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Utente: Princy60
Nome: Marina
Sempre attiva ed entusiasta della vita, dal 2003 sono attaccata ad un respiratore che mi tiene in vita. La mia esistenza è cambiata totalmente ma il mio spirito no. Vivo in simbiosi col mio pc che mi fa parlare, lavorare e, soprattutto,comunicare.

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Una vita vissuta pericolosamente
martedì, 27 maggio 2008
LA FAVOLA DEL GATTO INFORMATICO

C’era una volta in un paese al di là del mare, un grande scienziato che, tutto solo, nella sua grande casa, studiava i computers. Il prof Albanja, così si chiamava, aveva un gatto di nome Daniele: bianco e nero di pelo, con gli occhi scuri e profondi, il micio aveva ben presto imparato ad usare il pc ed, essendo assai intelligente, aveva cominciato a zampettare sulla tastiera per inventare un programma, che servisse ai gatti di tutto il mondo, per acchiappare i topi.

Daniele era così concentrato su quello studio che, spesso,  dimenticava di mangiare e, anche quando andava in giardino, neppure vedeva le gattine che lo fissavano innamorate. Fu così che, un brutto giorno, mentre passeggiava pensieroso, gli accadde ciò che scombussolò tutta la sua vita: inaspettatamente, nel mezzo del vialetto, vide una cassa e, dentro, un magnifico computer. Incuriosito si avvicinò ma, senza dargli il tempo di allontanarsi, la cassa fu chiusa e Daniele vi rimase intrappolato. Il gatto non sapeva, distratto com’era, che la cassa apparteneva al loro vicino che stava traslocando per andare ad abitare in un paese al di là del mare! Gatto Daniele era disperato: miagolò, sbuffò, graffiò ma nessuno lo poteva sentire perché la cassa, caricata su una nave, era ormai in mezzo al mare e, per di più, in balia di una tempesta. Il carico della nave, sotto i colpi dei marosi, sbandava a destra e a sinistra della stiva e, la cassa del computer, che si trovava sopra un grosso armadio, improvvisamente, sbalzata da un colpo più forte, infilò un boccaporto e precipitò in mare. Daniele, ormai stanco e sconfortato, quando vide che la cassa si riempiva d’acqua, pensò di essere arrivato alla fine: già s’immaginava nel paradiso dei felini, quando, sbattuta su uno scoglio, la cassa si spaccò e Daniele si ritrovò in acqua. Solitamente, come tutti i gatti, Daniele non amava l’acqua ma, in quel momento, si ricordò di aver seguito, su internet, un corso di nuoto e, mettendo in pratica ciò che aveva imparato, cominciò a nuotare per raggiungere la riva. Quando le sue zampette toccarono finalmente terra, era notte fonda e il micio, stanco e affamato, si addormentò di botto, su una spiaggia sconosciuta e deserta.

Passarono le ore, il sole si alzò su quella splendida spiaggia italiana che, in quel caldo agosto, si popolò di turisti, che neppure notarono il misero mucchietto di pelo intriso d’acqua e di sabbia. Gatto Daniele dormiva profondamente, incurante del caos attorno a lui, ma, improvvisamente, qualcosa lo svegliò: una linguetta umida e amorevole, gli leccava il naso. Aprì gli occhi e spiccò un salto: davanti a lui c’era un cane! Lo spavento fu grande ma Daniele era troppo debole per reagire e, quando si sentì afferrare da mani umane, non reagì e si abbandonò al suo destino. Quando si svegliò, asciutto e avvolto in una morbida coperta, vide accanto a sé, il cane che lo guardava con occhi sorridenti ed affettuosi. Un po’ più tranquillo, lo osservò con attenzione: era piccolo, di pelo riccio e biondo, aveva grandi occhi e, scoprì subito, una bella voce.

-         Ciao, io sono la barboncina Lucy. Come ti senti? Vorresti un po’ di latte coi biscotti?

A sentir parlare di biscotti e latte, il gatto si sentì rincuorato e, benché si trattasse di cibo per cani, trangugiò tutto in un attimo e, finalmente tranquillo, si riaddormentò facendo le fusa.

Grazie alle cure di Lucy, Daniele ritornò ad essere il bel micione di una volta e, trovato il computer dei padroni di casa, ricominciò ad occuparsi del suo progetto informatico. Lucy preparava per lui pranzetti prelibati, la sera gli accomodava le coperte e leggeva per lui “La storia felina dagli egizi ai giorni nostri”.

I due sono ancora insieme e, a quanto si vocifera negli ambienti accademici, pare che Gatto Daniele sia in corsa per il Premio Nobel.

