- Noi andiamo ma torniamo presto, dopo il film! –
Lui se ne starà qui tranquillo, domani avrà la recita e deve riposare, e , quindi, sarà una serata di S.Silvestro tranquilla: noi tre, e Margherita, mangeremo qui in camera brindando al nuovo anno in pigiama. Il pomeriggio però, sarà per me, emozionante: prima in giro per negozi e poi al cinema a vedere ”Il libro della giungla”!
In questi giorni, a 40 anni di distanza, esce il dvd di questo meraviglioso film che, nella mia testa, è irrimediabilmente legato a Margherita Rinaldi. Quel pomeriggio fu bellissimo: girando per le vie di Bruxelles, Margherita mi portò in una piccola gioielleria e mi regalò un ciondolo, che ancora conservo, in foggia d’arco di trionfo. Al cinema, catturrate ancora una volta da Disney, ci divertimmo immensamente e, la sera, mentre raccontavo la storia di Mowgli a mio padre, per farmi divertire, Margherita Rinaldi, in pigiama e vestaglia, dimenandosi come Baloo, cantò e ballò….
Lo stretto indispensabile
E i tuoi malanni puoi dimenticar…
© Marina Garaventa
Ritratto di Principessa con gatto – Pinacoteca di Villa Arzilla - 2007
Suggestiva immagine di evidente scuola naturalista-post-vattelapesca ispirata alla ben meno nota “Dama con l’ermellino” di Leonardo, ritrae S.A.S. La Principessa sul Pisello con il gatto Iago di proprietà dell’Infanta Elena. Da notarsi l’uso spregiudicato del colore e l’espressione rapita (lg “rincoglionita) della Sovrana. L’aneddotica sul ritratto, narra che il gatto Iago sia buonissimo e dolcissimo ma che mangi solo ed esclusivamente se accompagnato dai suoi padroni.
Ore 8: Villa Arzilla si sveglia quietamente. Mamma prepara il caffè, io ascolto il tg, papà indugia in pigiama e Frida fa finta di dormire mentre le sue orecchie sono già frementi nell’attesa. Dal giardino, improvvisamente, s’ode un canto:
De la Sierra Morena,
Cielito lindo, vienen bajando
Un par de ojitos negros,
Cielito lindo, de contrabbando
Frida scatta verso la porta e papà si unisce al canto:
Ay, ay, ay, ay,
Canta y no llores,
Porque cantando se alegran,
Cielito lindo, los corazones
La porta si apre e, subissata dai baci di Frida che arriva, giusta, alla sua faccia, con uno squillante “Buenos dia” entra Wilma, o meglio SuperWilma!
Non sto ora ad illustrarvi le doti casalinghe della piccola signora ecuadoriana, poiché potreste morire d’invidia e tentare di rubarcela, ma vi dirò solo di una sua qualità: l’allegria. Sarà perché fino a sei anni fa viveva in una casetta in una lussureggiante campagna sudamericana, senza comodità ma in piena sintonia con la natura, sarà perché ama e lavora per la sua piccola famiglia, sarà perché in poco tempo si è adeguata al vivere “civile e consumistico” senza diventarne schiava, sarà perché, cosa assai rara per i liguri, è amata e stimata da tutti, Wilma ha il potere di comunicare allegria a tutti. Non si tratta di un’allegria sciocca e superficiale però: la sua è una gioia di vivere sagace e, qualche volta, ironica, che nasce dal buon senso di chi ha conosciuto una vita difficile e apprezza ciò che ha, senza rinunciare ai suoi sogni.
Il problema è che è contagiosa sia nell’allegria sia nella lingua: pur parlando assai bene l’italiano, SuperWilma canta solo in spagnolo e infila vocaboli castigliani dappertutto col risultato che, adesso, a Villa Arzilla si parla un misto italo-spagnolo-genovese che è una schifezza!
Quando i miei mi muovono nel letto, non dicono più “uno, due, tre” ma “uno, dos, tres”, io non ho più “testa” ma “caveza”, la finestra è la “ventana”, il marito è “adorado tormento” e quando, ieri, mia mamma mi ha detto
- Ti faccio il semolino col burro. -
Io ho risposto inorridita:
- Non voglio semolino con l’asino!-
Di fronte a tutto ciò, la voce di papà s’alza stentorea:
Wilma dame el combo!
©Marina Garaventa
burro = asino
Wilma dame el combo! = Wilma dammi la clavaLa Scoiattola Pompolina ha evidentemente colpito la fantasia di molti: ecco qui un simpatico omaggio di un anonimo, quanto arguto, lettore savignonese che ha rivelato nella favola alcuni riferimenti alla realtà locale……

Ecco, invece, la continuazione della favola di Pompolina, scritta dal mitico brugue che vi consiglio, se già non lo fate, di visitare!
