Titolo sibillino che non si riferisce ai melomani, già realmente affetti dalla gravissima e inguaribile “sindrome del melodramma”, ma fa riferimento ai personaggi delle opere: costoro, infatti, già afflitti da una sfiga incommensurabile, sono spesso affetti dalle più strane patologie psichiatriche che, nella maggior parte dei casi, li conducono alla morte.
Ecco un breve prontuario che, senza alcuna pretesa, evidenzia i casi più clamorosi:
SERIAL KILLER
I coniugi Macbeth (“Macbeth” di G. Verdi) con spiccata propensione all’uso d’armi bianche, non perdono occasione per far fuori amici e parenti: entrambi affetti da visioni e sensi di colpa. INCURABILI
Principessa Turandot (“Turandot” di G.Puccini) con incomprensibili enigmi respinge tutti i pretendenti alla sua mano e li fa decapitare. RECUPERABILE Cura consigliata: scopare col Principe Calaf.
INFANTICIDI
Medea (“Medea” di L. Cherubini) fa fuori i figli per far dispetto a Giasone.INCURABILE
Norma (“Norma” di V.Bellini) come sopra ma l’omicidio fallisce e lei muore bruciata viva con quel cog… di Pollione. Sospetta coppia sado-maso. INCURABILI
Margherita (“Mefistofele” di A.Boito) annega il figlio e, per buon peso, avvelena la madre poi si pente e muore in grazia di Dio. Sospetta mania religiosa. INCURABILE
SONNAMBULISMO
Amina (“La sonnambula” di V.Bellini) vaga per i tetti del paese visitando le camere dei turisti. Non è chiaro se sia sonnambula o putt… . RECUPERABILE Cura consigliata: matrimonio con pirla locale
EPILESSIA
Otello (“Otello” di G.Verdi) ammazza moglie e luogotenente per recuperare un fazzoletto e, non pago, si toglie la vitaida. INCURABILE
CATALESSI
Padre (“I masnadieri” di G.Verdi) caso rarissimo: nello spazio di quattro atti, muore e risuscita tre volte con grave sconcerto del pubblico. A tutt’oggi la sua morte non è stata accertata ma ciò conta poco perché, comunque, son morti tutti gli altri.
DISSOCIAZIONI E PATOLOGIE VARIE
Lucia (“Lucia di Lammermoore” di G.Donizetti) caso frequentissimo di pazzia da abbandono sentimentale: uccide il marito impostole e poi saltella per 30 minuti sul palco emettendo gorgheggi al limite del diapason. INCURABILE
Abigaille (“Nabucco” di G.Verdi) dopo aver inutilmente tentato di accaparrarsi il trono e pure Ismaele, muore pazza. INCURABILE
Don Giovanni (“Don Giovanni” di W.A.Mozart) affetto dall’omonima sindrome a sfondo sessuale, ammazza, truffa e conversa con le statue. INCURABILE
Per le cartelle cliniche, consultare il sito http://www.operaitaliana.com/
© Marina Garaventa
Nessuno mi aveva mai chiamata così ma, quel giorno di sette anni fa, in un fresco e luminoso mattino d’agosto, mentre me n’andavo raggiante ad un appuntamento amoroso, la Signora Franca, col suo viso da bambola di porcellana e i suoi modi da chioccia premurosa, osservandomi compiaciuta, mi disse: “ Comme ti ste ben… sembri una pavoncella!”
Poi, la vita mi è passata addosso, come uno schiacciasassi ed oggi, più che una pavoncella, assomiglio ad una rana impantanata: il complimento della Signora Franca, però, non l’ho più scordato, corroborato anche da continui regali che mi arrivavano da lei. Da ottima cuoca, che passa le sue giornate in cucina confezionando manicaretti per tutta la famiglia, trovava tempo anche per me: torte con la sua marmellata, pandolci, bottiglie di bonarda prodotta dal marito. I pacchi succulenti arrivavano puntuali ad ogni ricorrenza ma, della Signora Franca, neanche l’ombra. Poi, dopo quattro anni, si è fatta coraggio e, portando tremante l’ennesima torta, col viso contratto e il fiato corto, è entrata in camera mia: ma la pavoncella, racchiusa ancora nel corpo della rana, era decisa a dare il meglio di sé e, usando tutti i mezzi a sua disposizione, iniziò un fitto dialogo con la sua visitatrice. La Signora Franca, donna semplice ma arguta, si lanciò, finalmente rilassata, nel racconto della sua vita di chioccia, intercalando il tutto con frasi di meraviglia: “ Ma comme te viva… Bella Madonna caa’…. Come ci capiamo bene….. se avessi saputo sarei venuta prima!”
Cara Signora Franca che si è fatta coraggio e ha ammesso la sua paura di affrontare la malattia, la sofferenza e la diversità: nessuno è esente da tutto questo, anch’io, tanti anni fa, ho avuto paura della sofferenza di una persona cara e, quando l’affetto ha vinto la paura, era ormai troppo tardi e di questa vigliaccheria non potrò mai perdonarmi.
Io ricevo tante visite, persino da sconosciuti che si mettono in contatto con me attraverso il blog, ma sono tanti gli amici di un tempo che non si fanno più vedere né sentire: basterebbe una mail, un sms per far capire la vicinanza, il ricordo e la condivisione.
Non lo dico per me ma per loro, perché, per dirla alla Catalano…
È sempre meglio visitare un vivo che un morto!
© Marina Garaventa
Istituto Luce -ROMA, 12 Agosto 1931 – IX anno dell’Era Fascista.
Oggi, in un tripudio di festa e di suoni, si è svolta, nella capitale, la manifestazione organizzata dall’Opera Nazionale Dopolavoro. I lavoratori dell’Italia Fascista si sono esibiti in svariate attività sportive e culturali: presente anche la squadra di canto popolare di San Martino d’Allbaro di Genova, esibitasi coi costumi classici dei carrettieri del’700,che ha la sua sede presso l’osteria di Ponte Reale a Sottoripa. Nelle sue file spicca il celebre tenore “primmo” Augusto Cagnoli, con la sua voce che “va alle stelle”. La famosa squadra si è esibita davanti al celebre compositore Pietro Mascagni che, rimasto affascinato dalla bellezza e dall’estensione della voce del Cagnoli gli ha proposto di trasferirsi Roma per studiare ed avviarsi alal carriera lirica, vanto e orgoglio d’italica cultura. Cagnoli però, indomito portuale, amante della famiglia (antifascistain odore d’anarchia n.d.r) ha rifiutato ed è tornato felice alla Superba.
Scimmiottando la retorica di regime, vista l’epoca, ho scritto questo comunicato basato su racconti di famiglia e su fatti riportati nel volume "Nel cerchio del canto: storia del trallalero" di Mauro Balma ed. de Ferrari 2001.
Augusto Cagnoli era mio bisnonno: padre di Rosetta Noli e nonno di mio padre.
Qui un esempio di trallalero moderno..
(c) Marina Garaventa

L'amena e ubertosa Savignone dalla finestra di S.A.S La Principessa sul Pisello

Albert e Nanni, Duchi dell'Orto, offrono un graziioso omaggio a Sua Altezza