Ecco qui, il cenone giapponese: se volete saperne di più, leggete il blog della mia amica Yukari!
“….Credo nella televisione intelligente, quella che educa il popolino, fa riflettere la gente, fa progredire la società.
Credo in un mondo più consapevole, migliore, un mondo che evolve verso la reale conoscenza dell’altro accanto.
L’altro e la sua libertà, io, tu, lui e il diritto di dire.
Chi nasce donna, dovrebbe avere di prassi come priorità la famiglia, il matrimonio, dei figli. Una vita serena, un lavoro. Sogni comuni. Semplicemente sogni.
Io che sono nata donna, ma ho lo spirito che irrazionalmente penso libero, a queste cose, non ho mai pensato.
Mi sono creata un mondo di ideali supremi, di buoni propositi, per tentare di essere strumento a servizio di giuste cause………
…….Le mie favole, me le sono scritte da sola andando in giro per il mondo (e per questo ringrazio i miei genitori che mi hanno dato la possibilità) a posare il mio sguardo sognatore e a volte un po’ strafottente su ciò che mi circonda.
La mia innata fragilità, unita ad una timidezza assoluta, mi fa sembrare, forse agli occhi degli stolti, strafottente e chissà, pure indifferente.
Beh ho rinunciato a tante cose per poter vedere il mondo: nulla ho creduto potesse essere per me più importante da poter allontanare il sogno del mio mondo. Il mio mondo oltre l’apparenza, oltre la superficialità, in giro per il mondo.
Nel mio mondo ci sono danze, riti, feste, polvere, ansia, malattie, passaporti, lingue diverse e una grande magia. Ci sono tante persone differenti da me, forse migliori di me…..”
sabato 27/12, su Rai1, alle 17,45 circa,
nel programma di Alberto Angela
sarà trasmesso il documentario
"La festa del raccolto" di Cinzia Bassani,
regista che sta girando un documentario sulla
Principessa sul Pisello.
Approfittando spudoratamente dell’altrui bravura, ecco un po’ di cose buffe, storiche e gastronomiche sul Natale
Qui, la ricetta e le immagini del vero pandolce genovese, suggerita dal pasticcere e amico Carlo Alvigini;
Qui, una divertente e ironica descrizione dell’albero di Natale;
Qui, una fiaba;
Qui, le tradizioni genovesi descritte da una vera esperta;
Qui, giochi per i vostri bimbi e…. pure per voi!
Stamani, ascoltando RaiNews24, mi sono commossa: calde lacrime, degne di una vera telenovela, sono sgorgate copiose mentre venivo a conoscenza del fatto che lo Stato italiano e il suo Governo hanno tanto a cuore i poveri disabili indifesi. Ho saputo, infatti, che, preoccupati che i poveri ammalati possano porre fine alle loro sofferenze, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha emesso un atto d’indirizzo, inviato ieri alle Regioni, che prescrive che, ospedali, cliniche, e qualsiasi struttura del Servizio sanitario nazionale, sia essa pubblica, convenzionata o privata autorizzata, non possa sospendere la nutrizione e idratazione ai pazienti in stato vegetativo permanente. La sottosegretaria Rocella, ci ha tenuto a sottolineare, come del resto l’On. Binetti del Pd, che questo era un atto dovuto per tutelare la vita e la dignità dei disabili.
Mentre il mio cuore commosso ringraziava l’Altissimo per averci dato il Ministro, la Rocella e pure la Binetti, la mia mente, notoriamente perversa e malevola, cominciava pedissequamente a ragionare su due fronti. Come mai, questo provvedimento giunge oggi, nel giorno in cui Eluanaa doveva essere trasferita alla clinica “Città di Udine” dove, finalmente, si sarebbe conclusa la battaglia sua e di suo padre? E, contemporaneamente, cominciai pensare ai benefici che lo Stato offre ai poveri e indifesi disabili per avere, non una morte, ma una vita dignitosa!
Una lauta pensione di ben 250 euro mensili che nei casi più gravi, come me, sono integrati da un accompagnamento di 450 euro: con questa bella sommetta, un disabile al 100% (cioè non in grado di compiere alcun atto quotidiano) dovrebbe mantenersi e, ovviamente, pagare qualcuno che lo accudisse!
