Qualche tempo fa, sulla vetrina di una palestra, comparve un manifesto
che rappresentava una ragazza spettacolare, accompagnata dalla scritta
'QUEST'ESTATE VUOI ESSERE SIRENA O BALENA ?'.
Si dice che una donna, di cui non ci è pervenuta la tipologia fisica ha
risposto alla domanda in questi termini :
'Egregi signori, le balene sono sempre circondate da amici (delfini,
foche, umani curiosi), hanno una vita sessuale molto vivace, ed allevano
dei cuccioli che allattano teneramente. Si divertono come pazze coi
delfini, e si strafogano di gamberetti. Nuotano tutto il giorno e
scoprono posti fantastici come la Patagonia, il mar di Barens o le
barriere coralline della Polinesia. Cantano benissimo e registrano
talvolta dei CD. Sono impressionanti e sono amate, difese ed ammirate da
quasi tutti.
Le sirene non esistono. Ma se esistessero farebbero la fila dagli
psicologi in preda ad un grave problema di sdoppiamento della
personalità (donna o pesce?). Non avrebbero vita sessuale perché
ucciderebbero tutti gli uomini che si avvicinano (e del resto come
farebbero) ? Non potrebbero fare neanche bambini. Sarebbero graziose é
vero, ma solitarie e tristi. E del resto chi vorrebbe vicino una ragazza
che puzza di pesce?
Vi passo questa mail inviata dall'amico Renato.
Premetto che io mi trovo in questa situazione, quasi certamente, per via di un vaccino antinfluenzale non sufficientemente testato
PANDEMIA DI LUCRO
2000 persone contraggono l'influenza suina e ci si mette la mascherina...
25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo...
Che interessi economici si muovono dietro l'influenza suina?
Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria..
I notiziari di questo non parlano...
Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si
potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi..
I notiziari di questo non parlano...
Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano
la morte di 10 milioni di persone ogni anno.
I notiziari di questo non parlano...
Ma quando comparve la famosa influenza dei polli... i notiziari mondiali si
inondarono di notizie... un'epidemia e più pericolosa di tutte, una
pandemia!
Non si parlava d'altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250
persone in 10 anni...
25 morti l'anno!!
L'influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo.
...Mezzo milione contro 25.
E quindi perché un così grande scandalo con l'influenza dei polli?
Perché dietro questi polli c'era un "grande gallo".
La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu,
vendette milioni di dosi ai paesi asiatici. Nonostante il vaccino fosse di
dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo
preventivo per la sua popolazione. Con questa influenza, Roche e Relenza,
ottennero milioni di dollari di lucro.
Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la psicosi
dell'inflluenza suina. E tutti i notiziari del mondo parlano di questo. E
allora viene da chiedersi: se dietro l'influenza dei polli c'era un grande
gallo, non sarà che dietro l'influenza suina ci sia un "grande porco?".
L'impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu. Il
principale azionista di questa impresa è niente meno che un personaggio
sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di Gorge Bush, artefice
della guerra contro l'Iraq...
Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani... felici per la
nuova vendita milionaria.
La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari
della salute...
Se l'influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione,
se l'Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret
Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute
pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per
combatterla?

Tanto per sgombrare il campo da dubbi e luoghi comuni, diciamo subito che Frida parla! Sissignori, checché ne pensiate voi, vi posso assicurare che il regal cane-cavallo si esprime perfettamente, non solo con la coda, ma con la voce! Il suo repertorio varia dall’abbaio “rombo di cannone”, usato per incutere sicuro timore agli sconosciuti, al guaito “mugugno risentito”, usato quando mia madre rientra dalle sue brevi uscite, che Frida non approva mai, passando per il lamento “del cane disperato”, che mette in atto per elemosinare biscotti. Ultimamente, la gamma vocale si è arricchita di una nuova espressione: il “pigolio sommesso con invito al gioco”, emesso, per la prima volta, alla vista di Lucerito. Mi spiego: trattasi di coniglio bianco, peso 1,5 kg pelo compreso, nuovo inquilino di Villa Arzilla, giunto qua al seguito di Wilma e della sua famiglia. Lucerito abita al piano di sotto e, ovviamente, ha suscitato subito l’interesse di Frida che, ha iniziato subito un ferreo appostamento davanti alla porta di Wilma. E tanta costanza fu, al fin, premiata! grazie ad una fatale distrazione, Frida riuscì ad introdursi in casa ed ecco la scena che si presentò agli occhi terrorizzati di Wilma: Lucerito immobile e appiattito sul tappeto del salotto con Frida, annusante ed eccitata, che lo sollecitava al gioco con il suddetto “pigolio”. Allontanata Frida, il povero coniglio rimaneva immobile, nonostante allettamenti e carezze, per una mezz’ora buona tanto che, qualche bieco e malfidato personaggio, ha suggerito che Frida abbia “comunicato a Lucerito la sua intenzione di mangiarselo!
