Dedicati, in particolare, alla mia amica B. che si è “imbelinata” per terra, rompendosi una gamba!
Leggete questo post nel blog di Mauri53: ne saprete di più sul “belin”!
Guardate qui il primo film italiano distribuito, gratis, solo sul web.
Qui, un regalo diverso e utile per Natale!
Qui, nuova iniziativa UE i n fatto di libri e biblioteche.
Buon week-end!
Un bonus per i figli di nome Benito e Rachele
Da “Il Secolo XIX” del 25/11/08
POTENZA. Il Movimento sociale Fiamma tricolore della Basilicata darà 1.500 euro ai genitori dei bambini che nasceranno nel 2009 in cinque comuni del Potentino dove vi sono poche centinaia di abitanti.Ma a due condizioni: che il neonato si chiami Benito o Rachele e che il contributo sia utilizzato per l'acquisto della culla, di vestiti o di prodotti alimentari specifici per la prima infanzia. I cinque comuni interessati all'iniziativa del MsFt sono Calvera, Carbone, Cersosimo, Fardella e San Paolo Albanese, fra i più piccoli della Basilicata. Il segretario regionale del partito, Vincenzo Mancusi, ha detto che l'iniziativa «non affronta il problema dello spopolamento della Basilicata, ma è un piccolo segnale di un piccolo partito. La Regione ha aggiunto potrebbe fare molto di più». Secondo Mancusi, la Regione potrebbe assegnare 1.500 euro all'anno (prelevati dai diritti di sfruttamento dei giacimenti di petrolio lucani) a tutti i bimbi nati in Basilicata fino alla maggiore età, quando scatterebbe un bonus a loro favore di 50mila euro. Alla domanda sul perché i neonati nei cinque comuni debbano chiamarsi Benito o Rachele per avere i 1.500 euro delMsFt, Mancusi ha detto che «la scelta dei nomi è casuale. E poi ha concluso Benito o Rachele sono nomi belli come gli altri». E oggi, proprio perché legati al duce, sono praticamente scomparsi.
A quando il bonus per tutti i bambini con il nome del figlio di Peppone: Lenin Libero Camillo?
C’era una volta, nel paese degli Scoiattoli Pompolini, una Scoiattola di nome RAIna. Bella e appetitosa, RAIna era un po’ esuberante e la famiglia volle trovarle un marito che vigilasse su di lei. Suo fratello Scoiattolo Walt voleva farle sposare Scoiattolo Leo, volitivo e fumino, mentre suo nonno, Scoiattolo Silvio aveva scelto per lei, convincendolo con molte noci, Scoiattolo Ricky. La guerra tra le due opposte fazioni si protrasse per mesi, a lanci di noci, finché, una notte, i sostenitori di nonno Silvio, entrarono nella tana di RAIna e le misero accanto Scoiattolo Ricky. La mattina, quando i seguaci di Walt trovarono Ricky e RAIna teneramente abbracciati, s’infuriarono e corsero dal grande Scoiattolo Napoletano per protestare. Scoiattolo saggio e riflessivo, Napoletano chiamò Silvio e Walt e chiese loro di trovare un altro marito per RAIna. A lungo durò il colloquio e, finalmente, i due si accordarono: la Scoiattola contesa avrebbe sposato Scoiattolo Sergio, posato e competente. Congratulandosi della bella pensata, tutto il popolo Pompolino, si diresse alla tana di RAIna: volevano comunicarle la buona notizia e scacciare a calci Scoiattolo Ricky. Ma, nella tana ormai vuota, una sorpresa li aspettava: sulla porta, in abito da sera, c'erano due Scoiattole della Tv:. Scoiattola MariaFilippa consegnò loro un invito di nozze, dicendo “C’è posta per voi!” e Scoiattola Raffaella, commossa, squittì “Carramba, che bidone!”.
N.d.a. Ogni riferimento a fatti e personaggi reali è puramente …. casuale.
© Marina Garaventa
”O babbo, certo che noi 'ammelli siamo proprio brutti, 'on questi baffacci sul muso...”
