
Gentili teleutenti, buonasera. Le emittenti televisive italiane, nella convinzione che, nel periodo estivo, i telespettatori cadano in una sorta di rimbambimento catodico, hanno adeguato il loro palinsesto al suddetto rincoglionimento. Ecco, quindi, una serie di simpatiche repliche di repliche di repliche consigliate:
La Signora in giallo (10), Il Commissario Rex (8), Derrick (15), Il tenente Colombo (12), R.I.S. (3), I Cesaroni (2), Elisa di Rivombrosa (3), L’onore e il rispetto (2) ……
presenta
“Se repliche han da esser che sian d’autore!”
Palinsesto personale anti-rinbecillimento:
1 – “Chi legge?” viaggio attraverso l’Italia del 1960 di Mario Soldati e Cesare Zavattini, musiche di Nino Rota. Bastano questi nomi per garantire serate piacevolissime e intelligenti. Se ne consiglia la visione all’On. Calderoni. Conoscerà e capirà (forse) qualcosa del nostro paese.
2 – Qui, tre sceneggiati impareggiabili: “La freccia nera”, quella vera, con Loretta Goggi, “Il giornalino di Giamburrasca” con un mucchio di bravissimi attori e con il blogger Paolo Ferrari e il mitico “Sandokan”. Se ne consiglia la visione ai bambini da 0 a 99 anni;
3 – Qui, una serie di trasmissioni radiofoniche a puntate che trattano svariati argomenti. Ora sto seguendo “ Chung Kuo-Cina, l'Impero di Mezzo” di Federico Rampini, interessante e veloce storia della Cina e dei suoi rapporti con l’Occidente. Se ne consiglia la visione all’On. Silvio Berlusconi perché sta sparando balle quando parla della superiorità culturale dell’Europa.
Buona Visione!

Tornando baldo da quel del modenese,
dove echeggiò squillante il “Vincerò..”1,
l’illustre mio tenore, per i sussulti del diaframma 2 altero,
fece incazzar l‘annoso calcol suo
che, silenzioso, giacea nel suo pancino.
Tosto, il sasso, gridando
“vendetta, tremenda vendetta” 3, mosse un balletto che,
ai visceri suoi sacri, provocando veniva orrendo strazio.
Giunto alla sua magion, il povero tenor, ratto, fu tratto
all’ospedale di Sampierdarena, con la scorta di tre suoi cavalieri
che, supplicando il medico di turno, dissero in coro:
“mira d’acerbe lacrime, spargo al tuo piede un rio…
calpesta il mio cadavere ma salva il tenor mio!…”. 4
La notizia si sparse in lungo e in largo,
persino il Tg3 ne diè conferma,
da Modena e da Genova, alto, s’alzò un lamento:
“Va pensiero sull’ali dorate… “ 5 diceva ognuno pensando al prode infermo.
Settimana ferale fu per lui, di dolori, d’esami e di digiuno
mentre l’amata sua, al cellular, piangente,
sussurrava “Curatevi, mertate un avvenir migliore!” 6
e la prole da lui abbandonata, in ambasce, invocava: “Padre, mio padre…”. 7
Ma il canoro guerrier non fu sconfitto:
lesto dal suo giaciglio si levò,
e brandendo della flebo l’asta, pel corridoio ingombro d’ammalati,
lento avanzò, gridando “all’armi, all’armi!”. 8
Tutto il reparto ne restò ammirato e, poscia,
Maestro lo appellava ognuno, colmandolo di doni e gentilezze.
In capo a nove giorni fu dimesso,
con la promessa di dover tornare, finita “la stagion dei fiori” 9 bella
per estirpar quel micidiale affare.
Tornando lieto al suo “castel paterno, colli di verde eterno” 10
egli rivide la sua sposa amata, la pargoletta figlia, l’annosa zia e il suo fedele cane
e, col suo cor piangente, a tutti disse:
“ah, la paterna mano, non vi fu scudo, cari..”. 11
Sudditi, famigli, amici, lieti del suo ritorno, alto un canto levaron:
“Inneggiamo il signore è risorto!” 12
© Marina Garaventa
Note
1 – da “Turandot” di G.Puccini
2 – muscolo addominale preposto alla respirazione, organo motore del canto
3 – da “Rigoletto” di G.Verdi
4 – da “Il trovatore” di G.Verdi
5 – da “Nabucco” di G.Verdi
6 – da “La traviata” di G.Verdi
7 - da “Rigoletto” di G.Verdi
8 – da “Il trovatore” di G.Verdi
9 – da “ La bohéme” di G. Puccini
10 - da “I masnadieri” di G.Verdi
11 – da “Macbeth” di G.Verdi
12 – da “Cavalleria Rusticana” di P. Mascagni
(Per la I parte vedi post del 21/5 )
- Ciao Rina, è arrivata …!
