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Utente: Princy60
Nome: Marina
Sempre attiva ed entusiasta della vita, dal 2003 sono attaccata ad un respiratore che mi tiene in vita. La mia esistenza è cambiata totalmente ma il mio spirito no. Vivo in simbiosi col mio pc che mi fa parlare, lavorare e, soprattutto,comunicare.

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Ottavio Garaventa on Facebook
Una vita vissuta pericolosamente
venerdì, 27 novembre 2009
I CONSIGLI DELLA PRINCIPESSA

Per questi giorni uggiosi, ecco qualche consiglio utile per non annoiarsi:

 

Se non avete ancora pensato ai regali di Natale, vi consiglio di dare un’occhiata al sito di Emergency. Qui catalogo e modulo d’ordine.MARA2009privati

 

Tra i blog che riaprono con un nuovo indirizzo, c’è quello di Giuba47. Chi, come me, lo frequentava, è lieto di questo ritorno!

 

Per chi vuole capire il mondo della lirica di oggi, ecco un’interessante  riflessione di Amfortas, pubblicata su OperaClick: http://www.operaclick.com/pagpn/vrec.php?id=3526

 

Per chi, invece, ha voglia di leggere un divertente noir, ambientato a Genova, consiglio “Gianco amäo” di Enrico Ferrando.

 

Buon Week end!
Scritto da: Princy60 alle ore 17:05 | link | commenti (28) | categoria: libri, passioni, genova, curiosità, melodramma, amori miei
lunedì, 28 settembre 2009
CURIOSITA’ SUL POST PRECEDENTE

Il titolo “Mattinata” non è casuale e si rifà ad una tradizione medioevale che aveva uno scopo ben preciso. Come accade da sempre, molte mogli annoiate, in assenza dei mariti, usavano invitare i loro amanti nelle proprie stanze: sprangate porte e finestre, gli amanti si estraniavano dal mondo, pur sapendo che, al sorgere del sole, lui avrebbe dovuto fuggire per non essere scoperto. Per conoscere, quindi, l’albeggiare, il giovanotto si accordava con un amico che, appostato nei pressi della casa, al sorgere del sole, cominciava a cantare.

 

Fu composta da Ruggero Leoncavallo a Brissago (Svizzera), per Enrico Caruso, che la incise nel 1904, contribuendo al suo intramontabile successo.

 

L'aurora di bianco vestita
Già l'uscio dischiude al gran sol;
Di già con le rosee sue dita
Carezza de' fiori lo stuol!
Commosso da un fremito arcano
Intorno il creato già par;
E tu non ti desti, ed invano
Mi sto qui dolente a cantar.

Metti anche tu la veste bianca
E schiudi l'uscio al tuo cantor!
Ove non sei la luce manca;
Ove tu sei nasce l'amor.

Commosso da un fremito arcano
Intorno il creato già par;
E tu non ti desti, ed invano
Mi sto qui dolente a cantar.

Ove non sei la luce manca;
Ove tu sei nasce l'amor.

Scritto da: Princy60 alle ore 10:34 | link | commenti (30) | categoria: musica, passioni, curiosità, melodramma
giovedì, 24 settembre 2009
BUONGIORNO
Varazze 28 Agosto 2009 - Registrazione dal vivo
Al pianoforte Massimo De Stefano - Conduce Daniele Rubboli
"Mattinata" di R. Leoncavallo 
canta Ottavio Garaventa
Scritto da: Princy60 alle ore 11:14 | link | commenti (19) | categoria: musica, vita, invito, curiosità, melodramma, amori miei
lunedì, 31 agosto 2009
FOTO

Mentre la Principessa combatte col nuovo pc e con Windows Vista, in attesa di ritornare nella rete “più forte e più grande che pria", ecco due immagini del concerto di Varazze.

