ANSIA NEWS- Rinvenuto, dopo anni di ricerche, il documento fotografico che attesta la nascita del titolo nobiliare del Pisello. La dama ritratta nel reperto è Sua Altezza la Principessa sul Pisello, qui ritratta su un battello turistico in Sardegna, nel giorno della sua incoronazione.
Ecco una breve cronaca dell’avvenimento. Mentre la dama, si godeva la brezza e il sole, nobilmente accomodata su un parabordo rotondo, l’amica Fuffy, per superare il rumore dei motori di bordo e il vocio dei molti turisti, gridava:
- Sembri la Principessa sul Pisello! –
- Come hai detto? – ribatteva S.A. assordata dai motori.
- Principessa sul P-I-S-E-L-L-O!
- Eh, non capisco!
- P-I-S-E-L-L-O-N-E! ribatteva Fuffy proprio nel momento in cui i motori tacevano.
La parola rimbalzò su tutti i ponti e tutti i turisti, improvvisamente muti, si voltarono per guardare il pisellone.
La dama, conservando il suo perfetto aplomb nobiliare, chinò il capo in un leggero e regale inchino e disse:
- Ora ho capito, mia cara! –
E da quel giorno fu, per tutti, S.A.S. la Principessa sul Pisello!
© Marina Garaventa
Qualche tempo fa, sulla vetrina di una palestra, comparve un manifesto
che rappresentava una ragazza spettacolare, accompagnata dalla scritta
'QUEST'ESTATE VUOI ESSERE SIRENA O BALENA ?'.
Si dice che una donna, di cui non ci è pervenuta la tipologia fisica ha
risposto alla domanda in questi termini :
'Egregi signori, le balene sono sempre circondate da amici (delfini,
foche, umani curiosi), hanno una vita sessuale molto vivace, ed allevano
dei cuccioli che allattano teneramente. Si divertono come pazze coi
delfini, e si strafogano di gamberetti. Nuotano tutto il giorno e
scoprono posti fantastici come la Patagonia, il mar di Barens o le
barriere coralline della Polinesia. Cantano benissimo e registrano
talvolta dei CD. Sono impressionanti e sono amate, difese ed ammirate da
quasi tutti.
Le sirene non esistono. Ma se esistessero farebbero la fila dagli
psicologi in preda ad un grave problema di sdoppiamento della
personalità (donna o pesce?). Non avrebbero vita sessuale perché
ucciderebbero tutti gli uomini che si avvicinano (e del resto come
farebbero) ? Non potrebbero fare neanche bambini. Sarebbero graziose é
vero, ma solitarie e tristi. E del resto chi vorrebbe vicino una ragazza
che puzza di pesce?
Come cambia la visuale al cambiar del punto di vista. Come mutano i valori al mutar del valore della vita. Io me ne sono accorta nel momento in cui ho accettato la mia condizione: badate bene, ciò non è accaduto appena mi sono ammalata, ma solo quando, nella mia testa, è subentrata l‘idea che, per sopravvivere a questo tsunami, avrei dovuto accettarlo, tenerlo come parte di me. Girata quella pagina fatidica, che chiudeva definitivamente un capitolo della mia vita, ecco presentarsi una lunga teoria di pagine intonse, sulle quali scrivere cose assolutamente nuove, sulla base di un punto di vista totalmente diverso. Quel che vi era scritto prima, pur mantenendo il piacere del ricordo, apparteneva ormai ad una vita finita, conclusa con le sue vittorie e le sue sconfitte: sulle pagine bianche bisognava, ora, scrivere con altra penna, con altro inchiostro e con altri valori. Qualche volta, anche chi mi sta vicino, non capisce come io possa accettare i tanti limiti della mia condizione e come possa essere indifferente a cose che, prima, erano tanto importanti per me come per loro: non è pazzia o smania di superiorità, la mia è solo il mutar del punto di vista che muta i valori. Gli astronauti, si dice, dopo aver visto la terra come una pallina colorata persa nel cosmo, non sono stati più gli stessi: cambiato il punto di vista anche i loro punti fermi sono cambiati.
Questa non è, come alcuni possono pensare, falsa rassegnazione voluta per necessità: è accettazione di una realtà immodificabile e ricerca, all’interno di questa, di un possibile equilibrio, di una rasserenante armonia. Io potrei usare il mio tempo, e le mie forze fisiche e psichiche, in faticosi esercizi respiratori per liberarmi, nella migliore delle ipotesi, per qualche ora dal mio respiratore: a che pro spendere tutte le poche energie che mi restano per mutare solo di qualche briciola la mia condizione? Ciò che ho ancora da dire, da dare, da fare e da ricevere vale molto di più di un’ora di respirazione indipendente e, solo se sarò sempre in pace e in armonia con me stessa, potrò vivere ancora nella gioia e nella serenità.