Vi terremo informati…….
© Marina Garaventa
Sull’onda dell’auditel e stuzzicata dalla domanda di Ysor, festeggio la festa della donna (scelta non casuale!) parlandovi di Giacomo Puccini e, in particolare del recente sceneggiato televisivo. Chi ha visto lo sceneggiato senza conoscere la vita e le opere del musicista lucchese, si chiederà cosa c’entri Puccini con le donne. In realtà, l’universo femminile e il rapporto con esso sono stati il fulcro e il motore dell’ispirazione di questo musicista: non a caso, tutte le sue composizioni hanno come protagoniste le donne e l’amore. Lo sceneggiato televisivo, prodotto pregevole per interpretazione, scene, costruzione narrativa, ci ha presentato un personaggio, seppur ben delineato, totalmente avulso dal contesto storico e culturale dell’epoca e solo travagliato da dubbi d’identità e preoccupato solo di portare a termine la stesura di “Turandot” che, col reiterare della melodia di “Nessun dorma” ha finito per diventare uno stucchevole tormentone. Come se Puccini avesse scritto solo quell’aria che, tra l’altro, non è una delle sue migliori! Sfido chiunque abbia visto lo sceneggiato, a dire, a parte i costumi, quale sia stato il periodo storico in cui l’autore visse. L’opera di un artista è sempre fortemente influenzata dall’ambiente, dalla storia e dalla cultura del tempo ma, nello sceneggiato non se ne fa il minimo accenno. Un esempio per tutti: le prime due opere di Puccini ("Le Villi" e "Edgar") furono scritte sull’onda wagneriana che aveva invaso il melodramma con il sinfonismo, ed ebbero, giustamente, poco successo. Puccini, infatti, non aveva trovato ancora l’equilibrio tra sinfonismo tedesco ed emotività italiana. A questo si riferiva Verdi, quando scriveva a Ricordi, riferendosi al lucchese, “l’opera è l’opera, la sinfonia è la sinfonia”.
Ma torniamo alle donne: ammesso e non concesso che il sor Giacomo fosse personaggio così travagliato, si sa, per certo, che abbia avuto innumerevoli relazioni extra dalle quali, spesso, trasse ispirazioni per le sue opere. Lo sceneggiato ci mostra, solo velatamente, quest’aspetto, concentradolo sulla tra l’altro, dubbia relazione con la giovane domestica, e facendo passare la povera Elvira come una pazza visionaria.
E, per ultimo ,parliamo di musica: quale musica, direte voi, poiché non abbiamo ascoltato che “Nessun dorma”? Appena accennate le note di "Manon Lescaut", "La Boheme" e "Tosca", di "Madama Butterfly" abbiamo “visto” solo il finale, completamente tralasciate "Gianni Schicchi", "Suor Angelica", "Tabarro", "La rondine" e "La fanciulla del West". Nessun accenno al rapporto coi cantanti, coi direttori e con tutto ciò che concerne il melodramma in tutte le sue sfaccettature. Come fare un film su Picasso e non far vedere i suoi quadri!
Dubito quindi che, chi non abbia dimestichezza con la lirica, possa aver capito qualcosa di utile e consiglio un giro nel sito del Centro Studi Puccini e la lettura del libro “ Giacomo Puccini: l’ultimo di una bottega di musicisti – (Maria Pacini Fazzi Ed. Lucca) di Daniele Rubboli.
© Marina Garaventa
Dopo tanta serietà, ecco una versione particolare del Coro a bocca chiusa dalla Madama Butterfly.
