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Utente: Princy60
Nome: Marina
Sempre attiva ed entusiasta della vita, dal 2003 sono attaccata ad un respiratore che mi tiene in vita. La mia esistenza è cambiata totalmente ma il mio spirito no. Vivo in simbiosi col mio pc che mi fa parlare, lavorare e, soprattutto,comunicare.

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Ottavio Garaventa on Facebook
Una vita vissuta pericolosamente
venerdì, 27 febbraio 2009
UNA SCOPERTA

Marisa Sannia, tutti ce a ricordiamo per la sua partecipazione al Festival di Sanremo del 1968, con la canzone “Casa bianca”. In questi giorni, però, grazie alla gentilezza dell’amica blogger giuba47, ho potuto ascoltare una serie di canzoni, scritte e cantate dalla Sannita, su testi di Federico Garzia Lorca e, come spesso accade, mi si è aperto un mondo! Ho trovato un’artista sensibile, raffinata e piacevolissima che, certamente, avrebbe meritato di più.

Ve ne do un piccolo assaggio, corredato di una breve recensione, trovata nel web.

Se desiderate saperne di più, giuba47 sarà lieta di aiutarvi.

Buon ascolto!

 

“..El niño mudo (Il bambino muto) alla poesia dei versi di Lorca si
aggiunge quella dell’interpretazione dell’artista che esegue la canzone, che
restituisce con grande efficacia il carattere fiabesco delle parole poetiche,
le quali parlano di un bambino impegnato a costruire un anello con la sua voce,
tenuta prigioniera per sortilegio, affinché – immagine poetica di grande
delicatezza – il suo silenzio se ne stia avvinto, ad impreziosirlo magicamente,
attorno al dito mignolo.....”

Federico García Lorca

EL NIÑO MUDO

El niño busca su voz.
(La tenía el rey de los grillos.)
En una gota de agua
buscaba su voz el niño.
No la quiero para hablar;
me haré con ella un anillo
que llevará mi silencio
en su dedo pequeñito.

En una gota de agua
buscaba su voz el niño.

(La voz cautiva, a lo lejos,
se ponía un traje de grillo.)

Scritto da: Princy60 alle ore 12:17 | link | commenti (31) | categoria: musica, donne, curiosità
martedì, 24 febbraio 2009
UN TRANQUILLO WEEK-END CON GUILLAIN-BARRE’

Non si tratta del titolo di un film comico demenziale, ma potrebbe essere, un altrettanto demenziale augurio a tutti quelli che, in questi giorni, stanno tentando di far approvare il disegno di legge Calabrò che, di fatto, esautora totalmente la volontà del paziente, lasciando la parola finale al medico. Poco avvezza alle procedure parlamentari, arriverei persino a proporre un emendamento: “Un week-end con Guillain-Barrè per tutti coloro che vogliono togliere la libertà di scelta nell’ambio medico”. Naturalmente Guillame-Barrè non è né un medico né un illustre prelato: si tratta, semplicemente, del nome di una fastidiosa sindrome, per fortuna reversibile, che produce una paralisi momentanea che, in certi casi, obbliga l’uso di presidi artificiali per la sopravvivenza! Tanto per farla breve, il malcapitato paziente, attaccato ad un respiratore che lo tiene in vita, proverebbe la spiacevole sensazione che la sua vita dipenda totalmente da medici, infermieri, tecnici e, in ultima analisi, anche dall’ente erogatore dell’elettricità. Sono pronta a scommettere qualunque somma che a quel punto, scatterebbe, in coloro che vogliono il ddl Calabrò, un attaccamento spasmodico alla loro “spina” che, come dico sempre io, vorrebbero tener ben salda nelle proprie mani. Pensate che vuoto ci sarebbe nelle nostre camere! La maggioranza che, a ben vedere, ragiona compatta con una “sola testa, si troverebbe a riunirsi tutta, al Policlinico Gemelli mentre la sinistra, con scoramento del suo elettorato, subirebbe sorti alterne: sani e salvi Ignazio Marino, relatore di un ddl esemplare ora disatteso, il Prof.Veronesi, e Massimo D’Alema che ha affermato «L’idea che una legge possa obbligare un cittadino a subire trattamenti che non desidera non esiste in alcuna legislazione civile. Speriamo che sia evitata agli italiani». Sotto osservazione Anna Finocchiaro, che ha presentato un emendamento che prevede l’eventualità che la “idratazione e la nutrizione possa essere sospesa, se espressamente anticipata dal diretto interessato” con un atto di propria volontà. Prognosi riservata per Dorina Bianchi.che dice «Non ho firmato alcun emendamento perché preferisco tenere una posizione equilibrata e tenermi le mani libere in vista di un emendamento che raccolga maggiori consensi in tutto il Senato», e per Francesco Rutelli, che sta lavorando ad una “terza via” di sintesi, nella quale  dovrebbero essere i medici curanti ed una“persona fiduciaria”del malato a decidere.

