arrivo ore 18,08 direttamente dal lavoro, il secondo piano era pienissimo e ascolto i primi 5 minuti del discorso dalla porta dell'ascensore.
Dopo un po', tra la ressa riesco a raggiungere una posizione vicino al banchetto dei libri (ne sono avanzati pochissimi quasi tutti tutti venduti) e, finalmente, noto alla mia sinistra mia moglie che effettua le riprese e sulla mia sinistra tuo padre che andava avanti e indietro facendosi strada nella ressa dando disposizioni al microfonista dicendo…
Il maestro Ottavio Garaventa, alla fine e precisamente nel momento dell'intervista con la tua voce, si è seduto visibilmente commosso ma tranquillo.
Nella sala se buttavi uno spillo non avrebbe raggiunto il pavimento dalla ressa ... la prossima volta che fai un libro consiglio l'uso dello stadio luigi ferrarsi, almeno la gradinata nord :-)
GIOVANNI MERIANA
Dirò che anch' io mi sono emozionato oltre il limite consentito…, Poi tutto si è sciolto e stemperato in un sorriso. Per inciso (così faccio la rima) ti dirò che in tanti anni di presentazioni, incontri culturali, convegni, presenzialismi non sempre indispensabili, quello di ieri sera è stato un incontro memorabile per partecipazione di gente, entusiasmo, attenzione, sorrisi, lacrime, ammirazione. E' successo di tutto e Carla Peirolero è stata non brava, ma straordinaria nella lettura dei brani del tuo libro ed efficacissime nei loro interventi sono state Emilia e Alessandra, due persone che sono lieto di aver conosciuto e in quella occasione. Ottimo il lavoro fatto da Daniele…..
C'era una folla inusitata per il luogo piccino, e nessuno fiatava. L'attrice ha dato vita come non credevo fosse possibile, e quei capitoli, come sai, li ho letti e riletti.
Tuo padre mi ha colpito tanto
Lo ho incrociato a casa tua solo una volta, lo ho visto di più ...sulle scene. Stava presso il tavolino del dibattito poco prima di iniziare, aveva gli occhi grandi e dilatati della commozione. E all'improvviso in quello sguardo non trattenuto ho rivisto te, una te confusa dalla fantasia, tra la Marina intensa dell'oggi e quella delle frivolezze del liceo. Mi sembrava di rivederti quando in fondo ti ignoravo, col tuo tailleur blue bon ton , col riccio corto, ma seduta sul letto di ora, e sorridente
Piccolo stralcio dalla conversazione, via Messenger, tra Princy e il mitico Daniele, genio informatico
D - c'è un mucchio di gente!
M - beeeeeneeeeee
D - occhio che fra un po' questa conversazione sarà in onda!!!
M - ok
D - senti?
M - perfetto
D - bene! ora ti faccio una panoramica
M - Ok, bravo
D - la sala è strapiena, c'è la gente sulla soglia della porta
tu hai sentito l'applauso?
M - si
D - era tutto per te
sta venendo molto bene
…………………………
Siamo in conclusione
Vuoi che dica ancora qualcosa?
M - ringrazia tutti
D - Tutti commossi!

martedì 26 febbraio - ore 18.00
La S.V. è invitata alla presentazione del volume
LA VERA STORIA DELLA
di Marina Garaventa ed Emilia Tasso
DE FERRARI EDITORE - GENOVA
Presenteranno
Alessandra Costante, giornalista del Secolo XIX
e Giovanni Meriana, pubblicista
Saranno presenti le Autrici Emilia Tasso e
in collegamento Marina Garaventa
Brani del libro saranno letti dall’attrice
Carla Peirolero
m Sala Stampa di Mentelocale - Palazzo Ducale
Piano ammezzato cortile minore
www.editorialetipografica.com relazioniesterne@editorialetipografica.com

Eccomi qui, in versione sportiva, durante il fatidico derby della lanterna: Genoa- Sampdoria 0-1. La vittoria, insperata, arriva negli ultimi minuti di gara e, come ovvio, scatena ovazioni e disperazione secondo la fede calcistica: in camera mia, solo ovazioni. Secondo una mia classificazione, esistono però due tipi di tifoso: quello detto “cane di marmo” e quello “strombazzante con BallodiSanVito”. Alla prima categoria appartiene il mio amore che, dalle 15 alle 17, rimane muto e immobile in poltrona, soffrendo atrocemente in silenzio: unico segno di vita, alla presenza di una rete, un sussurro, appena percettibile che sillaba “gol”. Io, che apparterrei alla seconda categoria, in mancanza della voce, mi esprimo con diverse modalità: batto rumorosamente sul tavolino ad ogni azione fallita, e, all’arrivo del gol, suono i campanelli, accendo e spengo la luce, insomma faccio casino!
