiasta della vita, dal 2003 sono attaccata ad un respiratore che mi tiene in vita. La mia esistenza è cambiata totalmente ma il mio spirito no. Vivo in simbiosi col mio pc che mi fa parlare, lavorare e, soprattutto,comunicare.

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Una vita vissuta pericolosamente
venerdì, 30 ottobre 2009
TIZIANO TERZANI

A proposito di quanto ho scritto nel post precedente (“La cura”), vi invito a vedere il documentario “Anam – il senzanome”. Si tratta dell’ultima intervista al celebre giornalista e scrittore Tiziano Terzani: sono 50 minuti indimenticabili.

Buon week end
Scritto da: Princy60 alle ore 16:33 | link | commenti (22) | categoria: libri, vita, passioni, storia, invito, curiosità, amori miei
lunedì, 26 ottobre 2009
LA CURA

Come cambia la visuale al cambiar del punto di vista. Come mutano i valori al mutar del valore della vita. Io me ne sono accorta nel momento in cui ho accettato la mia condizione: badate bene, ciò non è accaduto appena mi sono ammalata, ma solo quando, nella mia testa, è subentrata l‘idea che, per sopravvivere a questo tsunami, avrei dovuto accettarlo, tenerlo come parte di me. Girata quella pagina fatidica, che chiudeva definitivamente un capitolo della mia vita, ecco presentarsi una lunga teoria di pagine intonse, sulle quali scrivere cose assolutamente nuove, sulla base di un punto di vista totalmente diverso. Quel che vi era scritto prima, pur mantenendo il piacere del ricordo, apparteneva ormai ad una vita finita, conclusa con le sue vittorie e le sue sconfitte: sulle pagine bianche bisognava, ora, scrivere con altra penna, con altro inchiostro e con altri valori. Qualche volta, anche chi mi sta vicino, non capisce come io possa accettare i tanti limiti della mia condizione e come possa essere indifferente a cose che, prima, erano tanto importanti per me come per loro: non è pazzia o smania di superiorità, la mia è solo il mutar del punto di vista che muta i valori. Gli astronauti, si dice, dopo aver visto la terra come una pallina colorata persa nel cosmo, non sono stati più gli stessi: cambiato il punto di vista anche i loro punti fermi sono cambiati.

Questa non è, come alcuni possono pensare, falsa rassegnazione voluta per necessità: è accettazione di una realtà immodificabile e ricerca, all’interno di questa, di un possibile equilibrio, di una rasserenante armonia. Io potrei usare il mio tempo, e le mie forze fisiche e psichiche, in faticosi esercizi respiratori per liberarmi, nella migliore delle ipotesi, per qualche ora dal mio respiratore: a che pro spendere tutte le poche energie che mi restano per mutare solo di qualche briciola la mia condizione? Ciò che ho ancora da dire, da dare, da fare e da ricevere vale molto di più di un’ora di respirazione indipendente e, solo se sarò sempre in pace e in armonia con me stessa, potrò vivere ancora nella gioia e nella serenità.

 

© Marina Garaventa

 

 

 

Scritto da: Princy60 alle ore 16:18 | link | commenti (50) | categoria: donne, vita, passioni, curiosità
lunedì, 28 settembre 2009
CURIOSITA’ SUL POST PRECEDENTE

Il titolo “Mattinata” non è casuale e si rifà ad una tradizione medioevale che aveva uno scopo ben preciso. Come accade da sempre, molte mogli annoiate, in assenza dei mariti, usavano invitare i loro amanti nelle proprie stanze: sprangate porte e finestre, gli amanti si estraniavano dal mondo, pur sapendo che, al sorgere del sole, lui avrebbe dovuto fuggire per non essere scoperto. Per conoscere, quindi, l’albeggiare, il giovanotto si accordava con un amico che, appostato nei pressi della casa, al sorgere del sole, cominciava a cantare.

 

Fu composta da Ruggero Leoncavallo a Brissago (Svizzera), per Enrico Caruso, che la incise nel 1904, contribuendo al suo intramontabile successo.

 

L'aurora di bianco vestita
Già l'uscio dischiude al gran sol;
Di già con le rosee sue dita
Carezza de' fiori lo stuol!
Commosso da un fremito arcano
Intorno il creato già par;
E tu non ti desti, ed invano
Mi sto qui dolente a cantar.

Metti anche tu la veste bianca
E schiudi l'uscio al tuo cantor!
Ove non sei la luce manca;
Ove tu sei nasce l'amor.

Commosso da un fremito arcano
Intorno il creato già par;
E tu non ti desti, ed invano
Mi sto qui dolente a cantar.

Ove non sei la luce manca;
Ove tu sei nasce l'amor.

