Argomento triste che, purtroppo, tocca chi divide la sua vita con un animale. A distanza di pochi giorni, ho ricevuto da due cari amici alcuni pensieri su quest’argomento che, a chi non conosce l’affetto che un animale può dare, sembra sempre un po’ cretino.
Renato, autore del ritratto, ha perso il suo gattone Minou e mi ha inviato queste righe, scarne e toccanti, ritrose ma affettuose come tutto ciò che mi scrive:
guardati intorno ti prego..........guarda se vedi il mio gattone,
salutalo....digli che lo amo..........e che senza di lui mi manca un pezzo
anche se ho un pezzo di lui.........chiedigli scusa da parte mia se gli ho
indotto la morte...........volevo succedesse a casa sua nella sua
siepe............invece se n'è andato in quel posto di merda del
veterinario dopo una notte passata da solo con i flebo......in una gabbia
senza la possibilità nemmeno di muoversi e di miagolare tanto
debilitato.....e a dire del veterinario non capiva nulla, eppure quando ci ha
sentiti ha accennato piccole fusa (senza nemmeno la forza di deglutire)
ed in una carezza ha alzato la coda per dirmi ti sento.....ti sento.....se
n'è andato coi miei occhi nei suoi e i suoi nei miei..........fidandosi di
me per l'ennesima volta........e mi sento in colpa per questo.....da
morire.............digli di perdonarmi......e che lo amo se lo
vedi..............io darei non so cosa per poterlo
vedere.................diglielo ti prego...................
Valentina, ricordando il suo cane, mi ha mandato questi versi:
A LILLO
Dolce sguardo annoiato fisso innanzi a te
senza vedere nulla,
apparentemente pensieroso...
Quali pensieri avrai avuto?
Ogni tanto un sospiro...
attesa:
di un rumore curioso,
di un odore interessante.
Lillo caro!
Quanta compagnia ci hai fatto
durante le tue "attese"!
Attesa di mangiare,
attesa di abbaiare,
attesa di uscire,
attesa di dormire,
attesa di morire...
... e lasciare un triste vuoto
intorno a noi.
Il nodo che ci strozza la gola
ci insegna a non parlare...
... come facevi tu.
Questo, a dispetto del titolo latineggiante, non è un trattato sul “tenore” ma soltanto una breve dissertazione sulla categoria: per il termine puramente tecnico vi rimando a questa definizione che, mi pare, assai appropriata per definire quello che, giustamente, è ritenuto la “prima donna” del melodramma. Con tale significato, ben lungi dal volersi riferire al genere sessualmente inteso, si evidenzia la caratteristica principale del tenore che, ben oltre il limite consentito ad ogni teatrante, vuole essere sempre, costantemente, al centro della scena. Il “tenore” è sempre tale, sia sulla scena che nella vita: è protagonista mentre canta una romanza o mentre affetta un salame e brandisce il coltello come se duellasse col suo acerrimo nemico. E’ grandioso nel gesto quando canta davanti al pubblico dell’Arena di Verona, ma è ugualmente enfatico quando rimescola il caffè, col risultato di farlo uscire, sempre, dalla tazzina. Quando starnutisce lo fa con voce impostata, facendo, ovviamente, tremare la casa. Tutte queste peculiarità dovevano, ovviamente, far nascere molti luoghi comuni che, ahimè, circolano, non del tutto a torto, nell’ambiente musicale. Quasi stantia, la frase che assicura che “i tenori son matti perché hanno i “do” che gli battono in testa”, ma è indubbio che, in ogni artista, la preoccupazione di arrivare alle note acute generi spesso, se non pazzia, ansia e nervosismo. Altra simpatica barzelletta, che ascoltai per la prima volta dal critico e musicologo Daniele Rubboli, è quella che recita: “Un uomo aveva due figli, uno intelligente e l’altro tenore”. La battuta vuole, ovviamente, rilevare, non tanto la mancanza d’intelligenza dell’artista, quanto il fatto che la “tenorilità” comprende e fagocita tutte le altre eventuali doti. Ecco una salace descrizione che riguarda un noto tenore (sigh) scritta dal sempre pungente Enrico Stinchelli:
“Voce molto ben emessa, squillante, appoggiatissima, schietta……, di alta scuola. La testa....tipica del Tenore: esuberante, sopra le righe, con una sorta di "mania di persecuzione" stabile, che gli faceva perdere la trebisonda in tante occasioni. Ricordo un concerto a Piacenza (io presentavo la serata), in omaggio a Gianni Poggi, con ospiti Taddei, Bergonzi, Panerai e parecchi artisti giovani impegnati. Cantò Ingemisco dal Requiem verdiano e " Nessun dorma". Al termine dell'aria di Calaf (cantata benissimo), si udirono due fischiate dal loggione: furioso, apostrofò così i fischiatori: " So bene chi siete: siete i giannizzeri di qualche agente a cui dò fastidio....ma io non ho paura di voi e ve la canto ancora!".....al che, attaccò di nuovo l'aria e giunto al si naturale di "Vincerò" si rivolse al loggione e lanciò insieme all'acuto anche un paio di corna ugualmente clamorose! …”
©Marina Garaventa
L’amica Brunissenda mi ha invitata a partecipare ad un gioco. Devo elencare le 6 cose che amo di più.. Escludendo gli amori "umani", quali compagno, famiglia, amici, e tenendo conto che, ultimamente, i miei piaceri si sono fortemente ridotti, eccole come si presentano nella mia giornata:
1) il latte caldo del mattino, con caffè, zucchero e biscotto granulare;
2) I miei 14 cuscini che tornano al loro posto, nei punti strategici, dopo l’interminabile toilette;
3) Il mio pc che mi tiene in moto il cervello;
4) Il mio giornale, letto in pace;
5) Libri!!;
6) Le labbrone di Frida che prendono, dolcemente, il biscotto;
Giocare è facile. Basta mettere il link della persona che ci ha nominati, elencare le sei cose che si amano di più, nominare altre sei persone, comunicare loro la nomination e mettere sul proprio blog il regolamento del gioco.
NOMINATION
Se vi va, partecipate se no, mandatemi a quel paese!

“GLI STRANIERI PORTANO FORTUNA”
Teatro della Corte
Da martedì 22 a giovedì 24 Aprile
di Marco Aime e Carla Peirolero Narrazione, musica, danza con
Carla Peirolero, Roberta Alloisio canto, Nour Eddine canto, oud, hajhouj, darbouka, Jamal Ouassini violino
Alle ore 18 Incontri e Aperitivi etnici nel Foyer della Corte
Prezzi:Intero €10,00 Ridotto € 8,00 (studenti, soci Suq, abbonati Teatro Stabile, gruppi)
Informazioni: Chance Eventi Tel. 010 5702715 Prenotazioni Teatro Stabile Tel. 010 5342400
FESTIVAL SUQ
http://www.chanceeventi.it/suq/home.htm
CHANCE EVENTI
Via XX Settembre, 20/31
16121 Genova
tel./fax. + 39 010/5702715
www.chanceeventi.it
PIÙ DISTACCATI i francesi, tedeschi che si attendevano il risultato anche se speravano in un esito diverso, spagnoli caustici con il Pais che spara a zero su Berlusconi, i britannici più popolari meno duri rispetto ai “fogli” economici che notoriamente non amano il Cavaliere.In Germania tutti i media hanno riportato con enorme risalto il risultato delle politiche di ieri e i siti on line di quotidiani e settimanali hanno seguito l’evoluzione della situazione, prima con gli exitpoll, poi con le proiezioni. L’opinione pubblica tedesca è rimasta sorpresa per il successo ottenuto dal Cavaliere,che la stessa stampa conservatrice considera, come scrive il settimanale conservatore “Focus”, «un personaggio da barzelletta all’estero, che gode però di molto prestigio in Italia». In un durissimo commento dal titolo“ Circo aperto per il mago della politica”, la progressista “Süddeutsche Zeitung”, il maggiore quotidiano nazionale, scrive oggi che «gli italiani sono un popolo pessimista e hanno un debole per i patriarchi ed i commedianti. Silvio Berlusconi li rappresenta entrambi». Secondo il giornale, chi ha votato per il Cavaliere «lo ha seguito con la voglia dell’autoinganno con cui chi va al circo crede al mago. La differenza è che lo spettacolo di questo mago della politica può durare cinque anni. C’è da temere che l’Italia abbia perso le elezioni».La sconfitta del partito democratico viene spiegata con il fatto che «per vincere e strappare il Paese all’autocommiserazione e al conservatorismo, Veltroni avrebbe dovuto condurre una campagna lacrime e sangue alla Winston Churchill, ma gli sono mancati il coraggio ed il sostegno del suo partito». Le critiche al Cavaliere arrivano curiosamente dalla stampa di tendenza conservatrice. Già prima del voto il