Ieri, comunque, anche il mio adorato non ha potuto reprimere un ululato di gioia: con i suoi 90 kg di peso per 1,85 d’altezza, è saltato in piedi al grido di “SAMP SEI GRANDE” per ricadere poi, esausto ma felice, sulla poltrona.
Preoccupata dall’ululo beluino, Frida, accorsa immantinente, ha soccorso l’emozionato tifoso con materne leccatine.
© Marina Garaventa
Non è mia ma mi sembra adatta alla ricorrenza…….
Cenerentola ora ha la bellezza di 75 anni e si trova agli sgoccioli di una vita passata felicemente assieme a suo marito, il Principe Azzurro, che è ormai morto da pochi anni.
Cenerentola passa le sue giornate nel terrazzo di casa sua, seduta su una sedia a dondolo, osservando il mondo con il suo gattone Bob sulle ginocchia, felice.
Una bella sera, da dentro una nuvola, scende all'improvviso la fata Madrina e Cenerentola stupita le dice:
-Cara Fata Madrina!!!!! Dopo tanti anni ti rivedo!!! Cosa fai qui E la Fata risponde:
-Dall'ultima volta che ti ho visto hai vissuto una vita esemplare...
C'è qualcosa che posso fare per te? Qualche desiderio che ti potrei esaudire?Cenerentola confusa, allarga le braccia e arrossendo dall'emozione, mormora:
-Mi piacerebbe essere immensamente ricca.
In un istante la sua vecchia casa diventa come per magia un castello nuovissimo.
Cenerentola è impressionata. Il suo fedele gatto Bob si spaventa e si allontana dalla sedia.
Cenerentola grida: -Grazie Fata Madrina!!!!!
La fata allora le risponde:
-Non niente, lo meriti! Cosa ti piacerebbe come secondo desiderio?
Cenerentola china il capo, osserva le impronte che ha lasciato il tempo sul suo corpo, e dice:
-Mi piacerebbe tornare di nuovo giovane e bella come un tempo!!!!
in un istante, lei si ritrova la bellezza di una giovane.
Cenerentola comincia allora a pensare a cose che ormai non ricordava più.. parole come passione, ardore, ecc.
Allora la Fata le dice: -Ti resta un ultimo desiderio. Che cosa vuoi?
Cenerentola confusa spalanca gli occhi sul suo povero micione spaventato e dice:
-Vorrei che tu trasformassi il mio fedele gatto Bob in un bellissimo principe!!!!
Magicamente, Bob si trasforma in un magnifico uomo, così bello che le rondini non possono evitare di fermare il proprio volo per ammirarlo.
La fata Madrina le dice:
-Auguri, Cenerentola. Goditi la tua nuova vita. E riparte come una scintilla sulla sua scopa.
Durante qualche magico istante, Cenerentola e Bob si guardano con tenerezza negli occhi.
Poi Bob le si avvicina, la prende tra le sue possenti braccia e le mormora nell'orecchio:
-Scommetto che adesso sei pentita di avermi castrato, stronza!
Avete capito bene: coi baffi e, quindi, di Maurizio Costanzo, per il programma radiofonico “L’uomo della Notte”, che tiene su RadioRai1, alle 00,20, quattro volte la settimana! Abbiamo, si fa per dire, registrato l’intervista ieri sera alle 21, da casa mia, ma la voce era, ovviamente, solo quella della coautrice Emilia Tasso, per gli amici Lia. Io supervisionavo, facendo scorrere sul pc la traccia che c’eravamo preparate, e…. soffrivo come un cane!
L’intervista è andata benissimo e andrà in onda stasera alle 00,20 su RadioRai1.: Lia era rilassata e professionale mentre, dall’altra parte, Costanzo si è dimostrato interessato e disponibilissimo.
Fatta la pubblicità, ora posso raccontarvi il gustoso backstage:
Ore 20- Lia arriva da me agitatissima: mai nella sua vita avrebbe immaginato tutto questo. Decidiamo di rimandare a dopo la cena;
20,30 – Misurando a grandi passi la mia stanza, Lia ripassa i punti salienti da ricordare: ogni tanto si ferma e mi dice che le sembra di essere tornata al liceo;
20,50 – La conforto ricordandole che è abituata a parlare davanti a platee di medici e congressisti e lei, per tutta risposta, mi dice: “Mi scappa la pipì!” e corre in bagno;
20,55- ………DRINNNNNNN……..
20,56 – con voce suadente Lia dice un flautato “Pronto” mentre, con una mano, si regge i pantaloni ancora sbottonati!
A questa notte!