Tanto per farsi 4 risate, aggiungo che, in Liguria, per esempio, per un disabile gravissimo ma, al di sotto dei 65 anni, non è previsto alcun sostegno di operatori sanitari, e la fisioterapia non viene effettuata sui pazienti cronici: se non fosse una tragedia, sarebbe una farsa! La Regione non mi ha concesso l’utilizzo di una strumentazione, V.A.C., per la cura delle piaghe: ho dovuto spendere quasi 1000 euro per averla, mentre a 10 Km da casa mia, in Piemonte, mi sarebbe stata concessa!
I disabili non hanno proprio bisogno che si legiferi sulla loro morte ma sulla loro vita! Hanno bisogno di assistenza sanitaria, di accudimento fisico e psicologico, di supporti informatici e di un minimo di considerazione come cittadini. Se c’è una cosa che mi ha colpito, nel primo discorso di Obama è stato che, tra le tante categorie che ha ringraziato, abbia citato i disabili: in Italia, nessun politico si è mai espresso in tal senso forse perché “disabile non è bello e non porta voti”. Parlare dei disabili solo in casi estremi, come quello di Welby ed Eluana”, è un modo ipocrita per salvare la faccia di fronte alla totale indifferenza che la politica dimostra per questa categoria e i suoi bisogni.
Termino parafrasando una battuta, non mia, del grande comico genovese Gilberto Govi:
“La salute senza soldi è una mezza malattia: figuriamoci la disabilità!”
© Marina Garaventa
si sentono per baracco sul canale 12:
- cq-
- Come stai Giovanni capra azzu??? –
- Ma sta bbono va', cio' certi caz..... per il cu.... ! La gatta m'ha fatto quindici cuccioli: che ce faccio ? –
- E buttali, no ? –
- Ahò, ma sei n'animale ! Pòre bestie ! –
- Ma pe' butta' volevo di' de lascialli lontano da casa, che se troveno da magna' e da vive. Per esempio: tu abbiti a S. Giovanni, li porti ar fosso de la Marana, vicino ar Tennis Club, e hai risòrto ! –
- Pò èsse 'na bòna idea ! Te faccio sape' ! –
Passa un giorno e lo richiama sul canale 12:
- Ahò ! Ma ce credi ? So' tornati tutti e 15 a casa stamattina ! Come caz..... hanno fatto ! –
- E' n'istinto ! Nun te preoccupa': portali piu' lontani, al Quarto Miglio, Via di Tor Carbone, davanti ar centro sportivo ! –
Passa un giorno e ribecca sul canale:
- Ahò ! Porca mig...... ! So' ritornati a casa, a piedi, da sooooliiiii ! ……………… -
- A mali estremi …. Stamme a senti': prendi la Via dei Laghi, imbocca Via Spinabella; appena hai passato l'Helio Cabala, prendi il quarto sterrato a destra, fai du' chilometri e mezzo e becchi le grotte 'ndo' se rifugiavano li nonni durante la guerra, precisamente la settima sul primo dislivello a sinistra, entri, fai 400 metri fino a che mòre drento n'anfratto e li lasci li' e te li levi dar caz......! ! Chiaro ? –
- Chiarissimo ! Grazie, sei proprio n'amico, sei ! –
Passano due giorni e mezzo e lo richiama:
- Allora, com'e' annàta ? –
- Ma l'anima de li mejo mortacci tua ! Si nun era pe' li gatti, cor caz... che tornavo a casa ! ! !
Ecco un piccolo resoconto di sabato, che scrivo, sotto l’occhio vigile di una telecamera, stile Grande Fratello.
Qui le impressioni dell’amica àncora, che era presente:
Marina!
E'stato un pomeriggio emozionante, mi mancano le parole, se ci fosse stato il tempo di venire al pc, come mi avevi chiesto, non so che cosa sarei stata in grado di dire.
Seguivo la voce di Carla, che leggeva, ma guardando quei tuoi grandi occhi..come se tu guardassi me sola. Carla è molto brava, Lia più "forte" di quanto io riesca a dire, in gamba, e simpaticissima, anche.
