
Finalmente, dopo una settimana d’attesa, la marmotta Princy, dopo i suoi soliti sei mesi di letargo, è uscita in giardino: un’ora di sole, luce, colori e ariaaaaaa! Cielo azzurro, fiori bianchi, pini verdi, cane nero su erba nuova, venticello cristallino, ronzio d’insetti giovani, amici e parenti inondati di luce, insomma…. un’overdose di vita! Mentre me ne sto al sole, come una lucertola, mi torna alla mente un articolo, letto qualche giorno fa su “Il Secolo XIX”, che sembra proprio scritto per me.
D’autore cinese, narra di un uomo che, immobile su una barca, “passeggia”, attraverso un mitico paesaggio, in un modo un po’ inusuale…..
Se lo avessi letto, qualche anno fa, non lo avrei apprezzato come posso fare oggi.Leggetelo qui!

ANSIA NEWS: Nella giornata della Santa Pasqua, la nostra amata Sovrana, causa il freddo e il maltempo che le ha impedito la sospirata”gita” nei suoi possedimenti, è stata colta da solenne “incazzatura”. A seguito di questo scombussolamento umorale, Sua Altezza ha agguantato il Principe Consorte che, baciato inopinatamente sul naso, si è trasformato in un ranocchio.
L’identità del ranocchio/Principe Consorte è accertata dal colore del calzini del batrace, perfettamente uguali a quelli del Principe.
S.A.S la Principessa sul Pisello ha assicurato che, nonostante la trasformazione, terrà presso di sé il Regale Ranocchio accudendolo amorevolmente, in trepida attesa del ritorno ad una forma più consona al suo rango.
Ecco qualche segnalazione:
Qui, un sito, interessante e utile, dedicato a Genova;
Qui, per gli appassionati di Mahjong, una versione ricca di opzioni;
Se volete leggere un racconto vivo e toccante, cercate qui, “Il quarzo sul cuore” della giornalista Susanna Mariani;
Qui, la registrazione dell’intervista rilasciata a RadioBabboleo, su “La vera storia della principessa sul pisello”;
E ora….Auguri con una frase inviata da mio amico Renatol
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una Buona Pasqua di pace, nel mondo di fuori e nel proprio io, sperando
che porti un poco "di senno" in molti di noi e che s'impari a vivere
nel rispetto, d'accordo con gli altri e con la natura, per il bene
dell'umanità e di tutto ciò che è vita...!!!
Lettera inviatami da un’amica, che conosco da 30 anni: classe 1960, colpita da distrofia muscolare, vive sulla carrozzina dall’età di 10 anni. Finché ha potuto, indomita, ha lavorato per un’associazione di disabili coltivando, contemporaneamente, le sue grandi passioni: la Juventus e Claudio Baglioni. Non si perdeva, nonostante tutto, una trasferta e un concerto. Oggi non ce la fa più e anche la comunicazione, tra noi, è difficile.
Molte volte, a chi mi loda, io rispondo di non sopravvalutarmi perché io sono MOLTO FORTUNATA: questa lettera me lo conferma.
Carissima Marina, ti ringrazio del libro che mi hai mandato. Lo leggerò con attenzione.
Purtroppo io non posso scrivere con la tastiera perché ormai non muovo più nessun muscolo, posso solo dettare quello che voglio dire a mia mamma che, a sua volta, scrive sul foglio. Di persone che abbiano un indirizzo di posta elettronica non ne conosco e, se i parenti non ci sono mai stati, si sono persi anche gli amici (sai tutti hanno troppo da fare). Sono contenta nel sentirti dire che sei stazionaria, io tra fuoco di Sant’Antonio (tutti dicono che dura 9 mesi io, che faccio le cose bene, sono ormai giunta al 17 mesi e non finisce qui), poi le ossa del mio culo sono stufe di star sedute, posso anche capirle, e mi fanno un male cane. Pensavo invece di farmi il lifting alla faccia di farmelo al sedere.. cosa ne dici?