 

Varazze 28 Agosto 09

Ottavio Garaventa, Daniele Rubboli, al pianoforte Massimo De Stefano

 

Varazze 09

Ottavio Garaventa e Leo Nucci

Scritto da: Princy60 alle ore 16:56 | link | commenti (26) | categoria: musica, vita, invito, curiosità, melodramma
giovedì, 27 agosto 2009
COMUNICATO STAMPA
Locandina Varazze è Lirica 2009
Evento di importante valore artistico, “Varazze è Lirica” si svolge dal 10  Luglio al 5 Settembre 2009.
Dopo il grande successo ottenuto l'anno scorso, anche per questa stagione estiva, Comune di Varazze e Associazione Culturale Coro Polifonico Beato Jacopo da Varagine ripropongono il “breve ma affascinante viaggio nel mondo della Lirica”.

Fiore all'occhiello della manifestazione, che ha riscontrato ottimi consensi  dal numerosissimo pubblico sinora intervenuto ai concerti, sarà la serata di  venerdì 28 Agosto con il  Premio Città di Varazze - “Francesco Cilea”  premio attribuito ai grandi interpreti della lirica mondiale, l'anno scorso  assegnato alla divina Raina Kabaivanska icona femminile nelle  interpretazioni delle pagine di Francesco Cilea ; in questa edizione ne verrà insignito il più importante baritono vivente nonché il più  grande “Rigoletto” di tutti i tempi il magnifico LEO NUCCI.

Leo Nucci, grande interprete della lirica mondiale ha ricevuto varie
onorificenze in Italia e all’estero tra le quali: "Ambrogino d´oro of
Milano", Grande Ufficiale della Repubblica italiana,Kammersànger al Teatro  dell`Opera di Vienna, Accademico d'onore della Reale Filarmonica Accademia  di Bologna, "Medalla de Santiago" in Chile, Opera Award migliore Baritono  conseguito per" il Trovatore" Teatro alla Scala, Goodwill Ambassadors UNICEF  per l'Italia, "Chevalier de l´Ordre des Arts ed Lettres" dal Ministre de la  Culture et de la Communication della Repubblica francese, membro onorario  della Wiener Staatsoper e ha ricevuto l'anello d'onore, "Fanfullino d´oro-
lodi", "Premio Caruso". Oltre ad aver cantato nei maggiori tetri del mondo  dal Metropolitan di New York all’Opera di Parigi, ha interpretato due film,  Macbeth presentato al Festival di Cannes e Barbiere di Siviglia. Ha inciso  dischi sotto la direzione dei più grandi direttori del nostro tempo:H. von  Karajan, Sir G. Solti, C.M. Giulini, R. Muti, C. Abbado, J. Levine, Z.  Mehta, L. Maazel, R. Chailly, Sìr J. Pritchard, G. Patanè, B. Bartoletti, N.  Santi, M. Viotti e altri.

Il Premio Città di Varazze nato per onorare il M° Francesco Cilea, illustre
concittadino, vissuto nella nostra città e ivi scomparso nel 1950, dove ha  lasciato un segno indelebile e dove ha scritto le migliori pagine della sua  maturità artistica.
Il Concerto che si terrà in Piazza S.Ambrogio nel cuore del centro storico  della nostra bella cittadina, sarà condotto dal Dott. Daniele Rubboli  e  arricchito dalla partecipazione del grande tenore OTTAVIO GARAVENTA, anch’egli magnifico e straordinario interprete della grande Lirica, del soprano Barbara Bargnesi accompagnati al Pianoforte da Massimo De Stefano.

Scritto da: Princy60 alle ore 11:56 | link | commenti (9) | categoria: musica, vita, passioni, articolo, invito, curiosità, melodramma
martedì, 28 luglio 2009
DEDICATO A….

Stamani penso a tutti quelli che, vicini o lontani, stanno lottando contro una malattia. Non so se ci sono parole adatte per consolare, e io, comunque,  non so trovarle.