Ho preso diversi libri, ho conosciuto i tuoi genitori, come ormai saprai, e..
sono straordinari anche loro, com'era da aspettarsi... Verrò!!!
Freddo non ne ho sentito affatto, anche se non avevo ancora letto il tuo consiglio: ma vado sempre con gli strati "modello cipolla", l'unico che mi si confaccia.
E poi, eravamo a Genova da stamattina, con un sole, un tempo privilegiato, che ci ha accompagnato per tutto il giorno.
Non so che cosa dire di sensato: di fronte a una persona come te si rischia sempre la banalità.
Solo questo: credo che quanto ti è stato inflitto tu lo trasformi giorno per giorno in un dono, per noi tutti, destinato a farci comprendere il vero valore della vita, a conoscerci e ad amare noi stessi e gli altri.
Vorrei dire molto di più e molto meglio, ma non posso. Ti scriverò: sono felice di esserci stata. Grazie.
àncora
Qui il mio intervento:
Buonasera a tutti, …. Voi mi vedete e di questo devo ringraziare, il Dottor Daniele De Felice della Delphis Informatica che è, in pratica, il nume tutelare del mio pèrsonal computer. La voce che sentite non è, ovviamente, la mia ma è quella del mio sintetizzatore vocale e, quindi, mi scuserete d’eventuali errori d’accento. Voglio anche ringraziare l’amministrazione Comunale che ha voluto ospitarci nella sala consigliare, e l'Uni 3 di Busalla che ha voluto organizzare questo incontro.
Come molti di voi sapranno, questa non è la prima presentazione de “La vera storia della principessa sul pisèllo”, ma l’invito del presidente Graziella salvarezza, ha fatto tanto piacere a me ed alla mia coautrice, che non abbiamo saputo resistere. Entrambe abbiamo assistito ala nascita della uni3 di vallata e io, in quella che chiamo la mia vita precedente, ne sono stata anche docente.
Ma torniamo al libro che, fra pochi giorni, festeggerà il suo primo anno di vita. La casa editrice De Ferrari, non ci ha ancora forniti i dati annuali di vendita ma, spesso, il fiuto dell’autore, val più di ogni sterile conto. A giudicare dall’interesse della stampa e delle televisioni, dalle centinaia di mail che riceviamo, Lia ed io possiamo dirci più che soddisfatte.
La vera storia della principessa sul pisèllo non ha mai avuto la presunzione d'insegnare niente a nessuno. Ognuno di noi ha della propria esistenza e del suo scopo una percezione diversa che varia a seconda delle proprie potenzialità e del proprio istinto: ognuno ha il suo grado di sopportazione del dolore, ognuno di noi soffre e gioisce per cose diverse. Lo scopo del libro era, dunque, quello di raccontare che, una vita non facile come la mia, può essere affrontata con leggerezza e ironia. Devo dire che il messaggio positivo è stato recepito perfettamente e questa, ritengo, sia la più grossa soddisfazione che, chi scrive, possa sperare.
Spesso, molti mi chiedono come sia possibile affrontare questa situazione con serenità e ironia: è semplice, rispondo io, perché, se si vuol sopravvivere, è il solo modo per resistere. La natura umana, così duttile e forte, ha un’inesauribile capacità d’adattamento, una capacità di sopportazione per il fine della propria conservazione che può mutarsi in qualsiasi modo per non soccombere. La forza della vita è incontenibile ed è sufficiente non oppòrvìsì per superare ogni barriera: basta accondiscendere ai suoi mutamenti, accettarli e farli propri per entrare in un’altra dimensione. Adeguarsi non vuol dire rassegnarsi ma significa continuare a lottare per ottenere il meglio per sé in un ambito diverso.
Naturalmente, tutto questo non si ottiene lottando in solitudine, ma creando intorno a sé una rete di affetti: io devo ringraziare la mia famiglia, il mio pneumologo Dottor Mantellini, le persone che mi seguono, gli amici come Lia, come Marco De Felice e Carla Peirolero. Tutti loro mi hanno permesso di fare tutto questo, dandomi un motivo in più per continuare a lottare e per non smettere di comunicare. .Il pericolo più grande per un disabile grave è, infatti, quello di chiudersi in se stesso, di isolarsi dal mondo. Tramite il mio computer, invece, io partecipo della vita pubblica e politica, mi esprimo su argomenti relativi alla mia condizione e, tramite il mio blog, faccio ancora sentire che, Anche se il corpo non risponde più, finché possiamo pensare, dare e ricevere amore, siamo ancora persone che meritano d’avere tutto ciò che la vita può ancora offrire.