Con la speranza che il mio emendamento venga votato all’unanimità, resto nell’attesa di avere un accurato bollettino medico, pregando il neo-segretario del PD, che ci ha promesso la concordia all’interno del suo tribolato partito, di tenerci informati sul decorso dell’epidemia.

Grazie

 

©Marina Garaventa

 

 

Scritto da: Princy60 alle ore 11:56 | link | commenti (40) | categoria: politica, vita, passioni, articolo, testamento biologico
lunedì, 23 febbraio 2009
SI GIOCA!

Giochino di allenamento mentale, suggerito da Manuela B. , su FB.

E' più difficile di quanto sembri! Cancellate le mie risposte, inserite le vostre.
Usate la prima lettera del vostro nome per rispondere alle domande. Devono essere reali, non inventate!
Non si può usare le parole due volte e non si può usare il proprio nome per la domanda del nome maschile/femminile.

Buon divertimento!



1. Il tuo nome: Marina

2. Una parola di quattro lettere: mare

3. Un nome maschile: Mauro

4. Un nome femminile: mossa

5. Una professione: motorista

6. Un colore: melange

7. Qualcosa da indossare: mutande

9. Un cibo: mostarda

10. Qualcosa che si trova in bagno: mentolo

11. Un luogo: mansarda

12. Un motivo per essere in ritardo: mal di pancia

13. Qualcosa che urleresti: menabelin!!!

14. Il titolo di un film: Matrix

15. Qualcosa da bere: medicina

16. Un gruppo musicale: Matia Bazar

17. Un animale: merlo

18. Il nome di una via: Mazzini, Via

19. Un tipo di macchina: mercedes

20. Il titolo di una canzone: Maruzzella

 

Scritto da: Princy60 alle ore 15:44 | link | commenti (17) | categoria: curiosità
venerdì, 20 febbraio 2009
VILLA ARZILLA – SEDICESIMA PUNTATA
villa arzilla

Gran fermento, ieri, alla residenza reale, per le riprese finali del documentario realizzato dalla regista Cinzia Bassani per la “Video Astolfosullaluna” di Beppe Anderi. La troupe, che si avvaleva della presenza dell’operatore Marzio Mirabella, cominciava a montare il set, nelle regali stanze, alle 9 del mattino. Sua Altezza si presentava con corona, gioielli e scettro, mente ogni membro della famiglia si preparava a rappresentare se stesso: pure Frida era stata pettinata e debitamente dotata di biscotti speciali per girare la sua scena personale. Ottime le prove d’attore della Contessa Zia e del Principe Consorte, precisi e concisi, scoppiettante e garrula Wilma, validissima anche nel canto, incontenibile il Re Padre, che non smetteva più di parlare e cantare e che i cineasti meditavano di fermare a martellate, defaticante la scena della Regina Madre, assolutamente scevra da ogni esibizionismo, che, sbagliando parole e tempi, obbligava ad innumerevoli ciak. Superba la mimica facciale della Principessa che si esibiva in strabuzzamenti, linguacce, espressioni pseudo-intelligenti e decisamente cretine.  Naturalmente, come accade su ogni set, non è mancata la suspence: nella foga delle mirabolanti riprese e degli effetti speciali, Marzio, con la grossa e pesante telecamera in spalla, inciampava nel filo del ventilatore e, con un volo plastico, caracollava contro la finestra, spiaccicandosi sul davanzale interno. Il capitombolo provocava, altresì, il distacco della spina del respiratore che, pur continuando a funzionare, innescava una serie d’allarmi acustici che, in un battibaleno, facevano accorrere le addette alla sicurezza Edy e Wilma. Ripristinato il collegamento, tutti si dedicavano alla rianimazione di Marzio che, benché illeso, era bianco come un morto, convinto di aver ucciso Sua Altezza e d’essere, quindi, destinato ai lavori forzati, a vita. Sua Altezza, assolutamente calma, si limitava ad esprimere così il suo rammarico: “Peccato, se ci lasciavo le penne, per voi, sarebbe stato uno scoop!

