
DA “IL SECOLO XIX” DEL 21 SETTEMBRE 2008
Vogliamo capire cosa sta succedendo, nel vasto mondo e nella nostra piccola Italia? Cosa sta succedendo nel vasto mondo ce lo spiega GiulioTremonti, superministro dell’Economia, nell’intervista al Corriere della sera di giovedì scorso. In due parole, il capitalismo finanziario di questi anni, basato sull’Asia che produceva sottocosto e gli Stati Uniti che compravano indebitandosi, e poi finanziando il debito con titoli spazzatura spacciati ai risparmiatori, è arrivato al capolinea. Tremonti si guarda bene dall’attribuire colpe: anche se potrebbe, visto che il caro Gorge sta per lasciare la Casa Bianca.Ma la diagnosi, del resto già compiuta ne La paura e la speranza (2008), non potrebbe essere più chiara: «Alle radici del male c’è la dissociazione tra finanza e regole». E anche la terapia, a questo punto, appare dettata da Monsieur de la Palisse: «Se il male è stato l’assenza di regole, lacura può essere solo nella costruzione di regole».Occorrono «regole che vietino i contratti speculativi, i paradisi legali, gli strumenti atipici, i bilanci opachi. La crisi si supera ristabilendo la fiducia, e la fiducia può essere ristabilita solo su nuove regole».Ma il superministro va anche più in là:«Dalla crisi si esce con grandi
Investimenti pubblici […]Politiche keynesiane. Il ritorno alle regole accompagna il ritorno del pubblico».Se lo dicessero Veltroni o Bersani,direbbero che sono comunisti.Ma lo dice lui – l’ex mago della finanza (pubblica) creativa – e noi tutti lì a fare sì con la testa, attenti a non farci scappare da ridere. Vi ricordate come è finito nel centrodestra, uno così? Per carità, basta rivangare la vecchia storia delle elezioni del 1994: quando a Berlusconi mancava la maggioranza al Senato e allora si è comprato il Patto Segni, Tremonti compreso. La storia è più lunga, e molto più istruttiva. In Italia,vent’anni fa,i due migliori fiscalisti in circolazione erano lui e Augusto Fantozzi. Il centrosinistra ha scelto Fantozzi, che ha fatto anche lui il ministro e adesso si barcamena come Commissario di Alitalia: e così Tremonti se l’è preso il centrodestra.Ma avrebbe potuto benissimo rimanere a sinistra: dopotutto,è antipatico uguale. Come va la nostra piccola Italia, invece, ce lo racconta il mio amico Edmondo Berselli su Repubblica, sempre giovedì. Pare che gli italiani si stiano affezionando al loro governo: i sondaggi
viaggiano intorno al sessanta per cento,inferiori solo a quelli del Presidente Napolitano, che vola oltre il settanta. La cosa potrebbe apparire inspiegabile: il crac di Alitalia, ottenuto testardamente dal premier attribuendone poi la colpa ai soliti comunisti, non è affatto un caso isolato. I ministri, salvo qualche tecnico alla Tremonti, sembrano un gruppo di miracolati:gente che potrebbe fare molti altri mestieri ,ma non quello lì. Ora, la cosa più incredibile è appunto la popolarità di cui godono anche i più folcloristici di costoro. Lasciamo perdere Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, la nostra Sarah Palin: prendiamo Renato Brunetta, che a differenza di molti altri ha un curriculum tecnico del tutto decoroso.
Per diventare popolarissimo, anche più di Tremonti, gli è bastato raccontare che tutti i guai di sessanta milioni di italiani sono dovuti a un milione di fannulloni. Bello, no? Come dire che l’insicurezza è colpa degli extracomunitari: dimenticando mafia, camorra, ndrangheta, Sacra corona unita… Che queste siano barzellette, come mostra Berselli, è del tutto irrilevante:alla gente piace sentirsi dare spiegazioni così, del tipo «ricette semplici per un mondo complesso». A proposito, lo sapete come è finito nel centrodestra, Brunetta?Lo ha raccontato lui stesso: Berlusconi aveva bisogno di lezioni private di economia, prima dei faccia a faccia con Romano Prodi, che l’economia l’insegna da una vita, e ha trovato il professor Brunetta, socialista ma che a sinistra non si filava nessuno.Una favola a lieto fine: come direbbero alla Vita in diretta.Ma sì, forse il mondo è davvero semplice: ancora più semplice di quanto vorrebbero farci credere.
MAURO BARBERIS, professore ordinario di filosofia del diritto

