Oggi mi sento così!
Mi sento, in pratica, come tutte quelle signore, di mezz’età, che cominciano ad avere dei “disguidi” mensili: mi sento male, ho un po’ di febbre e, soprattutto ho l’umore di un suicida che sta valutando se impiccarsi o buttarsi sotto un treno. Il pneumologo mi ha visitata e mi ha detto che i miei polmoni vanno benissimo e che, per il resto, devo avere pazienza: tanto per non lasciarlo senza niente, gli ho risposto che, quando sarò già in avanzato stato di decomposizione, i miei polmoni continueranno a funzionare benissimo!
Ora, so perfettamente che, questo post, finirà per creare una frattura di tipo sessuale tra i lettori: le donne comprenderanno e compatiranno, gli uomini alzeranno gli occhi al cielo e penseranno “che palle”. Quale donna, infatti, in un momento di disperazione, in piedi sul davanzale della finestra (settimo piano), con una pistola alla tempia e un cappio al collo, non si è sentita chiedere: “Aspetti mica le tue “cose?”. A quel punto, l’unica cosa logica sarebbe quella di strangolarlo, sparargli e buttarlo dalla finestra ma noi, infinitamente amorevoli, arrotoliamo il cappio, riponiamo la pistola, chiudiamo la finestra e diciamo: “Caro, vuoi un caffè?”.
Mentre scrivo sento di aver riacquistato, leggermente, il mio senso dell’umorismo e ciò mi conforta un poco: dunque c’è speranza di poter riequilibrare le famose endorfine e, da quel che sembra, la cura migliore è BLOG! Blog due volte al dì, prima dei pasti, blogs seri e blogs pazzi, blogs e bloggers a volontà, e così…
CHI NON BLOGGA CON ME,
PESTE LO COLGA!
© Marina Garaventa
ANSIA.NEWS – Comunicato stampa dalla Segreteria di Stato del Reame del Pisello – Sabato 14 Aprile alle ore 14.00, S.A.S. la Principessa sul Pisello ha computo la Sua prima visita stagionale nei Suoi possedimenti di Villa Arzilla Palace. Accompagnata dai Regali Genitori, dal cane-cavallo Frida e dal Principe Consorte, la Principessa ha compiuto un giro intorno alla piscina e, nonostante i reiterati tentativi del Principe Consorte di “imbelinarla (buttarla ndr) in acqua, e riuscita a collocarsi sotto l’ombrellone, appositamente posto, per entrare in una fase contemplativa mentre il cane-cavallo manifestava la sua soddisfazione con salti e leccate. Alla vista di Sua Altezza, la natura circostante ha voluto omaggiarla con diverse manifestazioni: cinguetti garruli, profumi inebrianti di fiori, pioggia di petali dei ciliegi e una leggera brezza primaverile che si è portata via l’ombrellone. S.A.S. ha ricevuto gli omaggi dei Conti del Poggio Franco e Alessandra e del Contino Giovanni, residenti nella tenuta confinante, mentre i Duchi dell’Orto Al e Nanni hanno offerto a Sua Altezza un bellissimo mazzo di cavoli neri e broccoletti rossi di produzione locale.
La Principessa è rientrata nelle sue stanze, alle 15.30, dove è rimasta fulminata per due ore, dormendo come una reale marmotta.
(c) Marina Garaventa
Ritorno sull’argomento “Eutanasia e accanimento terapeutico”, già trattato nel post del 16 Marzo 2007, per riportare stralci della corrispondenza col mio medico di base, che ha trattato l’argomento nella conferenza citata nel post suddetto. Proprio perché a me piace ragionare sui fatti e non solo sui “semplici” principi, mi sembra giusto dare spazio anche a questi dubbi che, devo dire, capisco benissimo.
Cara Marina….. come ti avrà giustamente riferito tuo padre, nella conferenza su “Eutanasia ed accanimento terapeutico” il relatore Don M., che pure è teologo, al quesito posto da molte persone, sul perché sia stato negato il conforto dei sacramenti a Welbi, si è trovato in difficoltà a rispondere……. In effetti la condotta della Chiesa, come dici anche tu, è incomprensibile o, forse, si potrebbe dire che la Chiesa stia un po'' “sul chi va là”, visto che questi sono argomenti attualmente ancora molto in discussione….. comunque, ti confermo che, in effetti, quasi la totalità dei medici interpellati (85%), pur essendo favorevole a “staccare la spina “, non si sente di farlo ed io ho concluso la mia relazione dicendo che sono tra questi ….. …esiste sempre un preciso momento in cui sei tu solo, medico, davanti al paziente/persona sofferente di cui ti senti responsabile ed allora ti chiedi veramente, al di là di tutte le competenze legali, sanitarie od amministrative, se moralmente, anche se medico, sei autorizzato a fare questa scelta……. Come vedi, in questo caso, la chiesa non ci è molto d’aiuto….. comunque l'argomento sicuramente è molto aperto e ne risentiremo parlare ancora a lungo…..
Come mia consuetudine, eccovi una graziosa foto di famiglia.
E' passato qualche anno ma...mi riconoscete?

Buona Pasqua!