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Sempre attiva ed entusiasta della vita, dal 2003 sono attaccata ad un respiratore che mi tiene in vita. La mia esistenza è cambiata totalmente ma il mio spirito no. Vivo in simbiosi col mio pc che mi fa parlare, lavorare e, soprattutto,comunicare.

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Una vita vissuta pericolosamente
mercoledì, 31 ottobre 2007
Halloween…che palle!

Zucca effetto coronaSe proprio volete festeggiare Halloween che, sinceramente, a me,  dice ben poco, invece di perder tempo a fare lanterne, con la mitica zucca, preparatevi questa ricettina veloce e saporita:

 

Spaghetti alla Halloween

Per 4 persone

 

300 gr di polpa, soda e arancione, di zucca

320 spaghetti medi

sale q.b.

burro

formaggio grana

 

Preparazione

Tagliate la zucca a dadotti e buttatela nell’acqua bollente dove cuocerete la pasta. Salate e lasciate cuocere la  zucca per 5/10 minuti. Nella stessa pentola, buttate gli spaghetti e portateli a cottura. Scolate il tutto e condite con abbondante burro e formaggio

 

Intanto che cuocete la pasta potete guardarmi qui, quando ero in forma, produrmi in una performance di magia ad alto livello….. e

 

Non ridete se non volete che vi trasformi tutti in rane e sorci
Scritto da: Princy60 alle ore 13:03 | link | commenti (50) | categoria: cucina, curiosità
mercoledì, 24 ottobre 2007
Buon Compleanno

Settembre 1996 – Sono a casa di una mia carissima amica del Liceo, benché gli anni della scuola e delle Immacolatine, siano ormai lontanissimi, siamo rimaste in contatto e, ogni tanto, c’incontriamo per raccontarci i fatti nostri. Dal corridoio arrivano le voci di Giovanni e Giacono, mentre la piccola Lucia dorme nella culla. Ogni tanto si sente un urlo: “Garaventa, vieni a vedere i miei giochi!”. E’ Giacomo, sei anni che, scimmiottando le suore, che ci chiamavano rigorosamente col cognome, mi reclama in camera sua.

La manfrina si ripete per 2 o 3 volte, fino a quando la madre mette un freno alla sua esuberanza, affermando che, noi grandi, dobbiamo parlare di cose importanti. Snobbato bellamente, Giacomo non demorde, si siede vicino a me e si mette in ascolto e, facendo scattare il perfido gioco del “ vedrai che ti stufi e te ne vai”, cominciamo così a parlare di politica! Da un anno, io sono assessore nel comune di Savignone e mi lancio nel racconto delle nuove esperienze, citando consigli comunali, delibere e bilanci. Argomenti da far cadere le palle a Padoa-Schioppa, ma non a Giacomo!

Improvvisamente, il pargolo mi agguanta per un braccio e mi dice:

-         Certo che in Valle Scrivia, avete un bel problema…-

Mi chiedo come possa sapere che Savignone è in Valle Scrivia ma, comunque, lo guardo con il solito sussiego dell’adulto e chiedo:

-         Quale problema, caro?-

- L’inquinamento prodotto dalla raffineria del vicino paese di Busalla?

Credo di essere rimasta con la bocca aperta per 10 minuti poi, dopo aver farfugliato una specie di risposta  guardo sua madre che, alzando gli occhi al cielo,  mormora:

-         Non guardiamo più i Tg: li guarda tutti lui e poi ci relaziona. –

 

Domenica prossima, Giacomo compirà 16 anni e io voglio fargli gli auguri pubblicando un suo articolo (pubblicato sul giornalino degli studenti del Liceo Classico D'Oria, Dragut  anno 12 n°1- ottobre 2007).

 

QUALE FUTURO PER L’EUROPA?