Homo Savignonensis: abitante di Savignone – Alta Valle Scrivia – Provincia di Genova – Diocesi di Tortona
Antropologia Savignonensis: il soggetto maschio savignonese doc è riconducibile al tipico esemplare dell’area provenzale rivierasca. Statura medio-alta, corporatura robusta, arti lunghi, mani grandi e regolari, portamento altero. Abituato a muoversi in terreni impervi, procede con passo ritmico e molleggiato. Carattere stile inglese ma fumino.
Soggetto femmina: altezza media, corporatura robusta, carattere battagliero e spiccio, stile pionieristico.
Territorio: Savignone centro si è sviluppato in una valle chiusa, accessibile da una sola via. Tale posizione permetteva la facile difesa del territorio e l’inaccessibilità dei forestieri. Tutto ciò ha determinato una velata diffidenza e un naturale riserbo nella specie homo savignonensis che ancor oggi si riscontra. L’unica via d’accesso, detta “a munta de Savignun” ha dato origine al detto:
“Dio ne scampe da o lampo e da o trun e da munta de Savignun” (Dio ci salvi dl lampo e dal tuono e dalla salita di Savignone”.
Tendenzialmente diplomatico e amante del quieto vivere, difficilmente si schiera apertamente ma, nel chiuso della sua tana, ragiona e sottilizza astutamente. Amante del “ceto” (gossip) e dedito ad un’intensa attività sessuale, predilige il detto “Moglie, amante e buoi dei paesi tuoi”.
Curiosità: homo savignonensis legge il blog della Principessa ma, piuttosto che lasciare un commento, si farebbe tagliare le… mani!
Ciao a tutti i miei compaesani ritrosi!

Sua Altezza Serenissima ha ricevuto ieri, in una lunga e cordialissima udienza, il Segretario del Partito Democratico italiano Walter Veltroni. La delegazione italiana comprendeva anche la Senatrice Roberta Pinotti, già buona amica di Sua Altezza, mentre, in rappresentanza della Corte del Pisello, erano presenti, l’attrice Carla Peirolero Ministra dello Spettacolo del Regno, la Ministra della fisioterapia Lia Tasso, e altri illustri dignitari del Regno. La Principessa e il Segretario si sono intrattenuti per quasi due ore conversando di “tutto e di più”: l’incontro non ha toccato temi politici ma si è incentrato soprattutto su temi di carattere strettamente personale. Dopo il rituale scambio di doni, copie autografate dei rispettivi libri, il Segretario ha brindato con la famiglia Reale: la Contessa Zia ha raccontato i suoi trascorsi canori, Wilma il suo viaggio dall’Ecuador, il Re Padre ha sparato nelle orecchie della delegazione, un sonoro “Vincerò”.
Nel bel mezzo del festeggiamento, ritornava, in ambulanza da una visita di controllo in ospedale, la Regina Madre Lilli che era omaggiata da Veltroni.
Sua Altezza, il cui regno è sempre aperto a chi voglia omaggiarla, si è detta felicissima. “Walter sei meglio dal vivo che in tv!” ha detto Sua Altezza scambiando vari baci col Segretario.
Qui la rassegna stampa dell’evento:

Backstage: la prima persona che la delegazione democratica ha incontrato sul territorio del Regno, è stata la Dama di Corte Simonetta che, vestita in una disastrosa toilette casalinga, stava buttando la “rumenta” (spazzatura) nel cassonetto. Alla richiesta d’indicazione stradale per raggiungere il Palazzo, la Dama, riconosciuto Walter, rispondeva gentilmente ma, subito dopo, resasi conto della sua condizione, stile profugo di guerra, si buttava dentro il cassonetto.
© Marina Garaventa