Scritto da: Princy60 alle ore 10:34 | link | commenti (30) | categoria: musica, passioni, curiosità, melodramma
venerdì, 18 settembre 2009
IL TAR DEL LAZIO SCONFESSA LA LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/testamento-biologico-2/biotestamento-tar/biotestamento-tar.html

 

Davanti a questa notizia, buona per tutti quelli che credono nella laicità dello stato e nella libertà dell’individuo, si potrebbe dire molto ma, da tempo, certe parole non mi vengono più. Dopo che la legge iniqua voluta dal Governo Berlusconi, ci rigettava in uno stato etico, toglieva ai cittadini libertà di scelta su cure e terapie, riduceva le persone, più o meno gravemente invalide, al ruolo di fantocci nelle mani di medici, giudici e ministri, la mia pazienza e, devo dire, la mia combattività sono venute meno. Le dichiarazioni di uomini come il Ministro Sacconi ("Se corrisponde al vero quanto contenuto in una nota che fa riferimento ad una sentenza del Tar del Lazio sul caso di Eluana Englaro, questo rende di fatto ancora più urgente l'approvazione della 'norma Englaro'.), di Maurizio Gasparri ("Su temi che riguardano la vita e la morte delle persone serve una norma di legge precisa e non la fantasia della giustizia amministrativa, che immaginiamo impegnata su temi più ordinari. Sarebbe ridicolo o forse agghiacciante se su un argomento così delicato la decisione definitiva fosse affidata al Tar". ) sono, a dir poco agghiaccianti. Che si può dire a chi riduce il dramma di Eluana e della sua famiglia al termine “norma Englaro, come se parlasse di una norma di pubblica edilizia? La dichiarazione di Gasparri raggiunge, poi, il ridicolo: se non il Tar, chi dovrebbe decidere della nostra vita e della nostra morte? Magari lo stesso Gasparri o, visto l’andazzo, il nostro Presidente del Consiglio?

Per fortuna, c’è chi ancora difende i nostri diritti ma, come solo in questo paese può accadere, si tratta di due uomini politici agli antipodi: Ignazio Marino del Pd e Gianfranco Fini del Pdl ( o dovrei dire di An?). Tralasciando che, per uno di sinistra, avere come riferimenti Fini, crei un discreto conflitto interiore, non so quante possibilità possano avere questi due paladini della laicità di aprire una breccia nelle "capocce" dure dei loro/nostri avversari.

E allora, che fare? Prender l’armi e combattere contro i mulini a vento, non fa per me né per coloro che come me, se ne stanno in un letto appesi a un filo o a un tubo: la cosa migliore, cari amici, qualora vi trovaste nelle incresciose circostanze di dover scegliere come morire, tornate ai vecchi metodi, tanto cari anche all’ipocrisia ecclesiastica. Un bel viaggetto in Svizzera oppure un accordo sottobanco con un medico compiacente.

Del resto, anche se, per ora, non è un mio problema, “fatta la legge, studiato l’inganno”

 

© Marina Garaventa

Scritto da: Princy60 alle ore 11:20 | link | commenti (20) | categoria: politica, donne, libri, vita, passioni, articolo, testamento biologico
giovedì, 27 agosto 2009
COMUNICATO STAMPA
Locandina Varazze è Lirica 2009
Evento di importante valore artistico, “Varazze è Lirica” si svolge dal 10  Luglio al 5 Settembre 2009.
Dopo il grande successo ottenuto l'anno scorso, anche per questa stagione estiva, Comune di Varazze e Associazione Culturale Coro Polifonico Beato Jacopo da Varagine ripropongono il “breve ma affascinante viaggio nel mondo della Lirica”.

Fiore all'occhiello della manifestazione, che ha riscontrato ottimi consensi  dal numerosissimo pubblico sinora intervenuto ai concerti, sarà la serata di  venerdì 28 Agosto con il  Premio Città di Varazze - “Francesco Cilea”  premio attribuito ai grandi interpreti della lirica mondiale, l'anno scorso  assegnato alla divina Raina Kabaivanska icona femminile nelle  interpretazioni delle pagine di Francesco Cilea ; in questa edizione ne verrà insignito il più importante baritono vivente nonché il più  grande “Rigoletto” di tutti i tempi il magnifico LEO NUCCI.