 

© Marina Garaventa

 

 

“Finché penso, vivo”

Soggetto: Cinzia Bassani

Sceneggiatura: Cinzia Bassani con la collaborazione di Marina Graraventa, Marzio Mirabella, Beppe Anderi

Regia: Cinzia Bassani 

Fotografia: Marzio Mirabella

Produzione: Beppe Anderi, VideoAstolfoSullaLuna s.r.l.

 

Il titolo è un concetto di Marina tratto dal suo libro. E’ il titolo più adatto al film perché, come si potrà cogliere dalle immagini, Marina è un persona malata ma non per questo sconfitta. Anzi, il suo pensiero e il suo essere, vanno oltre l’involucro purtroppo ingombrante che la lega e la limita. Finché sarà puro, razionale, concreto, ironico, attento, continuerà a lottare e sarà… Marina: la Principessa sul Pisello.  

 

Scritto da: Princy60 alle ore 11:03 | link | commenti (64) | categoria: donne, libri, vita, invito, curiosità, villa arzilla
martedì, 17 febbraio 2009
SITO CRITICO E... PRINCIPESCO
 Qui  un'altra pagina dedicata a Sua Altezza
http://www.mentecritica.net/
Scritto da: Princy60 alle ore 11:56 | link | commenti (18) | categoria: donne, vita, articolo, curiosità
domenica, 15 febbraio 2009
I CONSIGLI DELLA PRINCIPESSA

Tutti caldamente consigliati i video di Neri Marcorè, sia quelli su YouTube, sia quelli sul sito Rai.it.

 

Completamente rinnovato  il sito Rai, offre oltre alle diretteti anche una serie di canali tematici, dalla Scienza alla Storia.

 

Date un’occhiata al nuovo blog di MauroPiadi: merita!

 

Qui, un gentile omaggio di qualcuna, che ringrazio
Scritto da: Princy60 alle ore 17:07 | link | commenti (25) | categoria: politica, vita, passioni, invito, curiosità
mercoledì, 11 febbraio 2009
PARERE AUTOREVOLE

Dalla pagina di FB del Sen. Roberta Pinotti (PD)

 

 

Intervento in Senato del Sen. Umberto Veronesi su caso Eluana Englaro

 

Signor Presidente, cari colleghi, in questi mesi, come è mia abitudine, ho molto ascoltato. Ma oggi mi sento moralmente in dovere di prendere la parola. Vi parlo per ciò che sono io, per quello che rappresento per i cittadini: un medico, un uomo di scienza che, per più di cinquant'anni, è stato vicino ai malati di cancro (che ha aiutato a guarire e a vivere a lungo, molto a lungo), ma vicino anche alla sofferenza, al dolore, alla morte.

Per questo da molti anni ho lanciato il movimento per il testamento biologico e, su questo argomento, ho scritto quattro libri (non uno, ma quattro libri), per un totale di 2.000 pagine. Perché il tema è complesso, è difficile, è delicato. Per questo sono sconvolto oggi.

Sono sconvolto dalla singolare, direi assurda, procedura cui stiamo assistendo. Una legge dello Stato, che riguarda la libertà individuale (Applausi dai Gruppi PD e IdV), verrebbe sbrigativamente approvata sull'onda delle emozioni sollevate da un caso mediatico. Perché questo è il caso di Eluana: un caso mediatico, perché non ha nulla di diverso, dal punto di vista scientifico e umano, da altre centinaia di casi di coma vegetativo permanente nel nostro Paese, di cui nessuno si occupa. Dietro a una legge emanata per Eluana non ci sarebbe, dunque, né logica, né razionalità, ma essenzialmente un'onda emotiva, che per sua natura è passeggera e, soprattutto, è una cattiva consigliera.