Martedì 12 Febbraio RADIO RAI1 ore 00,20, "L’uomo della notte”
In questi giorni avrei voluto scrivere e parlare di tante cose: volevo postare del mio amore per i libri, volevo affascinarvi con le poesie di Sandro Bondi dedicate a Berlusconi, ma poi, inaspettatamente, un pezzo di un lontanissimo passato è tornato a me, proprio grazie a “La vera storia della principessa sul pisello”, sotto forma di quel bel video che ho inserito qui sopra. Stefano torna dal mio passato, quando appena ventenni frequentavamo la scuola di canto di mia zia, lui con belle speranze di cantante e io per stare in buona compagnia, e mi delizia con quest’aria dal “Don Giovanni” di W.A. Mozart. Ma non son qui per tessere le sue lodi ma per raccontarvi un fatto accaduto tanti anni fa, mentre ascoltavo quest’aria eseguita da Stefano, durante un saggio di fine anno, nel piccolo teatro della scuola di mia zia. Improvvisamente, mentre me ne stavo seduta tra un pubblico d’amici e parenti, trepidante all’unisono coi miei coetanei che si esibivano sul palco, mi sembrò di essere in un grande teatro ottocentesco e di assistere ad una sontuosa esecuzione: sulla scena, immensa, Stefano, solo un po’ invecchiato, in un perfetto costume da Leporello, cantava “Madamina, il catalogo è questo”. Io, con l’abito e l’aspetto di una 40enne, lo ascoltavo sentendo nel cuore la nostalgia della gioventù, dei suoi sogni, delle promesse. Insomma, era come se, a vent’anni, mi fosse arrivata, per non so quali canali, la sensazione della nostalgia che, nel futuro, avrei provato ricordando quegli anni. Ieri, davanti a questo video, ho avuto un piccolo, impercettibile, moto di commozione, subito fugato, per fortuna, dalla grandezza e dall’arguzia del vecchio Mozart: forse le cose non sono andate proprio come noi le avevamo sognate. Certo, io mai avrei potuto immaginare di trovarmi così, ad ascoltare quest’aria attraverso un computer e non comodamente seduta in una poltrona di platea, forse tutte le promesse non sono state mantenute ma, in fondo, anche se con scene e costumi diversi, la vita ci ha portati fin qui permettendoci di assaporare anche questa lieve nostalgia.
© Marina Garaventa
Oggi volevo parlarvi di libri ma, poi, leggendo “Il Secolo XIX” , nella rubrica “Ditelo a Maggiani” mi sono imbattuta in questa lettera e nella relativa risposta. Si citano Leopardi e Battiato, miei amori, e ne vien fuori un paragone sconcertante e preoccupante.Lascio a voi la riflessione.
Caro Maggiani, nel leggere uno dei miei scrittori preferiti,Giacomo Leopardi, ho trovato un canto che reputo drammaticamente attuale. Scritto nel 1824 (!) è intitolato “All’Italia”.Non lo trascrivo tutto, ma la prego di leggere i primi versi: “O patria mia, vedo le mura e gli archi (...) Torri degli avi nostri, /Ma la gloria non vedo, /Non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi / I nostri padri antichi.Or fatta inerme, /Nuda la fronte e nudo il petto mostri. /Oimé quante ferite, /Che lividor, che sangue! (...)Chi la ridusse a tale?E questo è peggio, /Che di catene ha carche ambe le braccia; (...) Nascondendo la faccia /Tra le ginocchia, e piange. / Piangi, che hai ben donde, Italia mia, /Le genti a vincer nata (...)”.Non la trova attuale? Siamo nel 2008 e, con lo spettacolo dato qualche giorno fa dal Parlamento, credo che questo canto del 1824 ci faccia capire che purtroppo i tempi non sono cambiati. Anzi, cosa ancor più triste,sono peggiorati.
LAURA ROMITI
I poeti hanno lo spirito libero e la vista lunga, è per questo che sono un bene prezioso per un popolo. Come tutti i grandi poeti, Leopardi era qualcosa di più di se stesso: era filosofo, era politico, era poeta, era narratore. Lo era e lo è…Ma risponderò al suo canto del 1824 con un altro canto, di soli trent’anni fa, di un altro poeta. Proviamo a metterli assieme. Il mio poeta si chiama Franco Battiato ed è solito cantare la sua poesia. Il titolo è: Povera Patria.Ecco il testo: “Schiacciata dagli abusi del potere /Di gente infame che non sa che cos’è il pudore / Si credono potenti e gli va bene quello che fanno / e tutto gli appartiene. /Tra i governanti quanti perfetti e inutili buffoni, /Questo paese devastato dal dolore /Ma non vi danno un po’ di dispiacere /Quei corpi in terra senza più calore /No, non cambierà, non cambierà /No, cambierà,forse cambierà…” Per quanto mi riguarda, no comment.
MAURIZIO MAGGIANI