Leo Nucci, grande interprete della lirica mondiale ha ricevuto varie
onorificenze in Italia e all’estero tra le quali: "Ambrogino d´oro of
Milano", Grande Ufficiale della Repubblica italiana,Kammersànger al Teatro  dell`Opera di Vienna, Accademico d'onore della Reale Filarmonica Accademia  di Bologna, "Medalla de Santiago" in Chile, Opera Award migliore Baritono  conseguito per" il Trovatore" Teatro alla Scala, Goodwill Ambassadors UNICEF  per l'Italia, "Chevalier de l´Ordre des Arts ed Lettres" dal Ministre de la  Culture et de la Communication della Repubblica francese, membro onorario  della Wiener Staatsoper e ha ricevuto l'anello d'onore, "Fanfullino d´oro-
lodi", "Premio Caruso". Oltre ad aver cantato nei maggiori tetri del mondo  dal Metropolitan di New York all’Opera di Parigi, ha interpretato due film,  Macbeth presentato al Festival di Cannes e Barbiere di Siviglia. Ha inciso  dischi sotto la direzione dei più grandi direttori del nostro tempo:H. von  Karajan, Sir G. Solti, C.M. Giulini, R. Muti, C. Abbado, J. Levine, Z.  Mehta, L. Maazel, R. Chailly, Sìr J. Pritchard, G. Patanè, B. Bartoletti, N.  Santi, M. Viotti e altri.

Il Premio Città di Varazze nato per onorare il M° Francesco Cilea, illustre
concittadino, vissuto nella nostra città e ivi scomparso nel 1950, dove ha  lasciato un segno indelebile e dove ha scritto le migliori pagine della sua  maturità artistica.
Il Concerto che si terrà in Piazza S.Ambrogio nel cuore del centro storico  della nostra bella cittadina, sarà condotto dal Dott. Daniele Rubboli  e  arricchito dalla partecipazione del grande tenore OTTAVIO GARAVENTA, anch’egli magnifico e straordinario interprete della grande Lirica, del soprano Barbara Bargnesi accompagnati al Pianoforte da Massimo De Stefano.

Scritto da: Princy60 alle ore 11:56 | link | commenti (9) | categoria: musica, vita, passioni, articolo, invito, curiosità, melodramma
mercoledì, 05 agosto 2009
ESAME GELMINI-BOSSI: Lezione n° 1

Viste le recenti sortite, del noto duo comico Gelmini-Bossi, in materia di dialetto, credo di far cosa gradita a chi debba superare l’esame dialettologico (?) per gli insegnanti, o per chi voglia partecipare al prossimo Festival di Sanremo, iniziare un corso rapido di genovese.

Le lezioni saranno suddivise per argomento e, senza alcuna pretesa di carattere etimologico, cercheranno d’indirizzare l’allievo nell’ostico mondo del “zeneize” (genovese)

 

LEZIONE 1 – L'AMÔ (l’amore)

 

Iniziamo, oggi, con il sentimento principe, l’amore, e mettiamo subito in chiaro che il ligure, ritroso e poco incline alle smancerie, è poco avvezzo all’uso di questa parola e preferisce usare “ voeì ben” (voler bene).  Rivelato il suo sentimento, la coppia cominciava a  fâ l'amô” (amoreggiare) con i primi approcci discreti, per passare poi a  leppegâ” (scambio di baci più focoso). Come diceva mia bisnonna Cesira, se il giovanotto nutriva speranze di matrimonio, si diceva “aveì ideà” (avere desiderio di accasarsi), ma, se la fidanzata non se voleva sapere, lo licenziava, con un lapidario “no occöre ciû ninte” (non occorre più nulla).  Se il fidanzamento andava a buon fine, trovato un “scito” (appartamento), i due potevano “sposâ “ (sposare), con la “sposâ” (sposa) in abito bianco, e cominciare, volgarmente parlando, a “becciâ” (avere rapporti sessuali).

 

Dice il proverbio:

“Ammortôu o lûmme, tûtte e donne son pæge” (Spento il lume, tutte le donne sono uguali)

Amô o no conosce mezûa” (L’amore non conosce misura)

“L'amô e a tossa no se peuan asconde”  (l’amore e la tosse non si possono nascondere)

 

Curiosità:

Le note  “maniglie dell’amore”, in genovese, si dicono, prosaicamente  cuìga”, che, tradotto letteralmente, sta per “cotenna”, spesso riferita al  di maiale.