Da qualche giorno, purtroppo, sui media è scoppiato il caso La Russa/Alemanno: le “amene” sortite dei due insigni titolati del nostro Governo, l’uno Ministro della Difesa e l’altro Sindaco di Roma, hanno suscitato scandalo, riprovazione e polemiche a non finire. Per quell’unico e ignaro cittadino che si fosse perso queste perle oratorie, corre l’obbligo di riassumerle brevemente: Alemanno, durante una visita a Gerusalemme, alla domanda se il fascismo fosse il “male assoluto” ha risposto “Non lo penso e non l'ho mai pensato: il fascismo fu un fenomeno più complesso. Molte persone vi aderirono in buona fede e non mi sento di etichettarle con quella definizione. Il male assoluto sono le leggi razziali volute dal fascismo e che ne determinarono la fine politica e culturale».”, mentre La Russa, durante la Commemorazione dell’8 settembre, ha detto che “Farei un torto alla mia coscienza ,se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell'esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia”. Apriti o cielo! La sinistra è insorta, gridando all’orrore, la destra ha tacciato gli avversari di voler rinvangare il “vecchio” antifascismo e persino il Presidente Napolitano ha rischiato, nonostante la sua innata signorilità, di perdere le staffe quando, stravolgendo il suo intervento sull’8 settembre, ha voluto riportare sui giusti binari i concetti di Patria, non a caso definita costituzionale, e d’eroismo.
Premesso che ai morti, di qualunque parte siano, è sempre dovuto rispetto e compianto, attestato l’incredibile “tempismo” dei due esponenti di AN, nel scegliere luoghi e tempi così “appropriati” per esternare certe opinioni, credo che, in certo qual modo, le reazioni scandalizzate di tanti, sino state eccessive.
Dopo tutto, in Italia, vige ancora la libertà di parola e, dunque, i due rappresentanti dello Stato hanno semplicemente, esercitato un loro diritto. Lo scandalo non è nelle loro prevedibili affermazioni ma nel fatto che, con elezioni democratiche, gli italiani abbiano mandato al Governo gli esponenti di un partito che, nonostante il suo innegabile tentativo di rinnovamento, affondi le sue radici nella nefasta dittatura fascista.
Spiegare le ragioni di questa “ripresa” non è compito mio ma di politici e storici patentati. Solo un consiglio, vorrei dare, al Ministro Gelmini che, con solerzia deamicisiana, ha messo mano alla riforma scolastica : invece di occuparsi di grembiulini, farebbe meglio a favorire lo studio della storia del ‘900, negli istituti superiori. Sempre che non voglia aspettare i testi di storia personalmente rivisti da Berlusconi e Previti.
Concludo con una comica nota di colore: dopo essere stato apertamente contraddetto dal Presidente della Repubblica, La Russa, soddisfatto e ilare, in un’intervista, ha dichiarato che, dopo la commemorazione, si era rivolto a lui, con cordialità.
Forse pensava che il Presidente lo avrebbe schiaffeggiato?
© Marina Garaventa

CLINICA “VILLA ARZILLA”
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Dott. Kildare, Dott. House, Maga Magò
Tra i nostri clienti, dei quali si tacciono le innumerevoli e rarissime patologie, annoveriamo:
Sua Altezza Serenissima la Principessa sul Pisello
Allettata, ventilata e incazzata
Sua Altezza Serenissima la Regina Madre Lilli
Allettata, scarrozzata per gamba malandata
Sua Altezza Serenissima il Re Padre
Fulminato e Influenzato
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ASL
Lourdes
Ditta Pompe Funebri di Bianca Lapide e figli
Coro e orchestra del Teatro alla Scala di Milano
diretti da Franco Capuana nel 1952.
MARGHERITA: Rosetta Noli, soprano
“MEFISTOFELE” Opera, tratta da “Faust” di W. Goethe, in 4 atti, prologo ed epilogo di Arrigo Boito
ATTO III - Carcere. Margherita stesa a terra su di un giaciglio di paglia, canticchiando e vaneggiando. Notte. Una lampada accesa inchiodata al muro. Un cancello nel fondo.