- Quande?
- Venerdì sera…
- Un po’ prima….
- Aveva fretta di consolare la sua mamma. Stanno bene sia la Fulvia che la bambina e il papà è molto emozionato!
- Sun contenta…. e mio figlio, ora che è zio, che ha fatto?
- Silvio ha avuto le doglie!
BENVENUTA VALENTINA!

In Polonia il ministro dell’Istruzione bandisce dalle scuole per immoralità le opere di Goethe, Dostoevskij, Kafka, Gombrowicz e inserisce nei programmi “Memoria e identità” di Giovanni Paolo II
LICEALI polacchi non potranno più leggere a scuola le opere di grandi geni della letteratura come Goethe, Kafka e Dostoevskij. La decisione del ministro dell’istruzione Roman Giertych,presidente del partito della “Lega per la famiglia”, a forte connotazione cattoliconazionalista,di radiare dalla lista delle letture scolastiche capolavori della letteratura universale come “I dolori del giovane Werther” e “Faust” di Johann Wolfgang Goethe, “Il Processo” di Franz Kafka” e “Delitto e castigo”di Fedor Dostoevskij, sta scatenando una bufera di polemiche nel Paese. Il primo organo di stampa a rivelare l’incredibile intenzione de ministro e a gridare allo scandalo è stato il quotidiano“GazetaWyborcza”, che ha chiamato subito alla mobilitazione l’opinione pubblica progressista del Paese. Ma la lista nera degli autori invisi al ministro dell’Istruzione,che a molti ha fatto ricordare i roghi dei libri compiuti dai nazisti, è molto più lunga e comprende anche lo scrittore inglese Joseph Conrad e Witold Gombrowicz, l’autore polacco del Novecento più noto all’estero. Le ragioni che hanno condotto il ministro a compiere questa incredibile selezione non sono state ufficialmente rese note,ma i media polacchi sospettano che siano i temi trattati nelle opere prese di mira a non andare a genio al governo dei fratelli Kaczynski, che da quando sono al potere hanno operato una forte svolta conservatrice anche nell’ambito dei temi socioculturali. “Delitto e castigo” sarebbe stato messo al bando poiché il protagonista è un assassino, il “Werther” deve pagare lo scotto del fatto che il protagonista si innamora di una donna sposata,fatto inammissibile per i tutori di una morale in cui anche il tentativo di adulterio è considerato un crimine. Nel caso di “Faust”, invece, le colpe di Goethe sono ancora maggiori, poiché il grande autore tedesco non solo ha scelto come protagonista un personaggio che se la fa troppo con Mefistofele e non ha molti riguardi per il Padreterno. La colpa maggiore di Faust sarebbe quella di esercitare un’influenza nefasta sui giovani liceali polacchi per il fatto di praticare rapporti sessuali al di fuori del matrimonio. Come se questo già non bastasse, il protagonista dell’opera di Goethe mette anche incinta e abbandona la povera Margherita che, disperata perla vergogna subita,dopo aver partorito si trasforma in un’infanticida. Quanto a Kafka, l’accusa principale nei suoi confronti sarebbe quella di essere un nichilista, ma quella sottaciuta e probabilmente più vera è costituita dal fatto che era ebreo. Nella Polonia odierna essere ebrei non è così facile, anche se uno si chiama Kafka ed è morto da quasi un secolo. Anche sul bando che ha colpito Conrad si possono fare solo congetture, probabilmente il veemente contenuto antirazzista e antimperialista del suo romanzo “Cuore di tenebra” non deve essere estraneo alla decisione di farlo sparire come lettura scolastica. Frasi come “la conquista della terra, che più che altro significa toglierla a chi ha un diverso colore di pelle e il naso un po’ più schiacciato del nostro, non è una bella cosa a guardarla bene”, devono suonare anche oggi abbastanza insopportabili a molte orecchie polacche. Nessun dubbio, invece, sui motivi dell’esclusione di Gombrowicz, la cui colpa maggiore deve essere stata quella di non aver nascosto le sue inclinazioni omosessuali, oltre al fatto di essere considerato un pornografo dai bacchettoni polacchi. Non a caso un libro di questo autore, che durante tutta la sua vita non ha perso occasione per fustigare il conformismo della società polacca benpensante, ha come titolo proprio “Pornografia”. La cosa forse ancora più interessante, dopo quella delle