 

 

©Marina Garaventa

Vignette in genovese (zeneize)_465_476
àncora: Me ne è venuta in mente una, se posso contribuire, restando in tema..
Non genovese, ma ligure del Ponente: "L'amu u l'è ciù forte che u brussu".
( Non ho la dieresi, e non sono certa che tutti conoscano il bruzzo - italianizzato - che dovrebbe corrispondere più o meno al brucciu còrso: una specie di formaggio cremoso piccante, derivato dalla ricotta fermentata..) ma il senso è molto molto chiaro, no?
E' scrivere il dialetto, rendendone la pronuncia, che è oltremodo arduo.*
Ma certo che, spassose come la tua vignetta, ehm..
Qui, un tempo, quando due erano fidanzati, o quasi, si diceva*"I se parla" ( I se son parlai pe' vint'agni, avante de mariàse.. ad esempio!!).
anonimo: ciao Marina, a proposito di scuola e di genovese, ricordo alle elementari dove c'erano i miei compagni che scrivevano cose di questo genere: "mi sono imbelinato giù per le fasce...", la simpaticissima bidella delle superiori che parlava solo genovese ma si faceva capire benissimo, e la lezione del mio professore sulla a privativa:
a uguale senza, per esempio anemico senza sangue apolide senza cittadinanza, atono senza voce.....
Al che noi pensammo subito solo a una cosa: abelinato senza........
Mia mamma appena venuti qua, osservò: "Guarda quanto sono educati qua, non è come da noi, sempre con quella parolaccia in bocca (cazz'), qua dicono belin, (che lei traduceva bellino, cioè carino).
Un giorno poi, prima di uscire mi disse in dialetto: "Statti loco" (rimani lì) Il vicino sentendola gridò: "Ma poea bagascetta, cusa l'ha feto che a tegne in tu logu!?" (va bè, più o meno così, ma il senso è chiaro, credeva che mi lasciava chiusa nel gabinetto).
Il dialetto s'impara così, ridendo e scherzando, vivendolo con quello del posto. non si può ingabbiare, imporre, usare come una credenziale, impossibile poi in pratica trovare una commissione che sappia codificarlo. Il genovese è bellissimo con le canzoni di F. De Andrè e il teatro di Govi, sinceramente non trovo artisti attuali che sappiano farlo vivere senza ricorrere al triviale, il Gabibbo mi sembra una trovata per farci stare buoni a guardarlo sperando che sia lui a risolverci i problemi. Ciao
Scritto da: Princy60 alle ore 16:40 | link | commenti (43) | categoria: vita, passioni, genova, curiosità, amori miei
domenica, 02 agosto 2009
SOGNO IMPOSSIBILE...
Scritto da: Princy60 alle ore 15:52 | link | commenti (27) | categoria: vita, animali, passioni, curiosità, amori miei
martedì, 07 luglio 2009
BARZELLETTE ITALIANE

A proposito delle badanti irregolari che, in base alle nuove leggi, dovrebbero essere messe il galera, doo aver, magari per anni, accudito i nostri anziani, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, per la modesta cifra di 1500 euro, il senatore leghista Piergiorgio Stiffoni, molto vicino alle posizioni di Umberto Bossi, ha affermato: “Che si assumano badanti italiane! Ce ne sono tante che vorrebbero fare quei lavori».

 

Ce le trova lui o portiamo tutti i nonnetti a casa di Bossi?

 

Sul tema dell’immigrazione e dei migranti, la documentarista Cinzia Bassani consiglia

 

“COME UN UOMO SULLA TERRA”
 
9 LUGLIO 2009
RAI 3 ore 23.40 (trasmisisone DOC3)
Un occasione di civiltà e informazione per tutta l'Italia.
Finalmente anche chi non poteva sapere ora saprà.
Chiediamo alle migliaia di persone che da oltre 6 mesi
sostengono il film, di diffondere ovunque la notizia:
con il passaparola, nei mezzi di informazione, via mail e
con il Volantino che potete scaricare sul sito del film:
http://comeunuomosullaterra.blogspot.com

Scritto da: Princy60 alle ore 15:42 | link | commenti (24) | categoria: politica, donne, vita, passioni, invito, curiosità
domenica, 14 giugno 2009
IO HO FIRMATO!

I giornali hanno il dovere di informare

I cittadini hanno il diritto di sapere

Firma l'appello di Repubblica

I giornali hanno il dovere di informare perché i cittadini hanno il diritto di conoscere e di sapere. La nuova legge sulle intercettazioni telefoniche è incostituzionale, limita fortemente le indagini, vanifica il lavoro di polizia e magistrati, riduce la libertà di stampa e la possibilità di informare i cittadini. Per questo va fermata.


 

http://www.repubblica.it/speciale/2009/appelli/dovere-di-informare/index.html
Scritto da: Princy60 alle ore 10:12 | link | commenti (25) | categoria: politica, vita, passioni, articolo, invito
martedì, 09 giugno 2009
OGGI

Fa freddo e piove,

ho l’influenza e la febbre a 38,

e ho perso pure le elezioni.

A quando lo tsunami?

 

 

wil

! VFC!

Scritto da: Princy60 alle ore 16:04 | link | commenti (60) | categoria: politica, donne, vita, passioni