 

Dedicata a Daniele e Lucia

 

© Marina Garaventa

 

Scritto da: Princy60 alle ore 10:19 | link | commenti (36) | categoria: favole, vita, animali, amori miei
mercoledì, 21 maggio 2008
"GIRO"!!!
01beQui il filmato "Il pubblico del  Giro"
 

“… Serve dunque una faccenda stramba e assurda come il Giro d’Italia in bicicletta? Certo che serve: è una delle ultime cittadelle della fantasia, un caposaldo del romanticismo, assediato dalle squallide forze del progresso, e che rifiuta di arrendersi.

 

… No, non mollare, bicicletta. Noi (tra qualche anno, nota mia) saremo probabilmente morti e sepolti. Coppi sarà uno scarno e tremulo nonnino ignoto alle generazioni nuove, altri nomi verranno urlati dalle folle. Non cedere, o “divina bicicletta”, come dice il patron del Tour Desgrange. Se tu capitolassi, non solo un periodo dello sport, un capitolo del costume umano sarà finito, ma si restringerà ancor più il superstite dominio della illusione dove trovano respiro i cuori semplici. A costo di apparir ridicola, salpa ancora in un fresco mattino di maggio, via per le antiche strade dell’Italia. Noi viaggeremo per lo più in treno-razzo, allora, la forza atomica ci risparmierà le minime fatiche, saremo potentissimi e civili. Tu non badarci, bicicletta. Vola, tu, con le tue piccole energie, per monti e valli, suda, fatica e soffri. Dalla sperduta baita scenderà ancora il taglialegna a gridarti evviva, i pescatori saliranno dalla spiaggia, i contabili abbandoneranno i libri mastri, il fabbro lascerà spegnere il fuoco per venire a farti festa, i poeti, i sognatori, le creature umili e buone ancora si assieperanno ai bordi delle strade dimenticando per merito tuo miserie e stenti. E le ragazze ti copriran di fiori.

 

“Giro d’Italia del 1949” per Dino Buzzati,

Scritto da: Princy60 alle ore 18:04 | link | commenti (35) | categoria: vita, passioni, articolo, curiosità, amori miei
sabato, 17 maggio 2008
LA PRINCIPESSA AL CONGRESSO

MOV00167_0002MOV00167_0001SportNews- Venerdì 16 maggio, nel giorno del suo 48° genetliaco, S.A.S La Principessa sul pisello ha partecipato, in video conferenza, al Congresso di Psicologia dello Sport a Senigallia (16-18 Maggio 2008) quale testimone per il tema “Le attività sportive adattate” per i disabili gravi, presentato e ideato dalla Dott. sa Emilia Tasso, dalla psicologa Francesca Vitale e dalla laureanda in scienze motorie Agnese Perini. Sua Altezza ha seguito una serie di lezioni nelle quali, come si vede nelle foto, , ha praticato un’attività motoria adattata per disabili gravi, e ha rilasciato la seguente intervista:

D1- Perché hai aderito e con quali aspettative a quest’iniziativa?

Ho aderito per una serie di motivi: fiducia nella mia fisioterapista e specialista in attività motorie adattate, Emilia Tasso, curiosità e, non ultime, le motivazioni di Agnese Perini che mi ha coinvolto in questo percorso, assolutamente non previsto, parlandomi della sua sofferenza per la sorte toccata ad un suo parente, gravemente invalido, che non è stato supportato e stimolato per conservare e migliorare le sue proprie potenzialità residue. Le mie aspettative, dal punto di vista fisico, erano minime, per via della situazione generale, invece ero molto interessata ai possibili risvolti psicologici e di relazione.

 

D2. Hai compreso inizialmente di cosa trattasse l’attività motoria adattata anche rispetto alla fisioterapia da te già svolta e sperimentata?

Pratico fisioterapia dalla nascita ma, devo ammetterlo, con scarsa partecipazione e molta noia. L’unica che è riuscita a renderla meno ostica, da 15 anni a questa parte, è stata Emilia Tasso. Nonostante le sue dettagliate spiegazioni, non riuscivo però a capire bene la differenza fra le due attività, forse perché legata da anni all’idea della fisioterapia riabilitativa. Fatta la prima “lezione”, tutto è stato chiaro: gli esercizi sono diventati un gioco creativo, coinvolgente e per nulla noioso.

 

 

D3. Cosa e’ cambiato con l’inizio dei programmi di attività motoria adattata?

Credo che questo sia l’aspetto più sorprendente della cosa. Premesso che io ho dei momenti di alti e bassi nella forza fisica, e premesso che, in questo periodo, sono in un buon momento, ho costatato dei sensibili miglioramenti nei movimenti delle braccia e nell’uso delle mani. Da un anno, non riuscivo più a scrivere e, adesso, riesco a scrivere in maniera fluente e per un tempo abbastanza lungo.

 

D4. Qual'è l'aspetto più bello e significativo di questa tua esperienza?