Io posso solo suggerire di fare come me: lottare

“Aida” di G. Verdi – Atto I, “Celeste Aida” – Ottavio Garaventa

Registrazione dal vivo: Teatro Regio di Torino

 

RADAMÈS:
Se quel guerrier
Io fossi! se il mio sogno
S'avverasse!... Un esercito di prodi
Da me guidato... e la vittoria... e il plauso
Di Menfi tutta! E a te, mia dolce Aida,
Tornar di lauri cinto...
Dirti: per te ho pugnato, per to ho vinto!

Celeste Aida, forma divina.
Mistico serto di luce e fior,
Del mio pensiero tu sei regina,
Tu di mia vita sei lo splendor.

Il tuo bel cielo vorrei redarti,
Le dolci brezze del patrio suol;
Un regal serta sul crin posarti,
Ergerti un trono vicino al sol.

Celeste Aida, forma divina,
Mistico raggio di luce e fior, ecc.

 

 

FORZA RAGAZZI!

Scritto da: Princy60 alle ore 08:53 | link | commenti (49) | categoria: musica, vita, melodramma, amori miei
giovedì, 02 luglio 2009
ODE PER UN “PAPI”

Il cuore mio di figlia

sanguina e ognor sussulta:

da che gli occhi d’infante,

videro il  volto giovane

 dell’amato Re Padre,

dal roseo labbro mio

sgorgò  tenero il nome

che oggi ancor risuona,

benché canuta lana

ammanti il  regal capo.

Sia per mostrargli  affetto

sia per mandarlo affan..

ognor ripeto ancora:

 “Oh Papi!Oh Papi mio!” .

Ma omai, il dolce termine

non è foriero più

d’amabili consessi,

evoca solamente

truci nani asfaltati,

cavalieri pisellati,

donzelle fatturate e festini disgraziati.

Oh Papi, papi mio, come potrò chiamarti?

Si spegne il dolce nome,

sola s’alza una prece

chi mi ridà il mio Papi?

 

© Marina Garaventa

Scritto da: Princy60 alle ore 09:43 | link | commenti (45) | categoria: politica, donne, vita, curiosità, melodramma
giovedì, 04 giugno 2009
OBAMA COME MOZART

Ecco la semplice e mistica illuminazione che si è affacciata alla mia mente, oggi, mentre ascoltavo, in diretta da Il Cairo, il discorso di Barak Obama al mondo islamico. La prima, piacevolissima, sensazione è stata d’abbandono e d’estatica soddisfazione come quella che si provo ascoltando un brano di W.A. Mozart: con piglio autorevole, con il giusto equilibrio tra la disponibilità al dialogo e la convinzione delle proprie idee, con quel tanto di retorica occorrente, mitigata da grandi innovazioni, Obama ha disegnato un’America nuova per un rapporto nuovo, non solo con l’Islam ma con tutto il mondo.

Non sembri eccessivo il paragone con Mozart che, genio musicale, seppe, seppur nei canoni più rigidi del ‘700, creare capolavori pieni di fascino e di finezze intellettuali. Con scene equilibrate e leggiadre, con ritmi semplici e accordi complessi, Obama, come il grande autore del “Le Nozze di Figaro” ci ha fatto, letteralmente, “respirare” il cervello, arrivando, quasi, ad ubriacarci per un sogno che manca da molto, troppo, tempo. Al di là della sua appartenenza politica, che si può condividere o no, Obama, oltre ad affrontare i grandi e realistici temi del rapporto tra gli USA e paesi arabi, citando con pragmatismo e realismo, il problema d’Israele, del nucleare e della condizione femminile nei paesi fondamentalisti islamici, ha tratteggiato l’immagine ideale di un mondo, difficile da realizzare, ma possibile.  Citando passi dai“libri” delle tre grandi religioni, cristianesimo, islam ed ebraismo, ha ammantato il suo discorso di un’aurea mistica, applicandola ad una possibile civiltà di rispetto, consapevolezza e convivenza. Insomma, un sogno magari irrealizzabile, cui, però tendere e per cui lottare.