  Gli europei sonnecchiano tranquilli, ma potrebbero presto andare incontro a bruschi risvegli. I paesi membri non hanno un’idea comune d’Europa, e per i propri interessi evitano accuratamente qualsiasi compromesso che non sia un rinvio. Le obiezioni sul sistema di voto- un pretesto qualsiasi- della Polonia hanno fermato il vertice ed è tornato a galla un profondo odio per la Germania che sembrava ormai lasciato alle spalle dai padri fondatori. Si è arrivati addirittura a rivangare i polacchi uccisi dai nazisti e a vietare l’insegnamento di Goethe e Kafka nelle scuole (perché tedeschi). Il problema è che il no polacco (con quello della solita Gran Bretagna) non è una cosa momentanea: il governo di estrema destra dei gemelli Kaczynski potrebbe restare al potere per anni, se gli fosse confermata la maggioranza alle prossime elezioni politiche. Andare avanti senza la Polonia, che ha ammesso pubblicamente di essere contro l’Ue, il nemico numero uno, credo sia l’unica strada possibile. Soltanto Italia (che dopo anni è finalmente tornata a farsi onore in Europa), Francia, Germania, Spagna e paesi baltici proseguirebbero lungo la strada delle riforme. Dietro ai recenti avvenimenti secondo me non c’è solo un’insofferenza verso le strutture dell’Ue, ma anche una crisi di memoria e di identità. Questa crisi è pienamente dimostrata dal dilagare della xenofobia, dell’antisemitismo, malattie di società deboli, fenomeni che non ci appartengono, o meglio che, non ci dovrebbero appartenere. Penso che si sia persa, almeno in alcuni stati, la memoria, quella “positiva” dei padri fondatori, utile due volte perchè- oltre ad aiutare il processo di integrazione europea- toglie spazio politico agli estremismi, che possono usarla soltanto per recriminazioni e vendette. Il nuovo nazionalismo non mette in discussione soltanto l’Europa e i suoi valori fondanti come democrazia, libertà, autocritica e tolleranza, ma anche l’esistenza stessa di alcuni stati. Come il Belgio, che sta, da un momento all’altro, nell’indifferenza generale, scomparendo. I fiamminghi (olandesi, più ricchi) impediscono la formazione di un governo con i valloni (francofoni) e vogliono la divisione del paese. Bruxelles, capitale europea, unico luogo dove valloni e fiamminghi convivono, sarebbe divisa tra i due nascenti stati o diventerebbe una città stile Washington. Questa separazione, apparentemente così distante dai nostri affari italiani, potrebbe dare il via ad una “balcanizzazione” del nostro continente, con effetti disastrosi. L’Europa, quando dovrebbe restare unita contro la crescente potenza della Russia, della Cina e soprattutto dell’India, si ferma per una “pausa di riflessione”. Questi momenti di stasi potrebbero costare molto cari, in particolare al nostro paese che, visti i politici che si ritrova, si allontana progressivamente dai paesi nordici e dai loro modelli di sviluppo e stato sociale, che, dati alla mano, sono i più riusciti al mondo.                                            

GIACOMO CANEPA 1A

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scritto da: Princy60 alle ore 16:23 | link | commenti (38) | categoria: vita, invito
mercoledì, 17 ottobre 2007
Amori miei 5

maggianiOggi vi lascio in compagnia di un altro dei miei amori letterari. Stavolta, però, si tratta di un contemporaneo, quasi coetaneo, la cui scrittura mi ha folgorata mentre leggevo il suo “E’ stata una vertigine”. Poi, con la mia faccia tosta, gli ho scritto e, con sorpresa, definendomi una “teppista”, Maurizio Maggiani mi ha risposto.

Da quel giorno è…… ma questa è una storia che vi racconterò un’altra volta.

 

La sirena

Maurizio Maggiani

 

R i c o rdi Luis di Uru g u a y, la sirena che raccontava la notte alla luna?

La luna pone los dientes en el cielo.

Dimmi quanto era grande.

Era grande quanto una capanna e forse più. Dopo mangiato era di certo più grande; anche se cantava era più grande della capanna; senza di lui vi ospitava in dieci….

(continua e scarica qui)

 

Di lui vi consiglio anche gli editoriali su “Il Secolo XIX” e gli articoli su “La Stampa”, oltre ai podcast che trovate qui.

 

Buona lettura

Scritto da: Princy60 alle ore 17:10 | link | commenti (41) | categoria: racconti, invito, amori miei
mercoledì, 10 ottobre 2007
A Laura

Giorgia ripensava spesso a quel giorno e, benché tutti la scongiurassero di non farsene una colpa, sempre riaffiorava in lei  l’idea che, se  non l’avesse coinvolta in quel nuovo spettacolo, le cose sarebbero andate diversamente.

Giorgia conosceva Laura da quando era ragazzina e, a dire il vero, non le era mai stata molto simpatica. In paese, quando la bellissima signora appariva, tutti la guardavano ammirati sussurrando la  parola magica che evocava un mondo affascinante e un po’ peccaminoso: attrice.  Il mondo di Laura andava dalle grosse compagnie teatrali in dialetto e in lingua fino alle partecipazioni in vari film e, per queste frequentazioni e per la sua bellezza, Giorgia  l’aveva sempre considerata inavvicinabile e un tantino spocchiosa. Poi, passati tanti anni, quando, per gli insondabili casi della vita, le loro famiglie si erano avvicinate, Giorgia aveva scoperto in Laura, ormai piacente signora ritirata dalle scene, un’ amica sincera e una donna innamorata solo della famiglia: giocosa ed ironica, curava fratelli, figli, nipoti  ed amici come un’amorevole chioccia occupata a dispensar consigli e manicaretti.