Sicuramente è l’aspetto psicologico che ha operato un grande mutamento nel mio modo di considerare l’utilizzo delle capacità motorie residue. Mi spiego con un esempio chiarificatore: da più di un anno, nonostante le insistenze del mio pneumologo Dottor Ennio Mantellini, avevo sospeso gli esercizi per la riabilitazione del respiro. Mi pareva, infatti, che lo sforzo fosse, per me, troppo grande, rispetto ai miseri risultati. In data 10 maggio, in occasione di una visita del pneumologo, raccontandogli di queste mie nuove attività, ho chiesto di riprendere gli esercizi respiratori. La prova è stata effettuata, cercando di celare l’emozione di entrambi, con sufficiente serenità e io ho resistito due minuti. Da quel giorno, ho ripreso a esercitarmi quotidianamente. Non so se dipenda dallo stimolo avuto dalla nuova attività motoria ma, sicuramente, qualcosa si è sbloccato perché ho deciso di ricominciare gli esercizi. So benissimo che non potrò liberarmi del respiratore ma ho deciso di riprovare per conservare almeno quel residuo di possibilità respiratoria rimasta. Parto quindi con un obiettivo inferiore che mi incute meno paura, per un eventuale fallimento, e genera quindi meno ansia. L’attività motoria adattata, pur non modificando di molto le mie forze, mi ha fatto capire che si può comunque migliorare ciò che rimane e lavorarci sopra.

Concludo con una nota che mi sta molto a cuore: ringrazio Emilia, Francesca e Agnese per la loro opera professionale alla quale, però, hanno saputo aggiungere una giusta dose di partecipazione emotiva.

 

©Marina Garaventa

 

 

Scritto da: Princy60 alle ore 16:31 | link | commenti (46) | categoria: vita, passioni, invito
lunedì, 12 maggio 2008
PEPPINO E GIOVANNINO

verdi_maison_natalePeppino chiuse la porta della piccola casa e si fermò in mezzo alla piazza. C’era la nebbia: ammantava da sempre la pianura emiliana, la solita nebbia che sola era rimasta uguale nel trascorrere degli anni. La bianca barba ben curata di Peppino sembrava brillare, brillante di goccioline d’umidità, mentre gli occhi acuti lanciavano sguardi severi sulle poche macchine posteggiate, intorno ai resti del palcoscenico su cui, d’estate, facevano l’opera. Distolse lo sguardo, distratto dal rumore di una porta sbattuta: in maniche di camicia, i grossi baffoni neri, lo sguardo ironico di chi è pronto ad irridere il prossimo e sé stesso, Giovannino lo fissava.

In realtà le loro vite non si erano incrociate ma, da un tempo ormai lontano e incalcolabile come l’eternità, s’incontravano lì, in quel piccolo paese, sul crocevia che li avrebbe accomunati per sempre. Da una parte la casa dove Peppino era nato, dall’altra il caffè dove Giovannino aveva vissuto nella tarda età. Ogni mattina, nel momento in cui,l e ombre della notte si dissolvono per far posto alla realtà del giorno, i due s’incamminavano, a passo lento, verso Busseto: non han molto da dirsi poiché, ormai sanno già tutto ma, solo, ogni tanto, si scambiano ricordi e riflessioni.

Camminano vicini, finché raggiungono la campagna aperta e sostano sul ciglio d’un campo: Giovannino tira fuori un quaderno e comincia a schizzare vignette, Peppino, osserva la terra arata di fresco e canticchia sottovoce il “Va pensiero”.

-         Canta, canta, che intanto quel diavolo d’un Bossi, vuol dividere l’Italia e s’è preso la tua musica come inno! – sbraita Giovannino.

-         E dire che io ho scritto paginate di note per unirla. – risponde Peppino amareggiato.

Insieme riprendono il cammino respirando nell’aria umida: le automobili sfrecciano veloci, mentre qualche raro ciclista si avventura sulla strada, ma nessuno vede le due strane figure.

-         Preti in bicicletta non se ne vedono più. – mormora il Maestro – son solo rimasti nei tuoi film. –

-         Già, sempre quel Fernandel: non aveva la minima somiglianza col mio don Camillo. Però era talmente bravo che ha soffiato il posto al mio pretone. –

-         In fondo però, dopo tanti anni, si divertono ancora con quel che abbiamo fatto noi due: le mie opere si suonano dappertutto e tu, sei lo scrittore italiano più letto e tradotto. –

-         Hai ragione, però per il centenario della tua morte han fatto feste e convegni, per i 100 anni della mia nascita non si son mica strapazzati tanto. –

-         Perché io, caro il mio Guareschi, ho scritto note mentre tu, con le tue parole, hai fatto venire i triboli a troppa gente: ai rossi perché eri monarchico, ai bianchi per la storia di De Gasperi e, pure con la Chiesa non sei stato tenero. –

-         Che poi, caro il mio Verdi, a pensar bene ai politici d’oggi, De Gasperi era una meraviglia….-

-         Di’ Giovannino senza paura”, ti sarai mica pentito? –

-         Quello mai. Ho sempre agito con la convinzione di essere nel giusto. Tu, piuttosto, ci torneresti a fare il senatore?