Non c'è dubbio che il caso di Eluana sia stato accompagnato da una pessima informazione. (Applausi dai Gruppi PD e IdV). Ma questo non è un alibi per evitare di affrontare lucidamente il problema. Si tratta di un problema di civiltà, che riguarda l'invasione della tecnologia medica nella vita umana. Mi trovo d'accordo con il filosofo cattolico, cattolicissimo, Giovanni Reale, quando vede nel caso di Eluana ‑ sono sue parole ‑ un abuso da parte di una civiltà tecnologica che vuole sostituirsi alla natura. Quando avverte che si è perduta la saggezza della giusta misura e la Chiesa e il Governo sono vittime di questo paradigma dominante, che vorrebbe tenere in vita Eluana contro la natura e, infine, quando cita Papa Wojtyla, che, rispondendo ai medici che gli offrivano di continuare a curarlo, disse: «Lasciatemi tornare alla casa del Padre».

Vedete, mantenere insieme un complesso di organi e cellule in una vita artificiale è un atto contro natura: tecnologicamente oggi la medicina è in grado di mantenere in stato vegetativo un corpo senza attività cerebrali quasi all'infinito, ma il fatto che lo si possa fare tecnicamente non significa che lo si debba fare eticamente.

Penso sia una mostruosità, e come me la pensano migliaia e migliaia di cittadini, terrorizzati dalla prevaricazione violenta della medicina tecnologica nella propria vita. Lo dico da uomo di scienza: la tecnologia non ha limiti in sé, e se noi, la società e le sue istituzioni non ci impegniamo a tracciare questi limiti rispetto alla vita dell'uomo, chi mai lo potrà fare?

Conosco bene la normativa italiana sul diritto di cura, perché ogni giorno la applico e la vivo insieme ai miei medici e ai miei malati: la nostra legge garantisce la possibilità di rifiutare ogni trattamento, anche di semplice sostegno, come le trasfusioni di sangue e la nutrizione artificiale; abolire questo diritto sarebbe un atto molto grave, che minaccia alle radici il principio di libertà individuale, base irrinunciabile delle democrazie moderne.

Voglio pertanto fare un appello alla ragione e alla coscienza di tutti noi e di tutti voi, in quanto membri del Senato, vale a dire di questa Camera alta, di questa istituzione a cui la gente guarda come un punto fermo nella confusione dei momenti di crisi: il nostro ruolo è di analizzare le situazioni più difficili con lucidità e saggezza e dare pareri obiettivi e lungimiranti. Ecco, credo sia nostro dovere, come senatori, guardare più in là dell'oggi e anche del domani e pensare anche alle conseguenze future delle nostre decisioni.

Vi chiedo, dunque, di fermarvi, di riflettere, di meditare e di non votare una legge in palese contrasto con i diritti garantiti dalla Costituzione e, soprattutto, una legge in conflitto con se stessa. Il movimento sul testamento biologico, infatti, è nato solo ed esclusivamente - lo sottolineo - per garantire ai cittadini di poter rifiutare quella condizione assurda ed inumana di una vita artificiale, che può protrarsi per decenni, priva di coscienza e di attività cerebrale.

Bene, al contrario, questo provvedimento imporrebbe a tutti, per legge, proprio questa fine terribile e innaturale. (Vivi, prolungati applausi

 

Scritto da: Princy60 alle ore 15:38 | link | commenti (31) | categoria: politica, vita, passioni, articolo, invito, testamento biologico
martedì, 10 febbraio 2009
AMEN

“Messa da Requiem” – musica di G. Verdi

Soprano: Renata Scotto

Mezzosoprano: Marilyn Horne

Tenore: Luciano Pavarotti

Basso: Nicolay Ghiaurov

Direttore: Claudio Abbado

 

Soli e coro

 

Lacrymosa dies illa,

qua resurget ex favilla,

judicandus homos reus.

Huic ergo parce Deus.

Pie Jesu Domine,

dona eis requiem. Amen.

 

Giorno di lacrime, quel giorno,

quando risorgerà dal fuoco

l’uomo reo per essere giudicato.

Ma tu risparmialo, o Dio;

Signore Gesù buono,

dona loro riposo. Amen.

Qui MauroPiadi ha trovato le parole giuste:

http://mauropiadi.splinder.com/post/19805541/Po%C3%A8sia+-+Per+Eluana

 

Scritto da: Princy60 alle ore 09:39 | link | commenti (23) | categoria: vita, passioni, invito, melodramma
sabato, 07 febbraio 2009
GRAZIE
MARINA su Eluana

Carissimi, eccomi a voi per rispondere ai vostri commenti: innanzi tutto, grazie per la vostra presenza e per la vostra partecipazione che, come dico sempre, è fonte di soddisfazione e di gioia. Apprezzo sempre il vostro contributo, favorevole o contrario, a questo blog soprattutto quando mi capita di trattare argomenti non lievi, come il testamento biologico.

