E’ successo! E’ successo anche a me!Davanti al regalo di un paio di calzini antiscivolo per passeggiare (?) in casa, improvvisamente ho sentito esplodere in me la forza soprannaturale dei miei superpoteri e, come il Dottor Jekyll, come Clark Kent e l’uomo Ragno, mi sono trasformata in
Mary La Vendicatrice con le Calzette
Vittime dei regali del c… unitevi, venite a me e io vi vendicherò!!
Tu, diabetico che hai ricevuto dal tuo migliore amico, un cesto di frutta candita, chiara istigazione al suicidio, vendicati offrendogli 24 bottiglie di Amaro Giuliani;
Tu, da sempre impedito con le lingue straniere, offri alla zia che ti ha regalato un corso di finlandese, l’enciclopedia dei Santi e Martiri in 48 volumi;
Tu, che hai ricevuto quella pianta carnivora che ti ha mangiato il gatto, dona al perfido consanguineo, un simpatico cucciolo di drago di Komodo;
Mary La Vendicatrice con le Calzette offre,gratuitamente il suo aiuto e vi propone alcune idee per feste e compleanni:
Per una cieca, simpatico set di ombretti
Per un paraplegico, snowboard superveloce
Per un cantante, stecca di sigarette senza filtro
Per un cuoco, un mese di buoni pasto da McDonald
Per tutti i rompic….
in versione integrale, sottotitolata in giapponese!
Consultatemi e farete anche voi dei
REGALI MOSTRUOSI
Sua Altezza Serenissima
augura
a tutti

Buon Natale e Felice 2007
E’ morto.
Finalmente una mano pietosa e non ipocrita ha esaudito la sua volontà.
Finalmente è la pace:
Per lui
Per chi lo amava
Per chi ha condiviso la sua battaglia.
Spero non vi sia pace:
Per chi non ha avuto rispetto
Per chi ha avuto solo pietà
Per chi ha parlato senza aver provato.
Welbi è morto anche per chi, ora, non pensa alla morte
Anche per me che voglio vivere ancora
Anche per chi aspetta la fine.
E’ morto così perché amava la vita.
© Marina Garaventa
Dedicato alla “perfida” Mf mi ha fatto perdere il pisolino.
Oggi, mentre stavo per chiudere gli occhietti belli, mi arriva, la domanda più semplice del mondo, quella da un milione di euri: “Meglio Aida o Tosca?” Poff, il sonno sparisce mentre, nell’orecchio destro, Peppino decanta la sua Aida e, nel sinistro, Giacomino canticchia la Tosca. Tento inutilmente di scacciarli ma, poiché troppo tosti, decido di rispondere all’amica metallica, anche perché, diciamolo, la domanda è gustosa e goduriosa. Trovandomi, così, davanti allo spuntino delle 16, mi viene in mente che, sarebbe come chiedere a un buongustaio se son meglio i tortellini o il caciucco Non si può fare una classifica, si può solo parlare di gusto personale, di palato.. Le affinità, con questo o quello spartito, vanno quindi ricercate dentro di noi, dentro le nostre radici che non debbono essere strettamente musicali ma essenzialmente culturali. Così se preferiamo le fosche tinte romantiche, i grandi personaggi alla Byron, le tragedie shakesperiane e i tumulti dell’anima, il nostro cuore batterà per Aida; se amiamo le grandi eroine che s’immolano per amore, il taglio verista e le storie di protagonisti vicini a noi, palpiteremo per Tosca. Se vogliamo sentire l’eco del risorgimento, vedere il popolo protagonista, cavalcare le passioni della storia, sostenuti da una musica potente che ha pervaso un secolo di storia, diremo Viva Verdi e, al contrario, tiferemo Puccini per le piccole storie quotidiane raccontate con la maestria di un musicista accorto nello stuzzicare le nostre corde più intime, rinnovatore del melodramma che chiude con lui la sua grande stagione.
Insomma nei tortellini, ci troveremo il ripieno succulento dei personaggi verdiani, la pasta fine di una musica intensa e evocante, il brodo caldo che tutto lega come una scenografia maestosa; nel caciucco ci sono le spine come le coltellate Tosca per Scarpia, c’è il peperoncino della vogliosa passione e il sughetto dell’amore di Cavaradossi.
Personalmente, preferisco i tortellini ma anche il cacciucco non mi dispiace: dipende dal momento e dal…ristorante che li serve.
Buon appetito…musicale!
©Marina Garaventa
Oggi ho voglia di passare la giornata con quattro amici che, dai tempi della mia infanzia, mi han fatto compagnia. A dispetto del titolo, non c’è nulla di satanico ma, al contrario, quanto di più sublime, paradisiaco e geniale si possa immaginare. Del Diavolo non serve che ve ne parli: ognuno ne ha la sua personale immagine, ognuno ne porta un po’ anche dentro di sé, ognuno lo combatte o lo asseconda a propria voglia e arbitrio. C’è chi lo vede orrido e lascivo, chi lo immagina bello e dannato, c’è chi ne sorride pensando a R. Benigni: per me è solo, inequivocabilmente, Mefistofele e, siccome sono cresciuta a latte e opera, mi riferisco all’omonimo melodramma musicato da Arrigo Boito, tratto dal Faust di Goethe. Il famoso e geniale tedesco, descrive in questo poema monumentale, paragonabile per potenza evocativa e drammatica alla nostra Divina Commedia, l’eterna lotta, insita in ogni uomo, tra bene e male. Il demonio, facendo leva sull’insaziabile desiderio di conoscenza ed immortalità, promette e concede, in cambio della sua anima, la giovinezza e ogni altro desiderio al vecchio Dottor Faust. In un viaggio tra presente passato e futuro Faust, tornato giovane e bello, soddisfa ogni sua voglia ma, alla fine, rendendosi conto che solo il bene e lo spirito sono realmente importanti, rinnega il nefando patto e muore in grazia di Dio. Su questa guerra d’anime, Arrigo Boito, insigne librettista verdiano (Otello, Falstaff) mise la sua irruente mano di poeta della Scapigliatura milanese, nel 1868 creando una “mostruosa creatura” talmente lunga che fu eseguita, nel 1875, in due serate. Per fortuna, nonostante i loro rapporti fossero spesso complicate dalle intemperanze di Boito, wagneriano convinto avverso all’egemonia italiana di G. Verdi, il bussetano buttò là un consiglio che Boito accettò al volo: “Quando si scrive bisogna dare anche un’occhiata al pubblico” suggerì Peppino e Arrigo sfrondò, tagliò e ridusse fine ad ottenere un affresco grandioso e coinvolgente per potenza musicale e aderenza ai versi di Goethe. A questo punto, se cliccate qui, potrete ascoltare una delle più celebri romanze dell’opera, in esecuzione, definita dalla critica internazionali, la migliore della discografia. La protagonista Margherita, interpretata dal soprano Rosetta Noli, attende la morte dopo che, tentata da Faust, ha ucciso la madre e il figlio avuto da Faust.
Buon ascolto!
N.d. r: Rosetta Noli è mia zia ma….questa è un’altra storia!
© Marina Garaventa
CAMPAGNA CONTRO IL FUMO
Ho fumato una sola sigaretta e mi son venute anche le orecchie a sventola
NON FUMATE!!