quotidiano“DieWelt”aveva scritto un feroce editoriale dal titolo: «Buone possibilità per Berlusconi – Barzellette sulla nave che affonda».Nel commento al risultato elettorale di ieri il giornale scrive che Berlusconi «deve la sua vittoria soprattutto al risultato di un partito separatista come la Lega, che ha toccato il 6 per cento pur presentandosi solo in cinque regioni». Non dissimile l’analisi del conservatore “Frankfurter Allgemeine Zeitung” con il titolo “Povera, bella Italia”. C’è anche chi sottolinea negativamente che con Berlusconi c’è anche la nipote del Duce, Alessandra Mussolini. Duri commenti in Spagna. «Come è possibile che Silvio Berlusconi torni a essere per la terza volta presidente del governo, riunendo di nuovo nella sua persona le caratteristiche di uomo più ricco e politicamente più potente? Sarebbe la corruzione personificata nel cuore dello Stato, l’influenza diretta del danaro e dei mezzi di comunicazione nella politica. E’ questa la base del suo populismo, al quale vengono mosse non solo obiezioni politiche ma morali, e perfino estetiche, dato che il personaggio è molto volgare». Il Paese guarda alla vicina Italia come a un paese «enfermo,de una grave infermedad », ammalato di una grave malattia, annotava l’editoriale de El Pais,nel sottolineare che «con o senza un nuovo sistema elettorale, continueranno il declino economico, la mancanza di credibilità dei politici e la frattura fra partiti e società».«Il Berlusconi III comincia a materializzarsi, nonostante un’incredibile rimonta di cui è stato protagonista Walter Veltroni», commentava sull’onda dei primi exit pol il sito on line del quotidiano “El Mundo”, registrando
il lieve vantaggio del Partito delle libertà rispetto al Partito democratico. Il “Veltrusconi”o la possibilità di un grande accordo fra Berlusconi e Veltroni, in caso di pareggio tecnico, trova ampia eco anche sulle edizioni on line dei quotidiani della Catalogna, La Vanguardia e El Periodico che, nelle ampie coperture date alle politiche nostrane, sottolineano «la delusione e la mancanza di entusiasmo” con la quale ha votato la gran parte degli italiani “stanchi di elezioni, dei politici, del Vaticano, dei clan dellemafie e delle lobbies». Publico, quotidiano progressista vicino all’esecutivo di Zapatero, ricorda che sia Veltroni che Berlusconi vogliono cambiare l’attuale legge elettorale, «approvata nella retta finale del secondo mandato dal leader conservatore per evitare il trionfo della sinistra». «La legge nota popolarmente come la porcata – ricorda il quotidiano ha consacrato un sistema che prevede una maggioranza chiara alla Camerama non al Senato». Nel paese iberico che corre bruciando
primati di modernità, risulta incomprensibile – a destra come a sinistra – che “fra la novità rappresentata da Veltroni e il ritorno di Berlusconi”, come annotava l’agenzia Efe, gli italiani si siano pronunciati per il secondo».
CLAUDIO GUIDI
PAOLA DEL VECCHIO
Abbinamento impossibile, direte voi, ma io, con uno dei miei migliori sincretismi, metto insieme le due cose….. solo perché mi si sono presentate nella stessa giornata!
Risate
In questi giorni, io, mamma, papà e zia abbiamo fatto gli esami del sangue di routine: ognuno ha le sue rogne e se le gratta come può.
Ieri, al ritiro, erano pronti solo quelli della zia: per gli altri ci vorrà ancora qualche giorno.
Mamma mi guarda e dice:
- Era curiosa di vedere i miei e quelli di papà. Per i tuoi non mi preoccupo…. Tu stai bene! –
Secondo voi, mi pigliano per il c…….?
Mucche
Le mucche sono, ovviamente solo un pretesto, per segnalarvi due blog correlati che mi sono piaciuti: si tratta di "In silenzio viaggiando" e "Silenzi d'Alpe". Si parla di viaggi e di montagna prediligendo però gli aspetti meno eclatanti e più intimi dell’andare. Ci sono immagini bellissime e riflessioni profonde e intime. Ci sono anche bellissimi video che, senza sovrapposizioni musicali o di testo, permettono di ascoltare i rumori dell’ambiente, dalla cascata allo scampanio dei pascoli.
Io, che da tempo non sento certi rumori, me li sono goduti.
