
Ovvero un tranquillo sabato di terrore! Ore 15 – Le dame di compagnia, Edy e Wilma, procedono alla vestizione di Sua Altezza: abito rosso, pareo in tinta sulle gambe, gioielli del Tesoro della Corona; Ore 15,30 – arrivo del pneumologo reale che provvede a preparare il respiratore, l’ossigeno, l’aspiratore, i vari ameniccoli e, ovviamente, non disdegna di sfottere la Principessa, dicendole: “Non mi far parlare sul palco, se no ti stacco il respiratore”; Ore 16,00 – arrivo della carrozza ( pulmino per trasporto disabili). I due cocchieri sono terrorizzati al pensiero di portarmi a spasso: preferirebbero trasportare Riina; Ore 16,15 – con tutto il trono vengo issata sul cocchio e legata come un salame. Al mio seguito ci sono, oltre il medico e le due dame, il Principe Consorte che non mi perde d’occhio, l’Infanta che filma, mia mamma che fa finta di sorridere e mio padre che invoca San Gennaro. VIAGGIO 15 MINUTI MERAVIGLIOSI: VEDO IL PAESE E TUTTE LE COSE NUOVE DI QUESTI ANNI! Ore 16,30 – arrivo davanti al teatro e, col poderoso aiuto del mio amore, i due imbranati “cocchieri” mi fanno scendere dal cocchio! Il mio seguito s’infoltisce: trovo il parroco, l’assessore, il caro super-genio informatico Daniele e Barbara, responsabile e organizzatrice dell’evento, che ha il viso di chi ha appena visto… la Madonna! VARCO LA SOGLIA DEL TEATRO, MI TROVO SUL PALCO E….. (continua) © Marina Garaventa
Domani 26 Luglio 2008, S.A.S. la Principessa sul Pisello, partirà da palazzo, con tutto il numeroso seguito (medico, infermiera, SuperWilma, respiratore, ossigeno, Reali Genitori, Principe Consorte e Infanta) in l’occasione della presentazione di:
“LA VERA STORIA
DELLA PRINCIPESSA
SUL PISELLO”
di Marina Garaventa ed Emilia Tasso
Prefazione di Maurizio Maggiani
(De Ferrari Editore)
Sabato 26 Luglio 2008, ore 17.00,
Sala Mons. Paolo Botto ,
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Il libro sarà presentato da Giovanni Meriana, scrittore e pubblicista,
alla presenza delle autrici Emilia Tasso e Marina Garaventa
Brani del libro saranno letti dall’attrice Carla Peirolero.
Ieri, il fotografo Marco Benzi, sotto lo sguardo vigile di Frida, mi ha scattato delle foto.
Eccone una, dove, secondo me, più di noi, ha fotografato, l’amore che c’è tra noi!
/Salve a tutti, carissimi amici, emergo finalmente da questi giorni sorprendentemente frenetici, come se uscissi da un tritacarne! Quando, di getto, ho scritto e spedito la lettera su Eluana, non immaginavo potesse suscitare tanto clamore mediatico e, in un certo senso, ne ho quasi avuto dispiacere perché avrei preferito non dover proprio intervenire.
In questi 3 giorni, ho ricevuto centinaia di lettere, messaggi e commenti: fino ad ora non ho potuto materialmente rispondere a nessuno ma prometto di farlo al più presto. Abbiate solo un po’ di pazienza. Intanto, approfitto del blog, il cui contatore ha subito uno choc con più di 2000 contatti al giorno, per ringraziare tutti quelli che mi hanno scritto e anche chi è solo passato di qua. Il 95% di costoro si dicono d’accordo con me, e credo sia cosa sulla quale meditare, ma, per fortuna, in onore al dibattito più libero, c’è anche qualche voce dissonante. In particolare vi segnalo il commento, al post precedente, n. 106 lasciato da un utente anonimo (mi spiace che lo sia!) circa la testimonianza di Salvatore Crisafulli. Queste sono le testimonianze che io accetto e che mi fanno ulteriormente riflettere. Cercherò di contattare Salvatore che ammiro e col quale condivido la voglia di vivere e di lottare. Io vorrei che a nessuno venisse in mente di staccare la spina e, col mio modo di vivere cerco, per quanto posso, di testimoniare la bellezza e la gioia di vivere anche così ma non posso pretendere che tutti la pensino come me. Sono certa che Welby abbia pensato e ripensato, meditato e vagliato prima di arrivare alla sua decisione e, a quel punto, nulla avrebbe potuto farlo recedere. Il caso di Eluana è ancora diverso: anch’io, per pochi giorni, per fortuna, ho provato le stesse sensazioni di Salvatore e, vi assicuro, non potrei sopportarle neppure per un’ora. Sono terrorizzata dall’idea di trovarmi in una situazione del genere e pensare che Eluana possa essere in quello stato di totale impotenza (impotenza e non incoscienza!) mi fa stare male. Per me, vivere è comunicare: col pc, con le mani, con gli occhi, con la penna e, quindi, il pensiero di non poterlo più fare mi è intollerabile.