Inebriata e abbacinata da tanta potenza evocativa, avrei dovuto spegnere il televisore per meditare serenamente e, invece, in preda alla sindrome da telecomando, ho, inavvertitamente, cambiato canale! E’ stato come passare da Mozart, eseguito dall’orchestra della Scala, alla mazurka eseguita da una scalcagnata banda di paese: sul video passavano le facce anonime e inebetite dei nostri rappresentanti politici che, ora ingrugniti, ora stupidamente ilari, blateravano di veline, corna, aerei! Spettacolo desolante e avvilente per un paese che, nel passato, ha dato al mondo civiltà, arte, pensiero e grandi ideali. Mi chiedo come e perché siamo finiti così in basso, e, francamente non mi so rispondere. So solo che, nonostante la nostra civiltà, il nostro progresso, la nostra democrazia, non riusciamo più, col nostro voto, a creare una classe politica che ci rappresenti degnamente.

Un consiglio: se volete ossigenarvi il cervello, ascoltate il discorso di Obama… o la sinfonia da “Le nozze di Figaro” di W.A. Mozart.

 

Marina Garaventa

 

Scritto da: Princy60 alle ore 21:19 | link | commenti (33) | categoria: musica, politica, vita, passioni, storia, articolo, melodramma, amori miei
venerdì, 06 marzo 2009
QUALE PUCCINI?

 Sull’onda dell’auditel e stuzzicata dalla domanda di Ysor, festeggio la festa della donna (scelta non casuale!) parlandovi di Giacomo Puccini e, in particolare del recente sceneggiato televisivo. Chi ha visto lo sceneggiato senza conoscere la vita e le opere del musicista lucchese, si chiederà cosa c’entri Puccini con le donne. In realtà, l’universo femminile e il rapporto con esso sono stati il fulcro e il motore dell’ispirazione di questo musicista: non a caso, tutte le sue composizioni hanno come protagoniste le donne e l’amore. Lo sceneggiato televisivo, prodotto pregevole per interpretazione, scene, costruzione narrativa, ci ha presentato un personaggio, seppur ben delineato, totalmente avulso dal contesto storico e culturale dell’epoca e solo travagliato da dubbi d’identità e preoccupato solo di portare a termine la stesura di “Turandot” che, col reiterare della melodia di “Nessun dorma” ha finito per diventare uno stucchevole tormentone. Come se Puccini avesse scritto solo quell’aria che, tra l’altro, non è una delle sue migliori! Sfido chiunque abbia visto lo sceneggiato, a dire, a parte i costumi, quale sia stato il periodo storico in cui l’autore visse. L’opera di un artista è sempre fortemente influenzata dall’ambiente, dalla storia e dalla cultura del tempo ma, nello sceneggiato non se ne fa il minimo accenno. Un esempio per tutti: le prime due opere di Puccini ("Le Villi" e "Edgar") furono scritte sull’onda wagneriana che aveva invaso il melodramma con il sinfonismo, ed ebbero, giustamente, poco successo. Puccini, infatti, non aveva trovato ancora l’equilibrio tra sinfonismo tedesco ed emotività italiana.  A questo si riferiva Verdi, quando scriveva a Ricordi, riferendosi al lucchese, “l’opera è l’opera, la sinfonia è la sinfonia”.

Ma torniamo alle donne: ammesso e non concesso che il sor Giacomo fosse personaggio così travagliato, si sa, per certo, che abbia avuto innumerevoli relazioni extra dalle quali, spesso, trasse ispirazioni per le sue opere. Lo sceneggiato ci mostra, solo velatamente, quest’aspetto, concentradolo sulla tra l’altro, dubbia relazione con la giovane domestica, e facendo passare la povera Elvira come una pazza visionaria.

E, per ultimo ,parliamo di musica: quale musica, direte voi, poiché non abbiamo ascoltato che “Nessun dorma”?  Appena accennate le note di "Manon Lescaut", "La Boheme" e "Tosca", di "Madama Butterfly" abbiamo “visto” solo il finale, completamente tralasciate "Gianni Schicchi", "Suor Angelica", "Tabarro", "La rondine" e "La fanciulla del West". Nessun accenno al rapporto coi cantanti, coi direttori e con tutto ciò che concerne il melodramma in tutte le sue sfaccettature. Come fare un film su Picasso e non far vedere i suoi quadri!