-         Adesso? Poco ci andavo allora, ed oggi proprio non mi ci vedrei, magari mi troverei seduto vicino al Senatur. No, meglio lasciare tutto come sta. Si fa giorno, convien dividerci. Ciao Giovannino.

-         Ciao Peppino, a domani.

-         A sempre.

Improvviso un bus rumoroso passa e li travolge. Niente paura, sono solo ombre che si dileguano in uno sfarfallio di fogli bianchi e note lontane.

 

Il 1 maggio 2008 ricorreva il centenario della nascita di Giovanni Guareschi, giornalista, umorista, disegnatore, scrittore, padre dei famosi “Don Camillo” e “Peppone”. A questo grande artista, spesso contro corrente, che per onorare le proprie convinzioni ha patito anche la galera e l’ostracismo, la politica e il mondo della cultura non hanno riservato molti onori. Negli ultimi anni della sua vita, Guareschi aprì un ristorante a Le Roncole, proprio accanto alla casa natale di Giuseppe Verdi.

Mi è piaciuto immaginare l’incontro dei loro spiriti ai giorni nostri.

Scritto da: Princy60 alle ore 14:57 | link | commenti (36) | categoria: libri, racconti, passioni, curiosità, melodramma, amori miei
giovedì, 08 maggio 2008
FESTA DELLA MAMMA

animali_buffi2La mia mamma, prima della mia nascita, aveva dei bellissimi capelli neri e fluenti, dopo le son diventati molli e opachi: per lo spavento le è venuta anche l’allergia…. alle graminacee.

 

La mia mamma, dopo la mia nascita, non ha dormito per due anni perché io, la notte, volevo giocare. Sognava, ad occhi aperti, di dormire in qualsiasi posto: a teatro, in treno, in ascensore. Qualche volta ha pensato di aprire la finestra e buttarmi di sotto ma, poi, ha cambiato idea: stavamo a pianterreno.

 

La mia mamma, pur essendo unica stonata in una casa di cantanti, mi cantava la ninna nanna. Non avendo un gran repertorio, attingeva dalle arie d’opera. Dopo due anni di quest’affettuoso oltraggio al melodramma, mentre lei cantava la “Serenata” di Turiddu dalla “Cavalleria Rusticana”, io, ben lungi dal dormire, aprii gli occhi e le dissi: “Mamma, come sei stonata!”

 

La mia mamma, quando ero in ospedale con 10 tubi che uscivano dal mio corpo, tre flebo, un occhio operato e chiuso e un piede nella fossa, vedendo scendere una lacrima dall’unico occhio libero, mi ha detto: “Non piangere che poi ti vengono gli occhi rossi!”

 

La mia mamma dovrebbe avere una benemerenza dallo stato, perché si è tenuta per 57 anni il mio papà che, come uomo è un tesoro, ma come tenore è un gran rompi…

 

La mia mamma non è precisamente delicata: quando mi pettina sembra arare un campo, quando mi lava sembra strofini il pavimento, quando mi pulisce i denti m’ispeziona la bocca come si fa con le mucche al mercato.

 

“Di mamma ce n’è una sola” e meno male, dico io, pensate un po’ se ce ne fossero due!

 

 

AUGURI!

Scritto da: Princy60 alle ore 09:50 | link | commenti (50) | categoria: vita, amori miei
venerdì, 02 maggio 2008
I CONSIGLI DELLA PRINCIPESSA

DSC01777 Labirinto tulipaniAmati sudditi, in questo nostro tempo di lunghi week-end, mentre voi viaggiate, la Vostra amata Sovrana naviga. Ma la Sua regale e immensa magnanimità La spinge a condividere con voi, quali fidi pargoli assetati di conoscenza, le Sue scorribande virtuali.

Se volete godere delle bellezze della natura forgiate dalla mano dell’uomo, fatevi un giro in questi giardini, con particolare attenzione a Ca’delle Rose.

Se poi volete deliziare il vostro palato con cibi regali, testati e caldamente consigliati da diversi amici, fatevi venire l’acquolina in bocca qui.

Se volete notizie su viaggi e turismo, visitate questo blog.

 

Buon viaggio, amati cucciolotti!

Scritto da: Princy60 alle ore 11:27 | link | commenti (42) | categoria: cucina, curiosità, amori miei