Gli eventi di queste ultime ore li conoscete ed inutile che io ribadisca la mia posizione in merito: l’unica cosa che posso aggiungere è che sono prontamente amareggiata dal comportamento del Governo e immensamente grata al Presidente Napoletano che, mi piace pensarlo, ha ascoltato la richiesta di quanti gli hanno scritto.

La lettera del post precedente ha sortito un suo effetto: il quotidiano LA STAMPA l’ha pubblicata sia nelle lettere, pagina nazionale con risposta di Lucia Annunziata, sia nella pagina locale. Rassicuro quindi meditapartenze che, nel suo commento, si preoccupava per la mia bombola: la bombola d’ossigeno è ancora qui! Sul fatto che altre testate l’abbiano ignorata, penso come dice Ontanoverde per i politici, molti giornalisti si stiano schierando coi più forti.

A Daniele Bellora che loda la mia velocità, riferendosi alla sua richiesta del post precedente, rispondo che, in realtà, la lettera era dentro di me da giorni ed è bastata solo la sua spintarella.

Grazie a cheyenne e àncora che hanno citato Mina Welby, diventata una presenza importante nella mia vita.

Grazie a qualcuna che, con la consueta dolcezza c’invita a riflettere. Grazie a Playgiron, Ysor, Laura e Fausta: siamo tutti stanchi di tutto questo bailamme ma, purtroppo, temo che non finirà tanto presto.

Grazie a Maria Antonietta e mary17 e Cristella per le parole su Beppino Englaro: io non lo conosco personalmente, non voglio e non posso giudicarlo ma come dice Ignazio Marino “mi fido dell’amore”.

Grazie a Spartac, Iotti, gattaneilibri, elenamaria per le loro riflessioni.

Una parola in più, e me ne scuso, per Fabio che non conosco e che, non so perché, chiama Eluana confidenzialmente Lana. Caso mai vi fosse sfuggito cliccate qui e leggete il suo commento. Innanzi tutto voglio dire a Fabio che, prima di esprimere compassione verso di me, prima di accusarmi di OMICIDIO dovrebbe farmi sapere chi è e a quale titolo parla. Questa è la mia casa, ancorché virtuale, e come la mia vera casa è aperta a tutti, purché si conoscano le leggi della buona educazione. In quanto al fatto che Eluana viva per l’Amore, ti consiglio di leggere questi due documenti:

http://w3.uniroma1.it/step/nad/ned/index.html  , questo spiega cos’è la nutrizione artificiale e chiarisce tutte le scemenze di “frullati e minestrine” che si son dette sull’argomento. Io l’ho provata, per due anni e ti assicuro che non è per nulla piacevole e naturale;

http://209.85.129.132/search?q=cache:0wLeNtz4rgUJ:www.qualitologia.it/doc/doc_id301_

idcat27.doc+svuotamento+manuale+dell%E2%80%99ampolla+rettale&hl=it&ct=clnk&cd=10&gl=it

punto 7 , questo si riferisce allo svuotamento intestinale, che anch’io subisco ogni mattina,

Quando avrai letto tutto questo, quando sarai stato un anno vicino, giorno e notte, a un malato come Eluana potrai parlare d’Amore e di Madre Teresa.

A quel punto, solo a quel punto, potrai venirmi a trovare e capire che nessuno più di me ama la vita e ne testimonia la gradezza e la bellezza.

Ti consiglio anche, con un po’ di presunzione di leggere il mio libro: La vera storia della principessa sul pisello e di guardare questo video.

 

Un forte abbraccio a tutti

 

Marina

MARINAe Eluana 2

Scritto da: Princy60 alle ore 18:08 | link | commenti (72) | categoria: politica, donne, libri, vita, passioni, articolo, invito, testamento biologico
giovedì, 05 febbraio 2009
ONORIAMO ELUANA