© Marina Garaventa
Mi capita sempre: ogni volta che, per diversi motivi, devo essere “manipolata” da mani estranee, seppur educate e rispettose, io mi deprimo. Mi capitava anche in ospedale dove, per ovvi motivi, le persone che mi accudivano cambiavano ogni mattina. La prassi infermieristica, che mal si adatta alla mia strana sindrome, eseguita, ogni mattina, spesso con inflessibilità, mi metteva davanti alla mia diversità, costringendomi a ripetere all’infinito la “tiritera” della Sindrome di Elhers-Danlos e di tutti i suoi innumerevoli disturbi. La prima impressione che davo era, quindi, quella di una gran rompiballe che voleva esser unica anche nella malattia. Salvo, poi, far morir di paura tutto il reparto quando, ciò che avevo paventato, si avverava. D’altro canto, se una malattia è considerata rara quando colpisce 1 individuo su 2000, come definirne una che colpisce 1 persona su 10.000? Ora che non posso parlare, mi son preparata un breve scritto sui miei “primi 50 anni” di storia medica: ne è venuto fuori un sorprendente trattato che, ogni volta, lascia basiti i lettori. Io stessa, quando lo rileggo, ho l’impressione di assistere ad una pessima telenovela, scritta da uno che si sia appena fatto una canna.
Stavolta non credo di avervi fatto ridere, e un po’ mi dispiace: sarà che, ieri, ho dovuto affrontare un nuovo medico e rifilargli di nuovo la mia pessima telenovela. Per fortuna, ha capito.
Scusate lo sfogo!
© Marina Garaventa
Sabato 17 e Domenica 18 Ottobre, a Lecco, sarà presente a “Immagimondo 2009”, rassegna di viaggi e turismo, la regista Cinzia Bassani.
Per gli estimatori del blues, e per gli amanti della musica, consiglio il film “Cadillac Records” (Usa 2008) di Darnell Martin. Piacevolissimo e istruttivo!
Se volete conoscere i Farmer Market, ovvero i mercati dove gli agricoltori vendono direttamente i loro prodotti, ciccate qui.
ANSIA NEWS: giunge conferma di un primo miracolo di S.A.S. la Principessa sul Pisello. Durante le abluzioni mattutine, accudita dalla Regina Madre e dalla governante Edy, Sua Altezza, in preda ad un’estasi mistica, cominciava a far alzare, spontaneamente e senza toccare il telecomando, il piano del letto verso l’alto. Mentre la Regina e Edy assistevano impotenti a tale levitazione, il letto continuava la sua corsa, raggiungendo quota 1,5 mt, dove, si fermava, sponte sua, lasciando Sua
Altezza in una posizione irraggiungibile. Colà, il letto si bloccava senza più voler scendere! Mentre la notizia si spargeva per il regno e la badante Wilma organizzava pellegrinaggi al sacro luogo, all’uopo di “tirar giù” la principessa, veniva tosto chiamato il Real Tecnico Super Carlo. Dopo aver esaminato la situazione, egli decideva, con sprezzo del pericolo, d’infilarsi sotto il real giaciglio, per sbloccarne i meccanismi e riportare Sua Altezza, col culo per terra. Coadiuvato da Edy, Wilma e dalla Regina, che avevano il compito di reggere il piano del letto perché non caracollasse su Carlo, riducendolo a sottiletta, il Real Tecnico, mentre Sua Altezza elevava preci a Santa Escort, protettrice del Regno del Pisello, provvedeva a mollare l’ultimo bullone certo dell’aiuto delle tre matrone. Costoro, però, quando si trovarono a dover sostenere il peso di letto e principessa, persero “la birra” e urlando “Non ce la faccio!”, mollarono la presa facendo crollare fragorosamente il tutto, sul pavimento. Grazie alle preci reali e alla sua agilità, Super Carlo riusciva a tirarsi indietro mentre S.A.S. crollava a terra con rumor di ferraglia.
Per festeggiare lo scampato pericolo, nel Regno, è stata organizzata una gran processione a Santa Escort del Pisello.