Cara Princy, questi scoiattoli sono fortunati. Credo di averli incontrati in qualche mio giro notturno. Hanno dei buoni libri. Hanno la compagnia adatta, non tanto per la tana dell'orso; hanno un cielo profondissimo, azzurro intenso. Quantestorie mi ha confidato: Pompolina è diventata amica del grande orso. Ed anche altri scoiattoli hanno frequentato quella tana. La sera era dedicata alla lettura. Il grande vecchio, così chiamavano quel simpatico e morbido lettone, il guardiano della tana, in semiletargo, ascoltava beato le mille e più favole che i nuovi amici avevano portato. La tana del grande orso era diventata la caverna delle favole. Tutte le favole del mondo custodite gelosamente da Pompolina. Ecco il grande segreto della scoiattolina. A lei era affidato un compito prezioso: salvarle e catalogarle dalla malvagità quotidiana. Come andò a finire. Beh ogni favola ha un lieto fine. Ed anche in questa c'era una specie di sortilegio. La chiave era tutta nell'anima di Pompolina. L'incantesimo non si sarebbe mai fermato. Mai? Almeno fino all'ispirazione. L'ispirazione? Ma sì. Quella di Pompolina. E la cosa accadde. Così, senza una spiegazione logica. Era pieno inverno. Freddo pungente, cielo sempre scuro e tanta neve. E le cose andavano avanti senza grandi susslti. Con monotonia: ogni sera arrivavano nella grotta decine di scoiattoli con altri libri di favole. Ma una sera Pompolina fermò tutti: aprì un libro bianco che nessuno conosceva. Non lo avevano mai visto. Con un filo di voce, «Oggi vi racconto una storia. E' la mia storia: C'era una volta...» E tutti furono rapiti dalla favola più bella. Mai ascoltata. Mentre leggeva la favola, la caverna cambiava colore. Era l'effetto di uno strano fascio di luce che si allungava internamente, sempre più veloce. Se ne accorsero gli scoiattoli che si girarono di scatto. Si svegliò dal semiletargo anche il grande orso. Ormai la caverna era completamente illuminata da un luce intensa. Quando uscirono tutti, lo stupore fu ancora più grande: la visione era celestiale: tutto era di colore azzurro. Ma di tonalità diverse dal cielo. La terra risorgeva con tempi innaturali. Le piante crescevano a vista d'occhio. La natura esplodeva in un mare di colori e profumi. E... l'albero rinasceva. Fu una grande festa con proverbiali cascate di ghiande e ricche colazioni a base di miele. Tutti vissero felici e contenti. Gli scoiattolini nelle proprie tane. E il grande orso ritornando in letargo tra le mille favole del mondo...»
Ecco quello che mi ha raccontato Quantestorie. Non è un millantatore. Devo crederci per forza.
Ciao princy
C’era una volta, in un grande bosco, un bellissimo castagno, più alto e più rigoglioso degli altri. Forse non tutti sanno che un albero è come un piccolo paese, abitato e accudito dagli animaletti che lo abitano e, anche il nostro castagno, aveva chi si occupava di lui: un’alacre e numerosa famiglia di scoiattoli si affaccendava, infatti, intorno al grande albero tenendolo ripulito dalle foglie secche e dai tarli, rassettandone le radici, liberandone i rami dalla neve. L’albero cresceva felice dando in cambio, ai suoi piccoli amici, riparo durante l’inverno, frescura in estate e cibo abbondante tutto l’anno. Ora, come tutti sanno, quando una comunità cresce e migliora comincia a sognare e fu così che, durante un’assemblea, gli scoiattoli decisero di realizzare ad un loro sogno: costruire una biblioteca grande e ben fornita e insegnare a leggere a tutti gli animali del bosco. Con fatica ma con amore, ricavarono una sala nel cavo dell’albero, la pulirono, l’attrezzarono, la riempirono di tanti libri e, in una tiepida giornata di maggio, inaugurarono la nuova biblioteca affidandone la conduzione alla giovane ma attivissima Scoiattola Pompolina che, subito si mise all’opera. Catalogò i libri in bell’ordine, rese l’ambiente accogliente, andò di casa in casa per pubblicizzare la grande novità e organizzò letture di fiabe per tutti i cuccioli del bosco. In breve la biblioteca fu visitata da tutti: merli, passeri si fermavano sui rami, le rondini arrivarono volando da lontano, i ghiri e le marmotte chiedevano libri da leggere durante il letargo, lepri e volpi volevano notizie sulle leggi contro la caccia e persino gli orsi accorrevano ad ascoltare le favole di Pompolina fermandosi sul prato perché troppo grandi per entrare. Ma, non sempre, le cose vanno per il meglio: un giorno, mentre riordinava, la scoiattola notò dei pezzetti di carta sparsi sul pavimento. Qualcuno sembrava aver rosicchiato un libro e, mentre si domandava chi poteva essere, udì uno squittio alle sue spalle. Si voltò e, in un angolo buio, vide due occhi neri e acuti, un naso lucido e dei viscidi baffi neri: i topi, gridò fuggendo spaventata. Uscì sul prato ma, subito, capì che era ormai troppo tardi: gli scoiattoli fuggivano da ogni parte mentre l’orda di sorci aggrediva l’albero. Se per costruire occorrono anni di fatiche, per distruggere un sogno basta un attimo e, invaso dai topi, il castagno più bello del bosco si trasformo nell’albero più solo e più triste. Gli uccelli non nidificarono più sotto le sue fronde, le rondini che, in estate lo rallegravano, presero altre vie, fu coperto dai rovi e, in inverno, la galaverna spezzò i suoi rami più folti. I topi, al suo interno, prosperarono, mangiando ogni cosa e dei libri non rimase che qualche pagina rosicchiata. Ma che fine aveva fatto la scoiattola Pompolina? La poverina, sebbene terribilmente spaventata, dimostrando un grande coraggio, era riuscita, con l’aiuto degli altri scoiattoli, a salvare molti libri e, con loro, si era rifugiata nella tana di un vecchio orso che, in cambio della lettura delle favole, aveva acconsentito ad ospitarli. Dalla tana, i poveri e tristi scoiattoli videro la distruzione del loro albero e piansero per la fine del bel sogno: l’unica cosa che dava loro un po’ di sollievo erano le letture delle favole che Pompolina teneva ogni sera. In una fredda sera d’inverno, accoccolati accanto al vecchio orso, ascoltando Pompolina che leggeva l’ultima frase della favola, improvvisamente i loro cuori si riscaldarono e il loro sogno ricominciò”i sogni son desideri chiusi in fondo al cuor….Se credi fermamente il sogno realtà diverrà”.
(c) Marina Garaventa