Prima di tutto un ringraziamento speciale all’eroica Carla Peirolero che, nonostante il raffreddore, non potrebbe darmi voce e interpretazione migliori, vorrei dirvi qualcosa sul futuro de “La vera storia della Principessa sul pisèllo”.
Ammetto che possa sembrare strano parlare di futuro nelle mie condizioni però, forse proprio il fatto che sia, per me, così labile, me lo rende più appetibile. “La vera storia della principessa sul pisèllo” diventerà presto un lavoro teatrale. Colpevole di questa ulteriore pazzia è stata Carla che mi ha stuzzicata, offrendomi il suo aiuto e la sua esperienza. Il primo atto è già scritto ma, per ora, non l’ha letto nessuno: neppure lei.
Sempre dal libro, ha tratto ispirazione per un documentario sociale, la documentarista ligure Cinzia Bassani e, proprio in questo periodo, stiamo ultimando le riprese. Il mio medico ha obbiettato che non sono una specie in estinzione, e io gli ho detto che si prepari per accompagnarmi a ritirare il premio oscar. Mai nella mia vita, e men che meno, nella mia situazione, avrei pensato di trovarmi su un set cinematografico, di fare battute con la mimica facciale e soprattutto di vedere mia madre, unica persona normale della mia famiglia d’artisti, interpretare se stessa.
A riprova ulteriore, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la vita riserva sempre infinite sorprese: chissà mai che non finisca per fare la velina?
Vi do quindi appuntamento per il prossimo anno con le nuove avventure della principessa sul pisello.
© Marina Garaventa
sabato 6 Dicembre ore 17.00
Sala del Consiglio Comunale di Busalla
UNI 3 BUSALLA
presenta il libro

di Marina Garaventa ed Emilia Tasso
DE FERRARI EDITORE - GENOVA
Presenteranno
Emilia Tasso Autrice
Dott.Marco De Felice
In collegamento via webcam
Marina Garaventa
Brani del libro saranno letti dall’attrice
Carla Peirolero
www.editorialetipografica.com relazioniesterne@editorialetipografica.com
L’estate scorsa la UE ha organizzato, a Norimberga, un convegno per monitorare un sistema di rilevamento delle barriere architettoniche attraverso una mappa satellitare che possa agevolare il turismo per disabili.
All’incontro erano invitati anche un gruppo di disabili, provenienti da tutti i paesi della Comunità, che dovevano portare il loro contributo di esperienza. I nostri rappresentanti erano un giovane collaboratore di un ente per l’accoglienza turistica “Terre di mare” ed un’amica , professoressa genovese . Ospitati signorilmente dalla UE, i disabili sono stati accompagnati anche in una visita della città e del Dokumentationszentrum Reichsparteitagsgelände , (Centro Documentale del Partito Nazista e del Processo di Norimberga) .
Ecco la testimonianza della mia amica:
“…ero al Centro Documentale in carrozzina, spingevo da sola e ho trovato una serie di faticose salite, che ho superato un po' lavorando coi miei para – muscoli, e un po' grazie ad alcuni bimbi tedeschi molto politically correct che ci provavano , a resistere sulle salite e a spingere.
Poi trovo ( anche lì nella perfetta Germania ) uno scoiattolo rotto (ndr montascale elettrico) , non posso proseguire ,interrompo la visita a due terzi del percorso e devo tornare sui miei passi ed affrontare le discese....
ebbene....a rotta di collo finisco incontrollata contro vetrocemento e cartongesso in mezzo a un ingrandimento del Fuhrer. Il mio maxi peso mi consente di rimanere stabile sulla carrozzina che ondeggia, ma le mie ginocchia si spellano ( le rotule reggono per grazia del Cielo ) , così come si schiaccia malamente il naso e torno in Hotel più zoppicante che mai..........”
Qui il programma dell’incontro su “Cultura dell’accessibilità a Genova come città turistica”