© Marina Garaventa
Davanti a questa notizia, buona per tutti quelli che credono nella laicità dello stato e nella libertà dell’individuo, si potrebbe dire molto ma, da tempo, certe parole non mi vengono più. Dopo che la legge iniqua voluta dal Governo Berlusconi, ci rigettava in uno stato etico, toglieva ai cittadini libertà di scelta su cure e terapie, riduceva le persone, più o meno gravemente invalide, al ruolo di fantocci nelle mani di medici, giudici e ministri, la mia pazienza e, devo dire, la mia combattività sono venute meno. Le dichiarazioni di uomini come il Ministro Sacconi ("Se corrisponde al vero quanto contenuto in una nota che fa riferimento ad una sentenza del Tar del Lazio sul caso di Eluana Englaro, questo rende di fatto ancora più urgente l'approvazione della 'norma Englaro'.), di Maurizio Gasparri ("Su temi che riguardano la vita e la morte delle persone serve una norma di legge precisa e non la fantasia della giustizia amministrativa, che immaginiamo impegnata su temi più ordinari. Sarebbe ridicolo o forse agghiacciante se su un argomento così delicato la decisione definitiva fosse affidata al Tar". ) sono, a dir poco agghiaccianti. Che si può dire a chi riduce il dramma di Eluana e della sua famiglia al termine “norma Englaro, come se parlasse di una norma di pubblica edilizia? La dichiarazione di Gasparri raggiunge, poi, il ridicolo: se non il Tar, chi dovrebbe decidere della nostra vita e della nostra morte? Magari lo stesso Gasparri o, visto l’andazzo, il nostro Presidente del Consiglio?
Per fortuna, c’è chi ancora difende i nostri diritti ma, come solo in questo paese può accadere, si tratta di due uomini politici agli antipodi: Ignazio Marino del Pd e Gianfranco Fini del Pdl ( o dovrei dire di An?). Tralasciando che, per uno di sinistra, avere come riferimenti Fini, crei un discreto conflitto interiore, non so quante possibilità possano avere questi due paladini della laicità di aprire una breccia nelle "capocce" dure dei loro/nostri avversari.
E allora, che fare? Prender l’armi e combattere contro i mulini a vento, non fa per me né per coloro che come me, se ne stanno in un letto appesi a un filo o a un tubo: la cosa migliore, cari amici, qualora vi trovaste nelle incresciose circostanze di dover scegliere come morire, tornate ai vecchi metodi, tanto cari anche all’ipocrisia ecclesiastica. Un bel viaggetto in Svizzera oppure un accordo sottobanco con un medico compiacente.
Del resto, anche se, per ora, non è un mio problema, “fatta la legge, studiato l’inganno”
© Marina Garaventa
Carissimo Gozzano, scusa la citazione ma, proprio ieri, ascoltando le notizie del mattino, ho pensato a te, all‘amica di Nonna Speranza e a “le buone cose di pessimo gusto”. A dire il vero, ti ho ricordato più per dissonanza che per somiglianza, poiché, più che di “buone cose” trattasi di “orribili cose di pessimo gusto”: non si parla, infatti, del “Loreto impagliato”, di “scrigni fatti di valve” o di “sedie parate a damasco”, ma di ben altre cosette che rendono il nostro paese assai più “tristo” del tuo famoso salotto. Se, per magia, tu potessi ascoltare i tg e leggere i nostri quotidiani, sarei proprio curiosa di conoscere il tuo parere. Per esempio, che diresti della notizia che la Signora D’Addario, di professione escort, benché a Venezia, abbia tralasciato di calcare il tappeto rosso della Mostra Cinematografica, per dedicarsi a raccontare le sue “avventure amorose”, a diverse tv straniere? Caro Guido, ti sorgerebbe spontanea la domanda “ma che c… c’entra questa con la mostra del cinema”? E che diresti della Signorina Noemi Letizia che racconta della sua amicizia con “papi”, annunciando il suo futuro d’attrice a Hollywood? E del Signor Tarantini che, in cambio di lucrosi appalti, “appaltava”signorine compiacenti in una sorta di “par condicio sessuale”, senza badare ai colori politici? Da non tralasciare, poi, la bella vicenda Boffo, nella quale, la nostra stampa ha “inzuppato” il pane, a suon di veline anonime, ben note alle pie orecchie cardinalizie, ove tutti han potuto recitar a loro parte di santi e moralisti.
Caro poeta, da ultimo, non mi resta che consigliarti la lettura della nuova edizione, di cui da lodar tempestività, “Tendenza Veronica”, di Maria Latella: libro, opportunamente aggiornata degli ultimi eventi, nella quale, l’ex signora Berlusconi, ci fa sapere che “«Quel che più mi dispiace è che un uomo come Silvio possa aver tradito se stesso. Ha fatto tanto, tanto ha conquistato, e oggi di lui si parla per cose che fanno dimenticare quel che davvero è stato »..
Caro Guido, io ti saluto: non ti crucciar per noi, in fondo, avremo sempre…
Loreto impagliato e il busto d'Alfieri, di Napoleone,
i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto!)
il caminetto un po' tetro, le scatole senza confetti,
i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro,
un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve,
gli oggetti con mònito, salve, ricordo, le noci di cocco,
Venezia ritratta a musaici, gli acquerelli un po' scialbi,
le stampe, i cofani, gli albi dipinti d'anemoni arcaici, (continua)
© Marina Garaventa