Hai ragione che le leonesse del 1960 non mollano mai anche se, ogni tanto, ti sta per scappare la fune.
L’importante è andare avanti e spero di arrivare fino almeno a 120 anni, tu ci stai? Chissà come allora riusciremo a comunicare io e te.
Che tutto vada nel migliore dei modi.
Un abbraccio affettuoso
……
Oggi Sharon Stone compie 50 anni: già stamani, alle 7.00 i telegiornali ce ne hanno dato notizia. Auguri.
Ieri era il centenario della nascita di Anna Magnani e, stanotte dalle 00,25, bontà sua, Rai1 trasmetterà tre sui film.
Auguri Nannarella!
Sabato 1 Marzo ore 14
Pranzo di famiglia: Reali Genitori, Duchessa Zia, Principe Consorte con relativa Infanta e, assisa sul mio trono, ci sono anch’io, con tubi, tubetti e le solite macchinette al seguito. Il cane-cavallo dorme tranquillo. Inaspettatamente suonano al cancello e Frida scatta verso la porta del giardino mentre, dopo aver risposto al citofono, l’Infanta annuncia perplessa: “C’è il prete che viene a benedire.”
Panico! Mia madre si getta sulla tavola nel tentativo di mettere ordine, forte dell’abitudine di dover presentare al nostro parroco, per altro assolutamente poco disponibile a seguire il caritatevole precetto di “visitare gli ammalati”, la parte miglior e scenografica della casa. In breve, accompagnato dall’Infanta e da Frida, il prete fa il suo ingresso con un vero “colpo di scena”: non è il nostro parroco ma un suo aiutante ed è nero, tanto nero che persino Frida lo guarda perplesso. Con una bella voce baritonale ed un sorriso aperto, Don Silvestro, si presenta ma, appena mi vede, la voce gli muore in gola: balbetta e, sicuramente, dev’essere anche sbiancato anche se noi non ce ne siamo accorti.
Io cerco di rincuorarlo sorridendo e lui si fa coraggio e comincia la benedizione ma, forse per sua sensibilità personale, forse per la provenienza da un mondo meno ipocrita e “civile, ci risparmia la solita pastetta preconfezionata e, dette due semplici preghiere, dice poche parole commosse e sincere e ci elargisce, con gesto ampio delle braccia, un’abbondante annaffiata benedetta che colpisce anche Frida, compostamente seduta fra me e lui.
Dopo i sorrisi e i saluti, nuovamente scortato da Frida e dall’Infanta, il prete esce di scena non prima di sussurrare all’orecchio dell’Infanta, una battuta d’effetto:
- Sicuramente, la faranno santa! –
Sorrido e penso che devo darmi da fare per mettere insieme quei 2 o 3 miracoli che occorrono per le pratiche di canonizzazione.
Amen
© Marina Garaventa

Carlo Firullo, giovane artista dell’Accademia di Brera, espone i suoi lavori al “Meeting Art Cafè” di Genova, Via ai Quattro Canti di San Francesco 32 r.
Firullo è anche autore della copertina de “La vera storia della principessa sul pisello”
“…Anche la copertina, frutto di un impeto di fantasia di un giovane studente dell’Accademia di Brera, aderisce al gusto affabulatore dell’autrice che fa spesso capolino nel libro. L’artista l’ha immaginata dentro un missile che si stacca da terra portandola in un’altra dimensione. E tuttavia ci sono ancora pillole, farmaci, disabili, medici e…direttori d’orchestra, mentre lei, grazie al computer, comunica col mondo. Il tutto è proiettato in un universo magico e favoloso, dove ci sono pianeti, stelle, galassie e la magia di un mondo immaginario, sconosciuto e affascinante…”
“…Il libro è bello e si guarda con amicizia, che è la condizione sine qua non perchè un qualunque curioso diventi un lettore….”