Il cuore mio di figlia
sanguina e ognor sussulta:
da che gli occhi d’infante,
videro il volto giovane
dell’amato Re Padre,
dal roseo labbro mio
sgorgò tenero il nome
che oggi ancor risuona,
benché canuta lana
ammanti il regal capo.
Sia per mostrargli affetto
sia per mandarlo affan..
ognor ripeto ancora:
“Oh Papi!Oh Papi mio!” .
Ma omai, il dolce termine
non è foriero più
d’amabili consessi,
evoca solamente
truci nani asfaltati,
cavalieri pisellati,
donzelle fatturate e festini disgraziati.
Oh Papi, papi mio, come potrò chiamarti?
Si spegne il dolce nome,
sola s’alza una prece
chi mi ridà il mio Papi?
© Marina Garaventa
Mentre il Re Padre, tronfio come un gallo ed emozionato come il figlio di un calzolaio (tale era mio nonno), s’intrattiene con S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco
Ecco un’accurata spiegazione, fornitami dall’amica Domì, alla domanda del post precedente
Secondo il buddismo il karma è un grosso zaino che ci portiamo dietro da vite precedenti ed è legato alle azioni buone o meno buone fatte in altre vite, di cui non ricordiamo. I buddisti infatti fanno molti voti, ritiri e meditazione per poter 'alleggerire' questo zaino di colpe .
Generalmente è considerato un malessere speculare ossia, in tempi passati magari la persona che ora soffre di un certo male cronico ha causato VOLONTARIAMENTE ad altra persona (vale anche per gli animali ma è ,meno pesante il fardello) quel male cronico in una precedente vita e ora ne patisce....
Infatti il fatto di esseri vegetariani è legato al pensiero che ora potrmmo mangiare un 'essere senziente' che in una vita precedente potrebbe essere stata nostra madre o sorella (ma che per ragioni di cattivo comportamento si è reincarnata in un animale), e in una vita futura potrebbe essere lei che ci mangerà.....
La linea del buddismo è rispettare tutti gli esseri senzienti e vivere in armonia con il tutto per 'ricevere' armonia dal tutto.
Spesso le 'costrizioni' a vivere in un certo modo sono fondamentali per raggiungere l'illuminazione, magari in una precedente vita hai incontrato il 'buddismo' ma noi hai seguito il percorso perchè rincorrevi piaceri economici, alimentari, sensuali ecc e ora la vita ti costringe a 'meditare'.
Da ciò si evince che, nella mia vita precedente, devo essermi mangiato mezzo mondo…..
Sarà che, nella mia vita, i libri hanno sempre avuto un posto speciale e sono sempre stati un mezzo insostituibile per ritemprarmi e scordare le difficoltà, ma, quando mi trovo ad un impasse, dopo la rabbia, la delusione e l’amarezza, io, come si fa leggendo, volto pagina. Nella mia, non facile, vita è sempre stato così e credo che, quest’atteggiamento, faccia parte del mio DNA: fin da bambina, quando dovevo affrontare degli ostacoli, anche grandi, soffrivo e riflettevo per qualche giorno e poi, riprendevo la lotta senza cedere di un passo. Quando, a 10 anni, mi obbligarono a portare un busto di ferro (vd foto) che m’ingabbiava dal bacino alla nuca e che mi faceva assomigliare ad un robot, piansi per due giorni e poi, digerito il boccone, portai il busto per tre anni, giorno e notte, solo con una breve pausa per lavarmi. Io digerisco tutto: 15 interventi, 3 blocchi respiratori, la paralisi, il ventilatore, le corna e il divorzio, la sconfitta elettorale, pure, Berlusconi e il mio nuovo sindaco.
Per far buon peso, siccome le disgrazie non vengono mai sole, ho dovuto digerire anche di essere entrata, pare per diritto d’anzianità, nel PPF che, contrariamente a quanto potreste immaginare, non è il Partito Popolare della Foca, ma è il gruppo “Pastiglie per la Pressione Forever”. Tale new entry è stata motivata da evidenti rialzi pressori che mi han portato parecchi malesseri e molta prostrazione e che, oggi, con l’introduzione della magica pastiglietta, sembrano in via di soluzione.
In questo periodo, una cara amica, mi ha assicurato che, sicuramente, nella mia prossima vita, sarò la reincarnazione del Buddha: ben lieta di tanto onore, mi sorge spontanea una domanda.