clamorose esclusioni, è vedere quali saranno gli autori che andranno a prendere il posto di quelli ignominiosamente cacciati. Lo scrittore di riferimento della Polonia attuale deve rimanere per gli studenti delle medie superiori Henryk Sienkiewicz, il celebre autore di “Quo vadis?”, di cui adesso si dovranno leggereanche i polpettoni della trilogia patriottarda da lui dedicata alle guerre vinte dalla Polonia.Nei “Crociati” l’autore strapazza gli odiati tedeschi, sentimento che oggi in Polonia conquista sempre maggiori favori, con il “Diluvio” vengono regolati i conti con gli svedesi, mentre per rimettere al loro posto i vicini ucraini ci pensa “Con il fuoco e con la spada”. Ma il grande ingresso tra gli autori da leggere obbligatoriamente nelle scuole polacche è quello di Giovanni Paolo II, con la biografia “Zio Karol, gli anni di sacerdozio di un Papa”, a cui si aggiungerà il libro “Memoria e identità”, scritto dallo stesso pontefice.Nel frattempo la poetessa Wislawa Szymborska ha invitato colleghi e intellettuali polacchi a mobilitarsi contro i piani del ministro Giertych, mentre i librai nel Paese stanno già organizzando campagne di promozione dei libri messi al bando. Allarmato dalle reazioni che l’ostracismo di classici della letteratura mondiale sgraditi al ministro sta provocando in tutto il Paese, il primo ministro Jaroslaw Kaczynski ha annunciato di voler parlare della questione con il ministro, il quale ha già cominciato a fare una prudente marcia indietro, spiegando che la sua è solo «una proposta» da discutere.
CLAUDIO GUIDI - Il Secolo XIX del 5 Giugno 2007
GRANDE IDEA PER SPINGERE I GIOVANI VERSO QUESTE GRANDI LETTURE!!!

Credevate di farla franca e di risparmiarvi l’annuale fervorino sul Giro d’Italia? Bhe, vi siete sbagliati perché, immancabile come la cartella delle tasse, ve lo servo a caldo, quando ho ancora negli occhi il rosa delle maglie, dei cappelli, dei palloncini e degli striscioni che mi han fatto compagnia per tre settimane. Per farmi perdonare quest’insana passione, se cliccate qui, vi faccio sentire la sigla del Giro scritta, “nientepopodimenoche”, da Paolo Conte.
Questa volta però, non voglio parlarvi degli uomini in bicicletta e delle loro mitiche imprese ma voglio fare una piccola riflessione su quelli che stanno ai bordi delle strade nell’attesa, a volte per ore, di quel transito rosa che dura lo spazio di pochi minuti. Ho visto anziane signore che, con la sedia portata da casa, attendevano sotto un albero, ragazzi in rosa che esibivano cartelli con la scritta “Mamma non sono a scuola”, neonati appisolati in completino rosa, ho visto quel signore che, nella foga di vedere i corridori, inquadrato dalle telecamere, si è fatto scoprire, da sua moglie, in dolce compagnia. Non mi sono persa nulla ma, soprattutto, ho visto le 120.000 persone che, a piedi o in bicicletta, sono arrivate là dove le auto non potevano arrivare: sullo Zoncolan, la salita più dura d’Europa.
Tutta quella moltitudine colorata, assiepata lungo la stretta strada militare, ha atteso per sei lunghe ore il passaggio dei corridori che stremati e sgranati come le perle di una collana disfatta, affrontavano lentamente le pendenze incredibili dello Zoncolan. In quel lento passare, ogni spettatore ha potuto guardare in faccia il suo beniamino, incitarlo rincuorarlo e sperare nella sua vittoria ma, il bello del ciclismo è che tutti, nessuno escluso, ricevono le ovazioni e gli applausi della folla. L’appassionato di ciclismo ha il suo corridore del cuore ma non lesina mai un grido d’incitamento a nessuno, neppure al rivale acerrimo del suo preferito. Quando si vede la fatica, la volontà, la passione e la grinta non si può tifare contro ma solo a favore.
A favore dello sport che non uccide i suoi tifosi, che non va in guerra ogni domenica, che non devasta le sue arene, che non fa pagare il biglietto per picchiare i tifosi avversari.
Giù dallo Zoncolan, i 120.000 son scesi passeggiando, commentando l’epica impresa del Gibo, inneggiando a Piepoli, gregario di lusso, pronosticando la vittoria finale di Di Luca.
Sono scesi col pensiero “in rosa” aspettando il prossimo giro.
(c)Marina Garaventa