Caro Direttore,

Ancora una volta, gli eventi che si susseguono velocemente e le tante sollecitazioni avute, via blog, Facebook ed e-mail, m’inducono a parlare di Eluana e, in un certo senso, a contravvenire al silenzio che mi ero imposta. In silenzio, con grande partecipazione emotiva, ma cercando di rimanere razionale, mi sono imposta di seguire la tragedia della famiglia Englaro, senza ribattere a tutte le stupidaggini, insolenze e burattinate che i media ci hanno generosamente offerto. Sul mio blog ho scritto “BASTA!” e vorrei che fosse per tutti: anche per me! Il destino di Eluana è ormai segnato da 17 anni e noi, estranei a lei e al suo mondo, non possiamo e non dobbiamo intrometterci più. Lasciamola andare a quel Dio, che tanti sbandierano in questi giorni, che accoglie e consola e che la può liberare da questa non-vita. Qualcuno si chiede se lei senta o provi qualcosa: spero di no, rispondo io. Potete immaginare quale sarebbe stato il suo calvario, prigioniera per 17 anni senza potersi esprimere e comunicare? Io l’ho provato per pochi giorni ed è’ una condanna che non infliggerei nemmeno al peggiore degli assassini!

Lasciamola andare e onoriamo la sua memoria facendo di lei e della battaglia di suo padre, l’emblema di una lotta di libertà per tutti, disabili e no. Insieme con Mina Welby, che ho avuto l’onore d’incontrare tramite Facebook, insieme a tanti altri, ora mi batto perché sia finalmente approvata, in Italia, una legge equa che lasci ad ognuno la libertà, sancita anche dalla nostra costituzione, di decidere come e dove curarsi. Il ddl Calabrò, presentato dalla maggioranza, se venisse approvato così com’è, sarebbe un’ennesima beffa perché, di fatto, definisce le volontà espresse sui trattamenti finali, come un mero consiglio: l’ultima parola spetterebbe al medico! Dopo la felice sortita del Ministro Sacconi, al quale ho scritto senza ricevere risposta, il nostro Presidente del Consiglio, sempre disponibile a varare leggi ad personam, ha detto che si sta pensando ad un decreto per fermare Beppino Englaro.

Ma in che paese viviamo? Un paese dove la politica si accapiglia per la poltrona di Villari e affronta temi profondi ed etici, come quello della fine della vita, a colpi di decreti, che paese è?

Mentre aspettiamo una legge sul testamento biologico, una riforma della giustizia, maggiori sostegni ai disabili e agli indigenti, una riforma della scuola, i nostri politici han trovato l’accordo sullo sbarramento alle elezioni europee, che salva le loro poltrone!

Spero che lei voglia darmi voce, comunque, manderò questa lettera a tutti i maggiori media m, sarei pronta a scommettere la mia bombola d’ossigeno, che passerà sotto silenzio.

 

Marina Garaventa

 

Aggiungo qui, l’ultima iniziativa portata avanti, da Mina Welby su Facebook, alla quale vi prego di partecipare.

 

Per tutti coloro che non riescono a digerire un intervento del governo tramite decreto speciale d'urgenza, per fermare la povera Eluana condannata da 17 anni a restare in vita, nonostante la sentenza di Cassazione che permette l'interruzione dell'alimentazione forzata.

FERMIAMO IL DECRETO LAST MINUTE DEL GOVERNO

SCRIVI ANCHE TU QUESTA LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
per inviarla basta un click: https://servizi.quirinale.it/webmail/

Caro Presidente Napolitano,
nonostante i suoi recenti richiami alla moderazione riguardo all’uso dei decreti legge, apprendo con ansia il comunicato del Presidente del Consiglio dei Ministri, col quale annuncia un provvedimento sotto forma di decreto legislativo, appunto, d’urgenza in materia di testamento biologico, volto chiaramente a bloccare l’esecuzione della sentenza della Corte di Cassazione, riguardo il caso della Sig.ra Englaro.

Mi chiedo se il Governo si renda conto che tale decretazione è in contrasto con l’art. 77 della Costituzione, vista l’indimostrabile natura di “straordinaria urgenza” e con l’art. 101 poiché si configura come una vera e propria censura politica di una sentenza definitiva, minando la base elementare di uno stato di diritto, la divisione dei poteri.

Scrivo a lei che è il Garante della nostra Costituzione, a lei che saprà di certo vigilare sulla deriva meramente decisionista di provvedimenti di questo tipo e preservare il potere legislativo del Parlamento, l’unico organo delegato dal popolo per rappresentarlo, cui spetta la sovranità della Repubblica.

Firma e città

 

 

GRAZIE A TUTTI!

 

 

 

 

Scritto da: Princy60 alle ore 17:28 | link | commenti (25) | categoria: politica, donne, vita, passioni, articolo, invito, testamento biologico