Se è vero che, in ogni passaggio della reincarnazione, ci si deve purificare dal male compiuto delle vite precedenti, che cosa sarò stata nel passato? La figlia di Hitler o la mogli del Marchese De Sade?
I giornali hanno il dovere di informare perché i cittadini hanno il diritto di conoscere e di sapere. La nuova legge sulle intercettazioni telefoniche è incostituzionale, limita fortemente le indagini, vanifica il lavoro di polizia e magistrati, riduce la libertà di stampa e la possibilità di informare i cittadini. Per questo va fermata.
http://www.repubblica.it/speciale/2009/appelli/dovere-di-informare/index.html
Fa freddo e piove,
ho l’influenza e la febbre a 38,
e ho perso pure le elezioni.
A quando lo tsunami?
! VFC!
Ecco la semplice e mistica illuminazione che si è affacciata alla mia mente, oggi, mentre ascoltavo, in diretta da Il Cairo, il discorso di Barak Obama al mondo islamico. La prima, piacevolissima, sensazione è stata d’abbandono e d’estatica soddisfazione come quella che si provo ascoltando un brano di W.A. Mozart: con piglio autorevole, con il giusto equilibrio tra la disponibilità al dialogo e la convinzione delle proprie idee, con quel tanto di retorica occorrente, mitigata da grandi innovazioni, Obama ha disegnato un’America nuova per un rapporto nuovo, non solo con l’Islam ma con tutto il mondo.
Non sembri eccessivo il paragone con Mozart che, genio musicale, seppe, seppur nei canoni più rigidi del ‘700, creare capolavori pieni di fascino e di finezze intellettuali. Con scene equilibrate e leggiadre, con ritmi semplici e accordi complessi, Obama, come il grande autore del “Le Nozze di Figaro” ci ha fatto, letteralmente, “respirare” il cervello, arrivando, quasi, ad ubriacarci per un sogno che manca da molto, troppo, tempo. Al di là della sua appartenenza politica, che si può condividere o no, Obama, oltre ad affrontare i grandi e realistici temi del rapporto tra gli USA e paesi arabi, citando con pragmatismo e realismo, il problema d’Israele, del nucleare e della condizione femminile nei paesi fondamentalisti islamici, ha tratteggiato l’immagine ideale di un mondo, difficile da realizzare, ma possibile. Citando passi dai“libri” delle tre grandi religioni, cristianesimo, islam ed ebraismo, ha ammantato il suo discorso di un’aurea mistica, applicandola ad una possibile civiltà di rispetto, consapevolezza e convivenza. Insomma, un sogno magari irrealizzabile, cui, però tendere e per cui lottare.
Inebriata e abbacinata da tanta potenza evocativa, avrei dovuto spegnere il televisore per meditare serenamente e, invece, in preda alla sindrome da telecomando, ho, inavvertitamente, cambiato canale! E’ stato come passare da Mozart, eseguito dall’orchestra della Scala, alla mazurka eseguita da una scalcagnata banda di paese: sul video passavano le facce anonime e inebetite dei nostri rappresentanti politici che, ora ingrugniti, ora stupidamente ilari, blateravano di veline, corna, aerei! Spettacolo desolante e avvilente per un paese che, nel passato, ha dato al mondo civiltà, arte, pensiero e grandi ideali. Mi chiedo come e perché siamo finiti così in basso, e, francamente non mi so rispondere. So solo che, nonostante la nostra civiltà, il nostro progresso, la nostra democrazia, non riusciamo più, col nostro voto, a creare una classe politica che ci rappresenti degnamente.
Un consiglio: se volete ossigenarvi il cervello, ascoltate il discorso di Obama… o la sinfonia da “Le nozze di Figaro” di W.A. Mozart.
Marina Garaventa
Creare un gruppo non è cosa facile ma Angelo Gheza ha saputo dar vita ad un mix equilibrato tra esperienza, volti nuovi e quote rosa. L’esperienza di chi, come Angelo Gheza, Giancarlo Bonifai, Giovanni Caleca, Marco De Felice, Marina Garaventa e Mauro Parodi, ha già conosciuto e praticato la “macchina comunale”, i volti nuovi di Roberta Alvigini, Rosanna Bartucci, Sabrina Cordone, Daniele Gallo, Anna Garrè, Lorenzo Garrè, Angelo Granara, Veronica Oberti, Assunta Pagano, Enzo Procacci e Gabriele Salvatori.
L’età media del gruppo e 45 anni, la più giovane componente è Veronica Oberti, 19 anni, e il gruppo si avvale di ben 7 donne!