Dubito quindi che, chi non abbia dimestichezza con la lirica, possa aver capito qualcosa di utile e consiglio un giro nel sito del Centro Studi Puccini e la lettura del libro “ Giacomo Puccini: l’ultimo di una bottega di musicisti – (Maria Pacini Fazzi Ed. Lucca) di Daniele Rubboli.

 

© Marina Garaventa

 

Dopo tanta serietà, ecco una versione particolare del Coro a bocca chiusa dalla Madama Butterfly.

Puccini mi scuserà ma non ho resistito
Scritto da: Princy60 alle ore 16:05 | link | commenti (37) | categoria: musica, donne, libri, animali, passioni, curiosità, melodramma, amori miei
lunedì, 02 marzo 2009
IL “PAPÀ” DI GARAVENTA
teatrocom modena

Benché abbia solo 10 anni più di mio padre, benché non siano neppure parenti, tutti, nell’ambiente della lirica, lo chiamano così. E tutti, persino Pavarotti quando lo incontravano al Lirica Club, gli chiedevano:

-         il to fijoi come sta? – riferendosi a mio padre.

Clio, con un nome così strano, da musa, che solo gli emiliani possono appioppare ad un ragazzino, era, ed è ancor oggi, un omone alto e forte, buon mangiatore di ciccioli, amante del parmigiano, che mette anche nella zuppa di pesce, buon bevitore di lambrusco, abilissimo impastatore di tagliatelle, e gran lavoratore. A due cose Clio non sa rinunciare: le bocce e la lirica. Le prime, tutti i giorni nella locale società, la seconda sempre e solo nel suo club e nei teatri in giro per l’Emilia e l’Italia. Il Lirica Club, associazione che si può apparentare ad un club di tifosi del calcio, è un luogo ove si riuniscono gli appassionati del melodramma, tifosi di questo o quel cantante. Lì, i soci ascoltano musica, organizzano concerti e “trasferte” nei teatri, Clio, anima del suo Lirica Club, non ascolta quasi mai dischi: la lirica se la canta mentre lavora o mentre si dedica, come ogni modenese doc, al suo aceto balsamico che, in gara con la moglie, prepara nella sua soffitta.

Mio padre e Clio si conobbero nel 1966 quando i teatri emiliani “montarono” quella mitica edizione di “Manon” di Massenet, che vedeva, nelle vesti dei protagonisti, due giovani e promettenti debuttanti: Ottavio Garaventa e Mirella Freni. Mio padre, ormai ristabilito dalla lunga malattia che lo aveva portato vicino alla morte, affrontava a Modena il primo grande impegno che avrebbe poi dato avvio alla grande carriera: Clio lo ascoltò, s’innamorò della sua voce e decise di “adottarlo”. E che fa un buon padre coi suoi figli? Prima di tutto li nutre, li coccola e non li molla! Da quel lontano ’66, fu così che, ogni volta che papà soggiornava, anche per lunghi periodi, in Emilia, Clio lo nutriva a tagliatelle, fatte a mano, bistecche di cavallo e lambrusco, lo accompagnava alle prove, lo “sponsorizzava” ovunque, arrivando persino a mettersi in aperto contrasto coni fans dell’allora astro nascente: il modenese Lucianone! Cominciò in quegli anni, un duello, stile Coppi e Bartali, tra gli appassionati del melodramma che portò addirittura ad una storica “scissione” all’interno del Lirica Club di Modena che si divise in due: una parte pavarottiana e l’altra, capitanata da Clio, che parteggiava per Garaventa.

Ed ora, che son vecchiotti tutti e due, quando s’incontrano, vanno ancora a tagliatelle e lambrusco!

 

© Marina Garaventa

Scritto da: Princy60 alle ore 11:06 | link | commenti (58) | categoria: musica, vita, passioni, curiosità, melodramma