La mia lettera è stata riportata da tantissimi media e da molti siti e blog che ringrazio e riporto. Vi prego, se ne conoscete altri di segnalarmeli.
La7
Libero
Ancora una cosa, per amor di verità: ho ricevuto molte segnalazioni circa un filmato passato nella trasmissione “Studio Aperto”, su Italia1, nel quale il mio messaggio era totalmente travisato. Non l’ho visto e non commento: per chi ha avuto la sfiga di vederlo, consiglio la lettura completa della lettera, qui riportata.
Grazie a tutti
Baci
Marina
L’Associazione Culturale “La Massocca”
con il patrocinio del Comune di Framura (Sp)
presenta
presso la Rotonda
località Setta
Sabato 19 Luglio 2008, ore 21.00
il libro
“LA VERA STORIA DELLA
di Marina Garaventa ed Emilia Tasso
DE FERRARI EDITORE - GENOVA
Bruna Miorelli, giornalista culturale di Radio Popolare
Saranno presenti le Autrici Emilia Tasso
e in collegamento via web Marina Garaventa
Brani del libro saranno letti dall’attrice
Carla Peirolero
www.editorialetipografica.com relazioniesterne@editorialetipografica.com
Consulenza tecnica: Delphis Informatica srl
Qualche volta penso d’essere pazza e non lo dico per sentirmi dire che non è vero. Da un po’ di tempo, mi capita spesso di definire questa mia strana vita, un’avventura: una straordinaria avventura! Considerando l’idea che tutti abbiamo del termine “avventura” la mia vita ci assomiglia ben poco, eppure, vi assicuro che qualcosa di straordinario c’è. La mia avventura non si esplica nella sfera dell’azione ma in quella della mente: io non mi muovo in senso fisico ma la mia mente si sposta su piani diversi scandagliando paesaggi, sensazioni ed emozioni che non appartengono più alla dimensione dell’azione, del concreto ma a quella di un livello differente. La mia percezione degli eventi, delle necessità, della realtà intorno a me è cambiata rispetto a prima: paradossalmente le necessità sono diminuite gradatamente, senza eccessivo sacrificio, mentre i motivi per gioire si sono moltiplicati e affinati, tanto da darmi gioia per le più piccole cose. E’ come se, eliminato il peso e l’intoppo di un corpo “pesante” la mia testa e la mia “anima”fluttuassero” liberi da vincoli terreni. Io, non voglio dimenticare il passato, non mi voglio staccare dalla cruda realtà, la vivo, la osservo, la commento, ma da un punto di vista semplicemente diverso: il mio punto d’osservazione non è migliore o peggiore, solo differente. Tutto ciò, però, non fa di me, né un asceta né un santo: la natura umana, così duttile e forte, ha un’inesauribile capacità d’adattamento, una capacità di sopportazione per il fine della propria conservazione che può mutarsi in qualsiasi modo per non soccombere. La forza della vita è incontenibile ed è sufficiente non opporvisi per superare ogni barriera: basta accondiscendere ai suoi mutamenti, accettarli e farli propri per entrare in un’altra dimensione. Adeguarsi non vuol dire rassegnarsi ma significa continuare a lottare per ottenere il meglio per sé in un ambito diverso.
Questa è l’unica dote che io mi riconosco: l’adattabilità.