Buon fine settimana!
Ognuno di noi freme e trema per cose diverse: c’è chi si emoziona per il rock, chi per un buon vino, chi per un gol e poi c’è sempre quel coglione che freme per “guidare a fari spenti nella notte….” . Io mi emoziono davanti ai libri! Non so come sia ma, ancor prima d’imparare a leggere, i libri suscitavano in me grandi emozioni perché avevo sempre l’impressione che, dentro quelle pagine, vi fossero cose bellissime che, per il momento, mi erano vietate.Il primo libro letto, da sola, fu il mitico “Cuore” che diede l’avvio ad un vero e proprio amore indissolubile: mi facevo regalare libri ad ogni occasione, recuperavo libri in casa d’amici e parenti e covavo, silenziosamente, il sogno di una stanza tutta dedicata alla lettura. Una biblioteca, stile Leopardi, era il mio sogno! Non potendo arrivare a tanto, decisi di organizzarmi una “bibliotechina” nella mia stanza di bambina: tutti i libri erano rifasciati, con la storica gigliata blu, etichettati, catalogati e divisi per argomento. Nonostante gli innumerevoli traslochi, nessun libro è stato mai perso o buttato e, fino al 2002, la mia casa era un luogo dove un libro era certo di poter riposare tranquillo e coccolato. Ma, in quell’anno, lo tsunami della malattia investì me e i miei libri: io son viva ma non posso più leggerli e loro, abbandonati allo smantellamento necessario della mia casa, sono stati riposti in casse e chiusi in soffitta. Destino gramo, il loro, peggio del mio, perché, se un libro non è più letto, guardato, coccolato, è come se fosse morto.
Io, che non posso più rimanere attaccata agli oggetti, ho dovuto far violenza su me stessa e dimenticarli, accontentarmi spasmodicamente delle versioni incorporee degli ebook che, tra l’altro, non sono sempre leggibili col sintetizzatore vocale. Poi, qualche giorno fa, grazie all’amico Menphis, ho incontrato il sito dell’Istituto Cavazza che si occupa di non vedenti. L’istituto ha una biblioteca di 3400 volumi, tra classici e bestsellers, che mette a disposizione di cechi e ipovedenti, tramite la concessione di una password, rilasciata dopo l’esibizione del certificato d’invalidità.
Ora ho realizzato il mio sogno: ho la biblioteca! Scorazzo nel catalogo come un topo nel formaggio, mi batte il cuore ad ogni autore che incontro, mi prende l’ansia di non riuscire a leggerli tutti. Certo, non li posso toccare ma, per la miseria, non li devo neppure spolverare!!
Oggi c’è il suo funerale e io non posso andare. Ci sarà sicuramente tutta la vallata a salutare questa signora sessantenne che tutti conoscevano e a tutti piaceva. D’altra parte non era difficile volerle bene: con quel suo accento ormai solo vagamente sudamericano, con quel fisico materno e morbido, alla Botero, col suo sorriso ammiccante, era sempre gioiosa e disponibile alla cordialità, con tutti. Da anni, non l’avevo più vista ma la ricordavo per le nostre frequentazioni giovanili e, benché in questo letto, sapevo tutto di lei e del suo inseparabile marito. Sabato 1 Marzo, mio padre l’ha incontrata e li, col suo solito sorriso, abbracciandolo forte, mi ha mandato i suoi saluti e i complimenti per il libro. Pochi giorni e, in uno schifoso appuntamento con la sofferenza, un mese di coma e, poi, la morte.
Da quando son così, sento, paradossalmente, più forti le sofferenze altrui delle mie, e ho sempre l’impressione che, per gli altri, il dolore sia sempre troppo da sopportare, come se io fossi ormai tanto abituata da tollerarlo meglio. In questo mese di limbo, durante il quale tutta la valle è stata col fiato sospeso, ho pensato spesso a lei, alla sua condizione, al dolore di chi l’amava. In tali circostanze, c'è ben poco da dire e io non sono brava a consolare: l'unica cosa che so fare è lottare. Sono sicura che, con tutta la vitalità che aveva, lei abbia lottato con tutte le sue forze per non soccombere: purtroppo non ce l'ha fatta e ora è necessario che chi l’amava, dimostri altrettanta forza per non darla vinta al Fato, che l'ha portata via. D'altra parte, di là dalle convinzioni religiose, l'affetto, che lei ha dato a tutti, rimarrà sempre in ognuno di noi.