Fu così che a Giorgia, ormai cresciuta e attiva nell’organizzazione di spettacoli di prosa, venne l’idea di coinvolgere l’amica in uno di questi:

-         Il teatro è piccolo ma prestigioso, i ragazzi sono i migliori del gruppo e tu puoi fare quello che vuoi…. Sarai ospite d’onore e la madrina. Cosa ne dici? –

Laura la guardò perplessa, mentre i  suoi occhi azzurri brillavano già:

-         Son 20 anni che non recito più ma la voglia mi è rimasta… Grazie… accetto! –

Da quel giorno fu tutto un susseguirsi di prove, telefonate,ansie, ricordi e gioie: sembrava che una nuova linfa fosse tornata a scorrere nelle vene di Laura. La sera dello spettacolo, a differenza di tante sue attempate colleghe che rispolverano gli abiti dei tempi d’oro trasformandosi in grotteschi baracconi, si presentò con un sobrio abito nero, un trucco leggero e l’immancabile sigaretta tra le dita. Solo il viso, un po’ tirato, rivelava il suo tumulto.

-         Ho dovuto prendere un ansiolitico perché ero un po’ agitata: dopo tanti anni ho riprovato le stesse emozioni e lo devo a te. Grazie, cara. –

Il sipario si aprì e non ci fu più  tempo per dire altro.

Dopo le presentazioni di rito, dopo i ringraziamenti, dopo le prime timide prove dei debuttanti, il presentatore annunciò la madrina: Laura si assestò l’abito e, con passo deciso, varcò la quinta. Il folto pubblico, dove spiccavano amici e parenti di lei, l’accolse con un applauso sincero: molti la ricordavano per averla vista in teatro, i più giovani l’attendevano curiosi.

Il primo pezzo era “La telefonata”, monologo comico che Laura aveva recitato tante volte: da dietro le quinte, Giorgia la vide accomodarsi sulla sedia, afferrare il cellulare che sostituiva il vecchio telefono di bachelite previsto dall’autore e iniziare il pezzo:

-         Mamà, sun mi……

La voce non tremava, sicura procedeva mentre il pubblico, attento, la seguiva, pregustando il riso che, le prime battute e la mimica di lei, anticipavano. Improvvisamente,però,  la mano ricadde sul grembo, la voce si smorzò e,con una battuta fuori programma, Laura disse:

-         Scusate, non mi sento bene…- e reclinò la testa sul petto.

Passarono solo pochi attimi, il tempo necessario per capire che non si trattava di una variazione al testo, e  Giorgia sbucò da dietro le quinte avvicinandosi a lei mentre il figlio di Laura, attraversato con un balzo lo spazio tra la platea e il palcoscenico, raggiungeva l’attrice esanime. Laura respirava affannosamente ma, benché non lo avesse mai sentito, Giorgia capì che si trattava di un rantolo.

Cessò di vivere alle 23.30 dopo una folle quanto inutile corsa in ambulanza.

Giorgia restò annichilita per giorni, schiacciata dai sensi di colpa per averla coinvolta in quell’avventura che,forse, l’aveva sottoposta ad una tensione che non poteva più sopportare: l’immagine di lei, sorridente ed emozionata, tornava sempre alla sua mente ma l’audio era solo quel rantolo di morte.

Solo una frase, pronunciata da chi amava Laura, acquietò, solo un poco, il dolore e il rimorso di Giorgia:

-         E’ morta nel modo che, ogni attore, in fondo al proprio cuore, sogna: recitando davanti a un pubblico. –

 

 

© Marina Garaventa

 

 

Scritto da: Princy60 alle ore 11:27 | link | commenti (36) | categoria: racconti, vita
giovedì, 04 ottobre 2007
Pippi Calzelunghe e….

Chi non se la ricorda? La buffa ragazzina, indipendente e creativa, così diversa da noi, bambini mammoni e un po’ imbranati, che nel 1969 irruppe nelle nostre case attraverso la tv. La Svezia festeggia quest’anno il centenario dalla nascita della sua mamma, la scrittrice Astrid Lingren e, in tutto il mondo si terranno manifestazioni in onore della mitica Pippi;

 

Girando nel web, ecco qui un eccezionale sito che vi farà piangere come bambini per la nostalgia: ci sono tutte! Da “Sandokan” a “Carosello”, dagli Alunni del Sole a “Orzowei! Io impazzisco ancora per “La freccia nera” e voi?

 

Se poi volete farvi un giretto virtuale in varie città italiane…… cliccate qui ed eccovi serviti;

 

Se poi volete imparare a fare gli strozzapreti con la blogger Regina Cristella, qui trovate la videoricetta!

 

Buon fine settimana!

Scritto da: Princy60 alle ore 18:27 | link | commenti (51) | categoria: passioni, curiosità, amori miei