Ed il babbo:
”Ma il che tu va' a dire, bischero! brutti i baffi??? Quando tu 'ssei nel deserto, ci sono le tempeste di sabbia e tutti l'altri animali moiano soffocati. Noi ciabbiamo 'baffi, che filtrano l'aria e
si 'ampa lo stesso!!!”
Il cammellino:
”Già, .... un ciavevo mica pensato.... ganzo!”
Dopo un po' torna il cammellino e dice:
”Certo babbo, è vero la tempesta di sabbia e' baffi.... però noi 'ammelli e siamo brutti lo stesso, bada te che piedoni lunghi e larghi che ci s'ha!'
Ed il babbo:
”Cosa???!!! brutti i piedoni?? Allora tu'se' proprio bischero! Quando nel deserto l'altri animali affondano nella rena, e 'un riescano arriva' all'oasi e tirano 'l calzino, noi 'ammelli ci si 'ammina proprio bene e si 'ampa!'
Il cammellino:
”Tu ha' ragione, babbo! E' vero.... un ciavevo pensato neanche.”
Dopo un altro po' il cammellino:
”Oh babbo, si, 'apisco le tempeste, l'oasi, i piedoni, 'baffi che filtrano. Pero noi 'ammelli, hai voglia di di', e siamo brutti davvero, con queste du' gobbacce!!'
Ed il babbo:
”Oooh nini! Che tu vo' dire??? brutte le gobbe??? quando nel desertol'altri animali moiano di sete perche 'un si trova l'acqua, noi nelle gobbe ciabbiamo la riserva d'acqua! E noi si 'ampa!!!” Il cammellino:
”Tu ha' ragione un'altra volta ! 'un ciavevo pensato!”
Alla fine torna il cammellino dubbioso e dice:
”Certo babbo io 'apisco tutto. La riserva d'acqua nelle gobbe, le tempeste di sabbia, i piedoni, ma mi spieghi una 'osina, allora?....Che 'azzo ci si fa noi allo zoo di Pistoia ?”
Se volete vedere una bella mostra fotografica di Cinzia Bassani, ecco l’invito:
Appassionati di calcio? Ciccate qui!
Per finire, ecco qui come si fa la tv con i disabili. Brave Iene!
Oggi piove. Sono seduta sulla mia poltrona e guardo fuori mentre, sul televisore, passa l’immagine di Eluana. Accanto a me, il mio respiratore ansima sommesso: da questa posizione lo posso vedere e toccare. La mia mano, oggi particolarmente debole, lo accarezza con dolcezza: oggi, più che mai, lo sento parte di me, àncora del mio corpo. Anche oggi, ho ascoltato le notizie su Eluana ma, contrariamente al solito, non ho sentito la rabbia salire dal cuore al cervello, scatenando in me l’istinto della lotta: oggi è malinconia, struggimento e paura. Nella mia testa rimbombano le frasi, le parole riportate dalla stampa: c’è chi parla di “condanna a morte”, di assassinio, di omicidio, c’è chi, addirittura, invoca “la grazia per Eluana”! Mi prende al cuore, lo struggimento per papà Englaro che deve combattere coi giudizi di coloro che, neppure troppo velatamente, lo accusano di tali orrori. Bene ha fatto, quest’uomo indomito a non parlare più: la morte è cosa troppo privata per esser messa in piazza e sbranata da lupi e iene impaurite. La morte ormai fa troppa paura a noi, occidentali, che abbiamo perso contatto con la natura e con i ritmi della vita: nessuno pensa più, come un tempo, a morire nel proprio letto, circondato dalle proprie cose e dai propri affetti. La morte è diventata un fatto pubblico di cui parlare in tv, dibattere, litigare, è diventata un modo per accaparrarsi voti, consensi, conversioni. Mentre accarezzo il respiratore penso a lui, fonte della mia vita che, forse un giorno, sarà, col suo silenzio, viatico per la mia morte: mi consola il suo respiro, mi proteggono i suoi led, il calore generato dal suo motore mi scalda.E’ lui che redime la mia esistenza ma, per ora, il filo e la spina sono, non so per quanto, ancora in mano mia.
(c) Marina Garaventa

S.A.S La Principessa sul Pisello
è lieta d’invitare
alla celebrazione del
che si terrà
presso la residenza reale
VIRTUALMENTE, SIETE TUTTI INVITATI!